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Manovra, ecco come saranno distribuiti i 23,5 miliardi: previste risorse anche per la difesa

La prossima legge di Bilancio si prepara a muovere risorse per circa 23,5 miliardi di euro, con una ripartizione che coinvolgerà famiglie, welfare, imprese, infrastrutture energetiche e difesa. Il quadro delineato dal Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso dal governo italiano alla Commissione europea, offre una prima indicazione delle priorità dell’esecutivo, anche se per conoscere nel dettaglio gli interventi bisognerà attendere la definizione del disegno di legge e il successivo confronto parlamentare.

Una parte consistente delle coperture dovrebbe arrivare dal settore finanziario. Banche e compagnie assicurative potrebbero infatti essere chiamate a contribuire per circa 5 miliardi di euro, una cifra che rappresenta oltre un quinto delle risorse complessive della manovra. La richiesta ha già suscitato malumori tra gli operatori del comparto, che ricordano il contributo di circa 10 miliardi garantito nell’arco del triennio precedente e contestano l’ipotesi di un ulteriore prelievo.

Al momento, tuttavia, non sono ancora stati definiti né gli strumenti attraverso i quali ottenere queste risorse né la ripartizione dell’onere tra istituti bancari e assicurazioni. Proprio questo punto potrebbe diventare uno dei principali terreni di confronto tra il governo e il mondo finanziario.

La manovra si inserisce, inoltre, in un contesto economico caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezza sui mercati e pressioni sui prezzi. Secondo l’impostazione del governo, l’obiettivo è sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, favorire gli investimenti produttivi e rafforzare la sicurezza energetica nazionale. Restano però aperti diversi nodi, a partire dalla disponibilità effettiva delle coperture e dalla trattativa con Bruxelles per ottenere margini di flessibilità sui conti pubblici.

Famiglie e welfare: circa 5 miliardi nel 2027

Il sostegno ai nuclei familiari e alle fasce più fragili figura tra le priorità dichiarate dall’esecutivo. Per questo capitolo sono previste risorse pari a circa 5 miliardi di euro nel 2027, mentre per ciascuno dei due anni successivi, il 2028 e il 2029, la dotazione indicata è di 2,8 miliardi.

Il documento programmatico non chiarisce ancora quali misure verranno confermate, introdotte o potenziate. Tra le ipotesi che potrebbero trovare spazio nella legge di Bilancio figurano il rifinanziamento degli strumenti a sostegno della natalità e della genitorialità, gli incentivi destinati alle madri lavoratrici e i benefici riconosciuti ai dipendenti con figli.

Possibile anche la conferma delle agevolazioni fiscali sugli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali e sui premi di produttività aziendale. Tra le proposte circolate figura inoltre un contributo pubblico da riconoscere alla nascita di un figlio attraverso un apposito strumento previdenziale.

La direzione indicata dal governo è quella di rafforzare il reddito disponibile delle famiglie, con l’obiettivo di favorire i consumi e contrastare gli effetti dell’aumento del costo della vita. Per capire quali benefici arriveranno concretamente ai cittadini sarà però necessario attendere la definizione degli stanziamenti e dei requisiti previsti per ogni singola misura.

Imprese: 3,5 miliardi per competitività, investimenti ed energia

Alle aziende dovrebbero essere destinati circa 3,5 miliardi di euro nel 2027. Le risorse saranno orientate, secondo quanto anticipato nel Dpb, al rafforzamento della competitività del sistema produttivo e al contenimento di una parte dei costi energetici. Un capitolo importante riguarda gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nelle tecnologie utili a diversificare gli approvvigionamenti. Tra gli interventi indicati compaiono maggiori contributi per gli impianti fotovoltaici, il sostegno alla produzione di biometano e la riconversione delle strutture a biogas già esistenti.

L’intenzione è favorire la transizione energetica e ridurre l’esposizione delle imprese alle oscillazioni dei prezzi dell’elettricità. Il governo sta inoltre cercando un confronto con la Commissione europea sul sistema Ets, il meccanismo che attribuisce un costo alle emissioni di gas serra dei settori interessati. L’obiettivo è valutare soluzioni che riducano il peso di questi oneri sulle aziende italiane, nel rispetto del quadro europeo.

Sul fronte fiscale, tra le misure allo studio ci sarebbero incentivi per agevolare le aggregazioni tra piccole imprese, così da favorire la crescita dimensionale e la capacità di competere sui mercati. Si ipotizza anche la proroga delle maggiorazioni degli ammortamenti per gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, oltre al rinnovo degli incentivi alle assunzioni e al rifinanziamento della Nuova Sabatini, lo strumento che facilita l’accesso al credito per l’acquisto di macchinari e attrezzature. Si tratta, allo stato attuale, di interventi da verificare nella formulazione definitiva della manovra: non tutte le ipotesi anticipate equivalgono infatti a misure già approvate.

Energia e infrastrutture: 7,2 miliardi all’anno nel 2027 e nel 2028

Un’altra voce centrale riguarda la sicurezza energetica, alla quale sono associati 7,2 miliardi di euro per il 2027 e un’ulteriore dotazione dello stesso importo per il 2028.

Le risorse dovrebbero finanziare soprattutto interventi strutturali, con investimenti nelle reti ferroviarie e nelle infrastrutture pubbliche. Nel perimetro delineato dal documento rientrano edifici scolastici, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici. La finalità è migliorare l’efficienza energetica delle strutture pubbliche, rafforzare le reti di trasporto e aumentare il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione di elettricità. Si tratta quindi di interventi che puntano a produrre effetti nel medio e lungo periodo, riducendo la dipendenza dalle fonti fossili e rendendo il sistema energetico più resiliente.

La questione resta tuttavia legata alle condizioni poste dall’Unione europea. La flessibilità concessa per alcune spese non consente automaticamente di utilizzare le risorse per qualsiasi tipo di intervento contro il caro energia. In particolare, Bruxelles ha escluso dal perimetro della deroga le misure temporanee, come bonus e sostegni emergenziali contro il rincaro di carburanti e bollette. Il governo ha chiesto di riconsiderare questa impostazione, con l’obiettivo di poter destinare eventuali risorse anche a interventi di sostegno più immediati per famiglie e imprese.

Difesa: 14,4 miliardi di maggiore spazio di spesa in deficit nel biennio

La difesa rappresenta uno dei capitoli più rilevanti del quadro finanziario. Per il 2027 e il 2028 l’Italia potrà beneficiare di una maggiore flessibilità di bilancio pari a circa 7,2 miliardi di euro all’anno, per un totale di 14,4 miliardi nel biennio, grazie alla clausola europea che consente di escludere determinate spese per la difesa dal calcolo ai fini del rispetto delle regole fiscali.

Questa possibilità si inserisce nel percorso avviato a livello europeo per rafforzare le capacità militari e di sicurezza degli Stati membri, anche alla luce delle tensioni internazionali e delle nuove minacce che interessano il continente.

Le risorse potranno contribuire al finanziamento di programmi pluriennali già avviati e di ulteriori investimenti collegati agli impegni assunti in ambito Nato. L’attenzione non riguarda soltanto i sistemi di difesa tradizionali, ma anche settori strategici come la protezione informatica, la sicurezza delle reti e le tecnologie per contrastare le nuove forme di guerra ibrida. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha difeso la scelta di utilizzare il margine concesso dall’Europa, sostenendo che la flessibilità ottenuta sulla difesa permette di accedere anche a spazi di spesa destinati alla sicurezza energetica. Una spiegazione che non ha però spento le critiche delle opposizioni, contrarie all’impostazione complessiva delle politiche economiche del governo.

Banche e assicurazioni, il nodo delle coperture

Accanto alla distribuzione delle risorse, resta da risolvere la questione delle entrate necessarie a finanziare la manovra. L’ipotesi di ottenere 5 miliardi dal comparto finanziario ha aperto un confronto politico ed economico destinato a proseguire nelle prossime settimane.

All’interno della maggioranza emergono sensibilità differenti: una parte della coalizione spinge per chiedere un contributo più consistente agli istituti di credito, mentre altri esponenti invitano alla cautela per evitare ulteriori tensioni con il settore. Il confronto si svolge in parallelo con le interlocuzioni europee, che dovranno chiarire i margini effettivamente disponibili per definire gli interventi e le relative coperture.

Anche le opposizioni contestano l’impianto della manovra. Dal Partito democratico è arrivata la critica di una strategia priva di una visione economica sufficientemente incisiva, soprattutto per quanto riguarda la crescita e il rilancio degli investimenti.

Quando saranno definite le misure

Il Documento programmatico di bilancio rappresenta una prima cornice finanziaria e politica, non il testo definitivo della legge di Bilancio. Le cifre indicate delineano le priorità dell’esecutivo, ma non consentono ancora di stabilire con precisione quali categorie beneficeranno delle singole misure, quali saranno i requisiti per accedere agli aiuti e quali interventi verranno confermati.

Il passaggio successivo sarà la definizione del disegno di legge, che dovrà precisare strumenti, importi e modalità di attuazione. Nel frattempo, il negoziato con Bruxelles e il confronto all’interno della maggioranza saranno determinanti per individuare le coperture e stabilire l’effettiva distribuzione delle risorse. Per famiglie e imprese, dunque, la partita resta aperta: i capitoli di spesa sono stati delineati, ma gli effetti concreti della manovra dipenderanno dalle decisioni finali del governo e dal successivo iter parlamentare.