La notizia ha immediatamente fatto il giro del mondo. Dopo 90 anni negli Stati Uniti torna un’esecuzione pubblica. La fucilazione di Nidal Hasan, l’autore della strage alla base militare di Fort Hood del 2009 e responsabile dell’uccisione di 13 persone e del ferimento di altre 32, sarà trasmessa in diretta streaming. Lo riferiscono i media americani.
“Ci assicureremo che le persone possano assistere. Perché la gente deve capire che azioni di questo tipo comportano conseguenze molto gravi”, ha spiegato il segretario alla Difesa Pete Hegseth all’emittente Real America’s Voice. “Sarà fucilato da un plotone di soldati. Come è giusto che sia”, ha aggiunto. Dichiarazioni quelle di Hegseth che sollevano interrogativi sulle modalità con cui le forze armate consentiranno al pubblico di assistere all’esecuzione. Nidal Hasan dovrebbe essere fucilato il 3 dicembre prossimo a Fort Hood e dovrebbe essere la prima esecuzione militare statunitense dal 1961.
Molti hanno criticato la scelta, ricordando che oggi le esecuzioni pubbliche rimangono legali solo in paesi come l’Iran o la Corea del Nord. Tanti non ritengono poi fattibile la messa in onda dell’esecuzione, dal momento che le principali piattaforme online (X, Meta, YouTube e TikTok) vietano la riproduzione di contenuti espliciti. Anche se il dipartimento della Difesa scegliesse di trasmettere l’esecuzione sul suo sito, non è chiaro come potrebbe assicurarsi che l’esecuzione non venga vista da minorenni.

Il 5 novembre Nidal Hasan, americano di origini palestinesi, entrò nell’infermeria di Fort Hood e si diresse verso il reparto in cui lavorava, dove i soldati in partenza o di ritorno dall’Iraq ricevevano delle cure mediche di routine. Sparò più di cento colpi uccidendo 13 persone e ferendone 32. Si bloccò soltanto quando fu ferito da da un poliziotto armato sopraggiunto sul luogo. Oggi Hasan è parzialmente paralizzato.
Durante il processo si era difeso da solo dicendo di aver compiuto l’attentato per impedire ai soldati di intervenire in Afghanistan e in Iraq, che a detta sua erano guerre «illegali». Allora i suoi avvocati di riserva, nominati d’ufficio, dissero di credere che il suo obiettivo fosse ottenere una condanna a morte. Nel 2011 però Assan fu giudicato sano di mente. Fu dunque condannato a morte da un tribunale militare nel 2013. Nei giorni proprio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva approvato l’esecuzione per fucilazione su raccomandazione di Hegseth. Attualmente l’uomo si trova nel braccio della morte del carcere militare di Fort Leavenworth (Kansas).

L’ultima esecuzione militare statunitense mediante fucilazione risale al 1945, quando il soldato semplice Eddie Slovik fu fucilato in Francia per diserzione, secondo quanto riferito da Npr. Le esecuzioni mediante fucilazione sono rare negli Stati Uniti. Secondo il Death Penalty Information Center, solamente Idaho, Mississippi, Oklahoma, Carolina del Sud e Utah autorizzano questo metodo.
L’anno scorso la Carolina del Sud ha eseguito la prima condanna a morte mediante fucilazione nella storia dello Stato: la prima negli Stati Uniti da 15 anni. L’ultima esecuzione pubblica negli Stati Uniti risale al 1936, quando Rainey Bethea, un uomo afroamericano condannato per aver stuprato una donna bianca, fu impiccato in Kentucky.
