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Manovra 2027, cosa c’è e cosa resta fuori: dal bonus libri alla Difesa, il primo quadro delle misure

La legge di bilancio per il 2027 comincia a prendere forma. Il governo è chiamato a definire il quadro finanziario della prossima manovra, partendo dall’aggiornamento delle previsioni economiche e dagli spazi di bilancio disponibili. Tra le ipotesi sul tavolo emerge una crescita del Pil intorno all’1%, mentre sul fronte delle misure iniziano a delinearsi le prime conferme e alcuni rinvii.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, uno degli elementi da tenere sotto osservazione riguarda la flessibilità finanziaria che potrebbe arrivare dall’utilizzo delle clausole europee collegate agli investimenti in energia e difesa. Lo spazio aggiuntivo potrebbe raggiungere complessivamente circa 7 miliardi di euro, ma la sua effettiva disponibilità dipenderà dalle decisioni del governo e dal quadro delle regole europee.

Bonus libri, il contributo slitta al 2027

Tra le misure che non dovrebbero trovare attuazione immediata c’è il bonus libri. Il contributo, previsto dalla precedente legge di bilancio, era stato pensato per sostenere le famiglie con un Isee fino a 30 mila euro attraverso uno stanziamento di 20 milioni di euro all’anno. L’avvio della misura viene però rinviato. Il sostegno dovrebbe quindi entrare concretamente in vigore dal 2027, anziché produrre effetti già nel breve periodo. Si tratta di uno dei casi più significativi per capire la differenza tra le misure annunciate o finanziate sulla carta e quelle che riescono effettivamente a diventare operative.

Difesa, l’aumento degli organici non entra subito nella manovra

Un altro dossier riguarda il rafforzamento delle Forze armate. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha prospettato un incremento degli organici fino a 40 mila unità e la costituzione di una componente di riserva. L’intervento, tuttavia, presenta un problema strutturale: non si tratta soltanto di sostenere una spesa una tantum, ma di finanziare nuovi organici con costi destinati a protrarsi negli anni. Per questo motivo, l’ipotesi è quella di separare gli interventi di carattere tecnico dalle misure che comportano un aumento permanente del personale. Queste ultime potrebbero essere affrontate attraverso un provvedimento specifico e con una copertura finanziaria pluriennale.

I 7 miliardi di flessibilità: cosa significa

Uno dei punti centrali della costruzione della manovra riguarda dunque gli spazi finanziari aggiuntivi. L’eventuale ricorso alle clausole europee relative a energia e difesa potrebbe consentire all’Italia di disporre di maggiore margine rispetto alle risorse ordinarie. La cifra indicata nelle prime ricostruzioni è di circa 7 miliardi di euro. Non significa, però, che questa somma sia automaticamente disponibile per nuovi bonus o interventi di spesa: sarà necessario stabilire come utilizzare lo spazio ottenuto e quali misure possano essere effettivamente finanziate.

Cosa rimane fuori dalla prima versione della manovra

Il quadro ancora in costruzione permette soprattutto di individuare ciò che, almeno in questa fase, non sembra destinato a trovare una soluzione immediata. Tra gli interventi rinviati o da definire rientrano:

  • l’effettiva partenza del bonus libri, spostata al 2027;
  • l’aumento strutturale degli organici delle Forze armate fino a 40 mila unità;
  • la creazione della componente di riserva della Difesa, che richiede ulteriori valutazioni finanziarie e normative;
  • le misure che necessitano di coperture pluriennali e che potrebbero quindi essere inserite in provvedimenti successivi;
  • l’utilizzo concreto degli eventuali margini di flessibilità collegati alle clausole europee.

Il punto, quindi, non è soltanto capire quanto vale la manovra, ma anche distinguere tra le misure già finanziate, quelle ancora allo studio e quelle che, per ragioni di copertura, potrebbero essere rinviate.

Il prossimo passaggio

Il governo dovrà ora completare il quadro macroeconomico e finanziario alla base della legge di bilancio. Il Documento programmatico di finanza pubblica rappresenta uno dei passaggi attraverso cui vengono aggiornate le previsioni sull’economia italiana e vengono fissati i principali riferimenti per la successiva costruzione della manovra. La partita resta quindi aperta: le risorse disponibili, la crescita prevista e gli eventuali margini derivanti dalle regole europee determineranno quanto spazio ci sarà per le nuove misure e quali proposte, invece, dovranno essere rinviate.