La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha proceduto alla consacrazione di quattro nuovi vescovi nella sede di Écône, in Svizzera, ignorando l’invito della Santa Sede a sospendere la cerimonia. Un gesto destinato a riaprire una delle fratture più delicate all’interno del cattolicesimo contemporaneo, a quasi quarant’anni dalle consacrazioni volute dall’arcivescovo Marcel Lefebvre nel 1988.
Alla celebrazione hanno partecipato migliaia di fedeli provenienti da numerosi Paesi. Secondo gli organizzatori erano circa 17 mila le persone presenti, molte delle quali giunte fin dalle prime ore del mattino per assistere a un rito celebrato secondo la liturgia tradizionale in latino.
I nuovi vescovi sono lo svizzero Pascal Schreiber, lo statunitense Michael Goldade e i francesi Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. La consacrazione è stata presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta, uno dei vescovi storici della Fraternità. Nel corso dell’omelia, il superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, ha rivendicato la scelta compiuta, sostenendo che essa nasce dalla volontà di garantire continuità alla missione dell’istituto. «Siamo pronti a pagare qualunque prezzo per salvare la Chiesa», ha affermato davanti ai fedeli.

Per i membri della Fraternità la decisione non rappresenta un atto di rottura con la Chiesa cattolica, bensì una necessità legata alla sopravvivenza delle proprie comunità e alla difesa della tradizione liturgica. «Non facciamo nulla contro la Chiesa», hanno spiegato alcuni partecipanti, convinti che la presenza di nuovi vescovi sia indispensabile per assicurare il futuro dell’istituto.
La cerimonia si è svolta in un clima di grande raccoglimento. Durante il rito migliaia di persone hanno seguito le consacrazioni in silenzio, molte inginocchiate all’aperto davanti ai maxi schermi predisposti dagli organizzatori. Nel corso della celebrazione un violento temporale si è abbattuto su Écône, costringendo i fedeli ad aprire gli ombrelli senza interrompere la partecipazione al rito.
Tra i presenti anche numerosi pellegrini italiani e alcuni esponenti del mondo politico, tra cui l’ex europarlamentare della Lega Mario Borghezio, che ha definito la cerimonia un segno di difesa della tradizione religiosa e culturale.

Le consacrazioni rappresentano un nuovo momento di forte tensione nei rapporti tra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede. Roma aveva invitato i lefebvriani a rinunciare alla nomina dei nuovi vescovi, ritenendo che una decisione unilaterale avrebbe potuto compromettere ulteriormente il già complesso dialogo avviato negli ultimi decenni. La scelta di procedere comunque segna ora un nuovo passaggio in una vicenda che continua a interrogare il mondo cattolico sul difficile equilibrio tra fedeltà alla tradizione e comunione ecclesiale.

