Vai al contenuto

Putin rassicura Trump: «La Russia non ha intenzioni aggressive verso l’Europa»

Trump Putin

La Russia non avrebbe intenzione di intraprendere azioni aggressive contro l’Europa. È quanto Vladimir Putin ha riferito a Donald Trump nel corso della telefonata avvenuta martedì 8 settembre, secondo il resoconto fornito dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov.

Il colloquio, durato oltre un’ora, si è svolto dopo la missione diplomatica degli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, che nel fine settimana hanno incontrato prima Putin a Mosca e poi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kyiv. Al centro della conversazione tra i due presidenti sono tornati la guerra in Ucraina e la possibilità di rilanciare il negoziato. Secondo Ushakov, Putin ha illustrato a Trump la propria lettura della situazione sul campo e ribadito la posizione di Mosca sul conflitto. Il presidente americano, dal canto suo, avrebbe insistito sulla necessità di arrivare rapidamente alla fine della guerra, collegando la soluzione del conflitto alla possibilità di ricostruire pienamente le relazioni tra Stati Uniti e Russia.

La rassicurazione di Putin sull’Europa arriva in un momento particolarmente delicato. Nei Paesi europei resta alta l’attenzione sulle attività russe considerate ostili o destabilizzanti, mentre la guerra in Ucraina continua e gli attacchi russi non si sono fermati. La tregua temporanea concordata durante la missione degli emissari americani non si è trasformata, almeno per ora, in un cessate il fuoco più ampio.

Il viaggio di Witkoff e Kushner aveva lasciato intravedere la possibilità di una ripresa del dialogo, ma senza produrre una svolta. A Mosca i due emissari americani hanno discusso con Putin per diverse ore, portando sul tavolo nuove proposte per arrivare alla conclusione del conflitto. Il Cremlino ha definito il confronto utile, senza tuttavia annunciare accordi concreti né modifiche sostanziali alle proprie richieste.

Anche l’incontro con Zelensky a Kyiv ha consentito di mantenere aperto il canale diplomatico. Il presidente ucraino ha parlato positivamente di alcune delle proposte americane, sottolineando però che il passaggio decisivo sarà trasformare il dialogo in risultati concreti. Washington e Kyiv starebbero valutando la possibilità di preparare un nuovo incontro trilaterale con Mosca. Tra i temi discussi figurano anche gli scambi di prigionieri e la sicurezza delle infrastrutture energetiche, particolarmente esposte con l’avvicinarsi dell’inverno. Per l’Ucraina, il rischio è che la stagione fredda venga accompagnata da una nuova offensiva russa contro la rete elettrica e gli impianti energetici.

Il nodo più difficile resta però quello territoriale. Mosca continua a sostenere che qualsiasi accordo debba tenere conto della situazione sul campo e delle cosiddette «cause profonde» del conflitto. Kyiv, invece, chiede un cessate il fuoco e garanzie di sicurezza da parte degli alleati occidentali, senza accettare la cessione dei territori come condizione preliminare per la pace.

La telefonata tra Trump e Putin rappresenta quindi un nuovo tentativo di riaprire il canale diplomatico, ma sarebbe prematuro parlare di un’intesa vicina. Il dialogo tra Washington, Mosca e Kyiv è ripartito, mentre le distanze sulle condizioni per arrivare alla fine della guerra restano ancora significative.