La sicurezza torna al centro dell’agenda del governo. In un’intervista rilasciata aIl Giornale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rivendica l’azione dell’esecutivo contro criminalità e violenza urbana e rilancia la linea della fermezza nei confronti di chi mette a rischio l’ordine pubblico durante manifestazioni e disordini.
«Nessuno di noi crede di avere la bacchetta magica, ma è sotto gli occhi di tutti che intendiamo affrontare anche il problema della criminalità giovanile con la determinazione che serve», afferma la premier. Dopo il maxi blitz contro le baby gang e le misure contenute nel decreto Sicurezza, Meloni ribadisce la volontà del governo di rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine. «Vogliamo affermare un messaggio chiaro: tolleranza zero. Tolleranza zero nei confronti di chi pensa di poter sfasciare tutto, di terrorizzare le persone perbene e di trasformare i nostri quartieri in zone franche», sottolinea.
Tra i temi affrontati c’è anche quanto accaduto a Bologna, dove il presidio organizzato dopo la morte di Abderrahim Fakir è degenerato in violenti scontri tra manifestanti e polizia, con decine di agenti rimasti feriti. La presidente del Consiglio punta il dito contro la scelta del sindaco Matteo Lepore di convocare la manifestazione all’indomani della tragedia. «Ho trovato irresponsabile l’idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza senza che ci fosse stato neanche il tempo di accertare eventuali responsabilità», afferma. Secondo Meloni, quella decisione avrebbe finito per rappresentare «una condanna preventiva delle forze dell’ordine» e avrebbe offerto ai gruppi antagonisti «un pretesto per mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale e aggredire la polizia».
La premier esprime inoltre vicinanza agli agenti coinvolti negli scontri e osserva come, a suo giudizio, una parte della sinistra non abbia mostrato la stessa solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine. «Fa molto riflettere che non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente», dichiara.
Nel corso dell’intervista Meloni torna anche sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere dopo aver ucciso due rapinatori durante una rapina nel suo negozio. Per la presidente del Consiglio esiste «una questione di proporzionalità delle pene», ritenendo sproporzionato che «un cittadino di 72 anni debba trascorrere il resto della propria vita in carcere per aver reagito a una banda di rapinatori che aveva minacciato lui e la sua famiglia».
La premier difende inoltre la norma contenuta nel disegno di legge Sicurezza che esclude la possibilità di ottenere un risarcimento civile per chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato. «È un provvedimento di buon senso», sostiene, perché evita che chi si difende da un’aggressione rischi di essere colpito una seconda volta sul piano economico.
Sul fronte della prevenzione, Meloni riconosce che la repressione da sola non è sufficiente. Per questo rivendica gli interventi messi in campo dal governo per contrastare la dispersione scolastica, indicando nella scuola uno degli strumenti fondamentali per prevenire il disagio giovanile e ridurre il rischio di devianza.
L’intervista si inserisce in una fase in cui il tema della sicurezza è tornato al centro del confronto politico, con il governo intenzionato a rivendicare i risultati ottenuti e a rafforzare ulteriormente la propria linea sul contrasto alla criminalità e alla violenza urbana.

