Proseguono le indagini sull’attentato dinamitardo dello scorso ottobre contro il giornalistaSigfrido Ranucci, mentre la Rai ha deciso di sospendere cautelativamente la programmazione estiva delle repliche diReport«in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda» che coinvolge il conduttore. La nuova stagione del programma resta invece confermata e prenderà il via a novembre.
La decisione dell’azienda arriva mentre l’inchiesta della Procura di Roma continua a concentrarsi sulla figura diValter Lavitola, ritenuto dagli investigatori il presunto mandante dell’attentato. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno sequestrato all’ex faccendiere tre telefoni cellulari, due pen drive e sette manoscritti, materiale ora al vaglio degli inquirenti nella speranza di ricostruire il movente e l’eventuale rete di contatti. Lavitola, interrogato, si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarazioni spontanee con cui ha respinto ogni accusa.
Le indagini hanno interessato anche l’entourage dell’uomo ritenuto dagli investigatori l’intermediario operativo nell’organizzazione dell’attentato. La compagna di Gomes Clesio Tavares è stata ascoltata come persona informata sui fatti, mentre è stata perquisita l’abitazione nel Napoletano dove la coppia viveva prima della partenza di Tavares per il Camerun.
Sul caso è intervenuto anche lo stesso Ranucci, parlando a margine di una tappa del suo tour teatrale. Il giornalista ha difeso il rapporto personale con Lavitola, prendendo però le distanze da qualsiasi collaborazione professionale. «Non mi pento del rapporto di amicizia», ha dichiarato, aggiungendo: «Io non ho collaborato con nessuno». Alla domanda sull’attendibilità dell’ex faccendiere come fonte, ha risposto definendolo «un po’ una scatola nera del Paese».
Nel corso dell’intervista Ranucci ha anche affrontato il tema della massoneria, affermando: «Mi sembra che nel Parlamento ci siano tanti iscritti alla massoneria». L’inchiesta prosegue e gli investigatori attendono ora gli esiti delle analisi sul materiale sequestrato a Lavitola, considerato potenzialmente decisivo per chiarire il contesto e le responsabilità dell’attentato contro il volto diReport.

