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Legge elettorale, nuova spaccatura: sull’emendamento dei vannacciani FdI vota sì, no di Lega e FI

Governo

La riforma della legge elettorale continua a mettere in difficoltà la maggioranza. Dopo la clamorosa bocciatura dell’emendamento sulle preferenze, respinto martedì per un solo voto, anche la nuova giornata di lavori alla Camera ha fatto emergere divisioni nel centrodestra.

L’emendamento presentato dai deputati vicini al generale Roberto Vannacci è stato infatti sostenuto da Fratelli d’Italia, mentre Lega e Forza Italia hanno scelto di non seguirlo, certificando una nuova frattura all’interno della coalizione. La proposta è stata comunque respinta dall’Aula con 139 voti favorevoli.

Le opposizioni hanno immediatamente colto l’occasione per attaccare il governo. Per il Partito democratico si tratta dell’ennesima dimostrazione di una maggioranza «implosa, divisa e incapace di trovare una sintesi anche sui temi fondamentali». Toni altrettanto duri sono arrivati dal Movimento 5 Stelle, con Giuseppe Conte che ha ironizzato sui social chiedendosi se, dopo quanto accaduto, la presidente del Consiglio non dovrebbe essere impegnata a ricomporre la crisi interna alla coalizione.

Da Fratelli d’Italia, invece, si prova a ridimensionare la portata politica dell’accaduto. Il responsabile organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, ha assicurato che «quanto avvenuto non avrà alcun impatto sul governo», ribadendo che l’esecutivo è rimasto estraneo al confronto parlamentare sulla legge elettorale.

Sulla stessa linea anche il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ha escluso defezioni all’interno del gruppo di Fratelli d’Italia. «Il gruppo è stato compatto», ha affermato, ammettendo però che «bisognava essere più accorti» nella gestione del voto, dopo la sconfitta incassata sull’emendamento relativo alle preferenze.

Nel frattempo il centrosinistra ha riunito i propri leader a Montecitorio per coordinare la strategia sulla prosecuzione dell’esame del provvedimento. Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno chiesto alla maggioranza di fermarsi e riaprire il confronto, sostenendo che le divisioni emerse rendano difficile proseguire senza una riflessione politica.

L’Aula della Camera proseguirà ora l’esame dei numerosi emendamenti ancora all’ordine del giorno, mentre il percorso della riforma resta segnato da tensioni che continuano a mettere alla prova gli equilibri della coalizione di governo.