Le parole diGiuseppe Contesulla Russia e sulle spese militari riaccendono lo scontro politico. Intervenendo alla manifestazione del centrosinistra a Napoli, il leader del Movimento 5 Stelle ha criticato la linea emersa dal vertice Nato, sostenendo che l’allarme sulla minaccia russa venga utilizzato per alimentare la corsa agli armamenti.
«Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti. Continuano ad alimentare questa narrazione per giustificare il riarmo», ha affermato Conte dal palco. L’ex presidente del Consiglio ha inoltre contestato gli impegni assunti dall’Italia in sede Nato, accusando il governo di destinare risorse sempre maggiori alla difesa.
«Non possiamo continuare a buttare soldi nelle armi. Dopo il vertice Nato, Giorgia Meloni conferma gli impegni presi: spenderemo miliardi per acquistare armamenti americani e compiacere Donald Trump», ha dichiarato. Le affermazioni del leader pentastellato hanno provocato immediate reazioni da parte della maggioranza e di alcuni esponenti dell’opposizione.
La presidente dei senatori di Forza ItaliaStefania Craxiha accusato Conte di «mistificare la realtà», ricordando che la guerra in Ucraina è il risultato dell’aggressione russa e non una costruzione propagandistica dell’Occidente. Dura anche la posizione diAzione, con il vicesegretarioEttore Rosato, che ha parlato di dichiarazioni incompatibili con una visione europeista e atlantica della sicurezza.
Diverso il giudizio degli alleati di Alleanza Verdi e Sinistra.Nicola Fratoianniha difeso la posizione del leader del M5S, sostenendo che l’attuale aumento delle spese militari non rappresenti una risposta efficace ai conflitti internazionali. Sulla stessa lineaAngelo Bonelli, secondo il quale il vero nodo resta l’impegno ad aumentare la spesa per la difesa fino al 5% del Pil, una prospettiva che giudica economicamente insostenibile e destinata a sottrarre risorse a sanità, scuola e welfare.
Le dichiarazioni di Conte riportano così al centro del dibattito uno dei temi più divisivi all’interno del campo progressista: il rapporto con la Nato, il sostegno all’Ucraina e la politica di riarmo europea, questioni sulle quali le sensibilità tra le forze dell’opposizione continuano a restare distanti.

