Ospite del programma di Rai 1 Cinque Minuti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di nuovo del provvedimento, annunciato alla festa di Gioventù Nazionale, di limitare il numero di studenti stranieri nelle classi. La premier ha poi spiegato di non aver visto nessuna critica nelle parole del Capo dello Stato Sergio Mattarella all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice.
Per avvalorare il suo ragionamento la leader di Fratelli di Italia ha tirato in ballo due circolari firmate da Mattarella quando era ministro della Pubblica Istruzione: «Quando il presidente era ministro dell’Istruzione redigeva circolari invitando a distribuire gli studenti stranieri», ha detto con aria compiaciuta Meloni.
Le circolari menzionate nel salotto tv di Bruno Vespa, reduce da un incidente domestico, risalgono rispettivamente al 1989 e al 1990. Allora il presidente della Repubblica Sergio Mattarella era ministro del governo di Giulio Andreotti. La circolare a cui la premier ha fatto particolare riferimento è quella del 1990, che indicava sì un numero massimo di studenti stranieri per classe, ma in un contesto sociale e con toni decisamente diversi dalla sua proposta.
Difatti la circolare firmata da Mattarella dava alcune indicazioni generali per favorire l’integrazione tra studenti stranieri e italiani. Non aveva alcun intento elettorale e aveva il tono della raccomandazione. Essa riprendeva una norma del 1982 secondo cui in ogni classe non avrebbero dovuto esserci più di cinque studenti che parlavano la stessa lingua straniera. Nella stessa Mattarella suggeriva di metterne in ogni classe anche meno di cinque, «qualche unità», in maniera che imparassero l’italiano più velocemente stando a contatto con i compagni di classe che lo parlavano già. L’idea era evitare che all’interno delle aule si formassero sottogruppi di studenti che continuassero a parlare tra loro la propria lingua senza entrare a contatto con chi parlava l’italiano; parimenti che i ragazzi stranieri si sentissero isolati.

Mattarella raccomandava inoltre di rafforzare il sostegno linguistico agli studenti non italiani all’inizio dell’anno scolastico, proprio per favorire l’inserimento all’interno della classe. L’inclusione era infatti alla base della circolare di Mattarella, il quale diceva di seguire le indicazioni «ove possibile» e nell’ottica di promuovere l’educazione interculturale e la mediazione tra diverse culture: «Gli alunni stranieri sono prima di tutto alunni: bambini e bambine, ragazzi e ragazze, con le loro individualità e differenze, fra le quali l’appartenenza ad una diversa etnia si colloca come una delle variabili da prendere in considerazione».
Negli anni Novanta, va sottolineato, il numero di studenti stranieri nelle scuole era minore rispetto ad oggi. Gli studenti senza cittadinanza italiana sono aumentati molto a partire dall’inizio del nuovo secolo, arrivando ad essere nel 2026 oltre l’11 per cento del totale. Fonti del Quirinale, interpellate al riguardo dall’«Ansa», non commentano le parole della premier Meloni. In ambienti vicini al Colle ci si limita a dire che sono in corso interlocuzioni tra gli uffici della presidenza della Repubblica e quelli del ministero competente sulle misure che l’esecutivo intende mettere in atto.
