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Garlasco, chiesto il processo per Sempio. La difesa vuole sospendere l’udienza: «Sarà dimostrata la mia innocenza»

Sempio rinvio a giudizio

La Procura di Pavia ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Confermate le contestazioni di crudeltà e motivi abietti. Deciderà il giudice dell’udienza preliminare, mentre i legali del 38enne annunciano battaglia sul rapporto con la condanna definitiva di Alberto Stasi.

La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco arriva a un passaggio decisivo. La Procura di Pavia ha chiesto oggi, 3 novembre, il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi. La richiesta, annunciata dal procuratore Fabio Napoleone, arriva dopo la valutazione anche degli ultimi documenti depositati dalla difesa.

Il processo, però, non è ancora stato disposto. Sarà il giudice dell’udienza preliminare a valutare l’impianto accusatorio e a decidere se mandare Sempio a giudizio. Per lo stesso omicidio Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. È anche su questa sovrapposizione che si concentrerà la prima iniziativa dei difensori del 38enne.

Le accuse: confermate crudeltà e motivi abietti

Nel capo d’imputazione la Procura conferma le due aggravanti già contestate alla conclusione delle indagini: la crudeltà dell’azione e i motivi abietti.

Secondo i magistrati, il movente sarebbe riconducibile all’odio maturato dopo il rifiuto di un approccio sessuale. Si tratta della ricostruzione dell’accusa, che dovrà essere sottoposta al vaglio del giudice e che Sempio contesta.

La dinamica descritta dai pm comprende un’aggressione iniziata con una colluttazione, seguita da ripetuti colpi inferti con un corpo contundente. La vittima sarebbe stata trascinata verso l’accesso alla cantina e colpita nuovamente, anche dopo aver perso conoscenza. La contestazione richiama almeno dodici lesioni al cranio e al volto, poste alla base dell’aggravante della crudeltà.

Il deposito della richiesta porta dunque davanti al giudice una ricostruzione precisa di responsabilità, movente e sequenza dell’aggressione. Resta un’ipotesi accusatoria, non un accertamento di colpevolezza.

Sempio respinge le accuse: le cinque consulenze della difesa

Andrea Sempio continua a dichiararsi innocente. Attraverso i suoi avvocati, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha fatto sapere di essere pronto ad affrontare la fase davanti al gup e di confidare nella dimostrazione della propria estraneità al delitto.

La richiesta della Procura era attesa. Cataliotti ha spiegato che la formulazione dell’accusa e delle aggravanti corrisponde a quanto già emerso con l’avviso di conclusione delle indagini.

La difesa aveva depositato cinque consulenze tecniche per contrastare le conclusioni delle ultime relazioni dell’accusa, allegate alla chiusura delle indagini del 28 settembre. Il confronto riguarderà quindi anche l’interpretazione degli elementi tecnici raccolti nel fascicolo.

Nell’intervista rilasciata a Sky TG24 a ottobre, Sempio aveva espresso la speranza di non arrivare al dibattimento. La decisione su questo punto passa ora al giudice dell’udienza preliminare.

La prima mossa: chiedere di sospendere il procedimento

Il fronte immediato della difesa sarà anche processuale. Una volta fissata l’udienza preliminare, Cataliotti e Taccia intendono chiederne la sospensione in attesa che venga definita la questione della revisione della condanna di Stasi.

La tesi dei legali è che procedere contro Sempio per un fatto per il quale esiste già una condanna irrevocabile a carico di un’altra persona sollevi un problema da affrontare prima di proseguire. La difesa prospetta, se necessario, anche una questione di legittimità costituzionale.

È una richiesta annunciata dagli avvocati: non risulta una sospensione già disposta. Inoltre, secondo quanto riferito da ANSA, l’istanza di revisione dei difensori di Stasi non è ancora stata presentata.

Anche sui tempi non c’è una data certa. Cataliotti ha ipotizzato che l’udienza possa svolgersi nel 2027, considerando le dimensioni del fascicolo e il tempo necessario al giudice per studiarlo, senza escludere una convocazione entro la fine dell’anno. È una previsione del difensore, non un calendario del tribunale.

La posizione dei legali di Stasi

La richiesta di processo ha provocato anche una presa di posizione degli avvocati di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis.

In una nota, i difensori hanno richiamato la presunzione di innocenza e il diritto di difesa di Sempio, chiedendo però che il confronto sulla sua posizione non si traduca in nuovi attacchi personali contro il loro assistito. Hanno inoltre annunciato una risposta alle contestazioni che ritengono prive di fondamento o estranee all’omicidio.

Il nuovo procedimento e l’eventuale revisione rimangono passaggi distinti: la richiesta avanzata contro Sempio non cancella la condanna definitiva di Stasi.

Cosa succede adesso

Il prossimo passaggio sarà la fissazione dell’udienza preliminare. In quella sede accusa e difesa porteranno le rispettive argomentazioni davanti al gup, chiamato a valutare se disporre il giudizio oppure pronunciare una sentenza di non luogo a procedere.

La Procura ha quindi compiuto la propria scelta: ritiene di dover sostenere l’accusa in giudizio. La difesa contesta sia la ricostruzione del delitto sia il percorso processuale prospettato. La decisione sull’apertura del dibattimento deve ancora arrivare, mentre Sempio resta presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.


Fonti