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Ucraina, a novembre nuovi colloqui ad Abu Dhabi con la mediazione Usa: Meloni tra i possibili negoziatori europei

La diplomazia torna a muoversi sulla guerra in Ucraina. A novembre potrebbero riprendere ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, i negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. L’annuncio è arrivato dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, dopo il recente incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e Steve Witkoff, inviato speciale del presidente americano Donald Trump.

La prospettiva di riaprire il confronto arriva dopo mesi di stallo nei tentativi di raggiungere un accordo di pace. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è detto favorevole alla ripresa dei colloqui, mentre restano profonde le distanze sulle condizioni per porre fine al conflitto, a partire dalle rivendicazioni territoriali di Mosca.

L’Europa cerca una voce autonoma

Parallelamente all’iniziativa americana, in Europa prende corpo l’ipotesi di individuare propri rappresentanti da coinvolgere nei futuri negoziati con Putin. Secondo quanto riportato dal Telegraph, i leader europei starebbero valutando diversi profili per affidare loro un ruolo diplomatico nella ricerca di una soluzione alla guerra.

Tra i nomi circolati figura quello della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, insieme al presidente finlandese Alexander Stubb, al capo dello Stato ceco Petr Pavel, alla premier danese Mette Frederiksen e al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. Si tratta, secondo le informazioni riferite al quotidiano britannico da fonti diplomatiche, di possibili candidati al vaglio, non di incarichi già assegnati.

La discussione riflette una crescente preoccupazione nelle capitali europee: il timore che la mediazione di Washington non coincida più pienamente con le priorità strategiche del continente. Dopo oltre un anno di tentativi diplomatici senza risultati risolutivi, diversi governi ritengono necessario definire una posizione comune prima di sedersi al tavolo con Mosca.

Una fonte citata dal Telegraph ha sottolineato che il primo passaggio consiste nel raggiungere un’intesa sulla necessità stessa di negoziare con la Russia; il secondo, altrettanto delicato, riguarda i contenuti della posizione europea.

nuove sanzioni alla Russia

Il nodo delle concessioni a Mosca

La ripresa del dialogo si inserisce in un quadro ancora complesso. I precedenti tentativi di Trump di favorire un’intesa si sono scontrati soprattutto con la fermezza di Putin sulle richieste territoriali russe in Ucraina.

Secondo quanto riferito da Steve Witkoff, i colloqui tra Washington, Kiev e Mosca dovrebbero riprendere il mese prossimo. Sullo sfondo restano anche le scelte dell’amministrazione americana sulle sanzioni alla Russia e gli accordi relativi alle importazioni di diesel russo, temi che alimentano interrogativi sugli equilibri della strategia occidentale.

Per l’Europa, la sfida sarà trovare una linea condivisa che consenta di incidere concretamente sul negoziato, senza rinunciare alla difesa degli interessi di Kiev e alla sicurezza del continente. L’eventuale partecipazione di un rappresentante europeo potrebbe rafforzare il peso diplomatico dell’Unione, ma molto dipenderà dalla capacità dei governi di concordare obiettivi e condizioni comuni.