Revocati i luoghi di ritrovo annunciati, ma la mobilitazione resta: il movimento promette di comunicare i nuovi concentramenti soltanto nel pomeriggio di sabato. Controlli rafforzati in diverse città e circa cento persone perquisite, tra cui 51 minorenni. Piantedosi ipotizza reti nazionali dietro i disordini; Salvini propone di togliere i contributi pubblici ai genitori dei minori responsabili di reati.
Il Movimento 17 ottobre cambia il piano delle proteste di sabato 24 ottobre: cancella le piazze indicate nei giorni scorsi, ma conferma l’intenzione di manifestare e annuncia nuovi luoghi di ritrovo comunicati all’ultimo momento. La decisione arriva mentre le autorità rafforzano i dispositivi di sicurezza dopo gli scontri e i saccheggi del fine settimana precedente.
Il messaggio diffuso venerdì 23 ottobre distingue esplicitamente la revoca degli appuntamenti dalla rinuncia alla mobilitazione. «Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo», scrive il gruppo, che si presenta online anche come Movimento1710.
Il cambio di programma introduce un’ulteriore incognita nella preparazione dei servizi di ordine pubblico. A Milano il centro sarà sottoposto a controlli rafforzati, con le forze dell’ordine affiancate dai paracadutisti della Folgore. L’attenzione riguarda anche Roma, Torino, Bologna, Firenze e altre città, dove sono previste iniziative promosse da soggetti diversi.
Nella mattinata di venerdì, intanto, la Digos ha eseguito perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di circa cento persone, 51 delle quali minorenni, nell’ambito delle indagini sui disordini del 17 e 18 ottobre.
Il nuovo annuncio: luoghi comunicati soltanto sabato pomeriggio
Secondo il comunicato, il movimento intende sostituire gli appuntamenti iniziali con tre concentramenti distinti per città, da rendere noti alle 14.30 di sabato. Successivamente, alle 15.30, dovrebbe essere indicata una destinazione comune verso cui far convergere i partecipanti.
È un programma annunciato dai promotori attraverso i propri canali, non un itinerario concordato con le autorità. Il numero delle persone che risponderanno e l’effettivo svolgimento delle iniziative restano da verificare.
Il movimento collega la scelta al decreto sicurezza approvato dal governo il 20 ottobre, che considera una risposta repressiva al disagio sociale. Nel messaggio contesta l’estensione del fermo preventivo, le nuove disposizioni sulle violenze nelle manifestazioni e l’invio di altri militari a Milano.
Le nuove indicazioni sostituiscono dunque quelle che associavano la mobilitazione a luoghi già individuati, tra cui piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e piazza Umberto a Bari. La ricostruzione di Rai News sul cambio di programma.
La decisione del Movimento 1710 riguarda i propri appuntamenti: non equivale alla cancellazione di tutte le manifestazioni organizzate per il fine settimana da sindacati, studenti, associazioni o altre realtà.
Milano, controlli nel centro e rinforzi della Folgore
Nel capoluogo lombardo la priorità delle autorità è impedire il ripetersi delle devastazioni del 17 e 18 ottobre. L’attenzione si concentra sulle principali piazze del centro, sulle vie commerciali e sulle stazioni.
Secondo la ricostruzione di Repubblica, il dispositivo predisposto prevede almeno mille appartenenti a polizia e carabinieri, circa trecento agenti della polizia locale e il supporto del contingente aggiuntivo di 500 paracadutisti della Folgore destinato alla città. Sono previsti controlli rafforzati anche sui collegamenti ferroviari dalla Lombardia.
Le cronache locali riferiscono limitazioni alle manifestazioni nelle aree centrali più sensibili. Restano distinti gli appuntamenti preavvisati e consentiti dalle autorità: tra questi il presidio dei sindacati di base al mattino in piazza Cavour e quello pro Palestina nel pomeriggio in piazza Leonardo da Vinci, presso il Politecnico. Il quadro degli appuntamenti e dei controlli ricostruito dal Giorno.
L’arrivo dei militari potenzia la vigilanza e il pattugliamento nel quadro dell’operazione Strade Sicure. Resta esclusa l’attribuzione dei nuovi poteri di polizia giudiziaria ipotizzati durante la preparazione del decreto.
La preoccupazione riguarda anche i commercianti. Alcuni esercizi valutano protezioni per le vetrine o chiusure precauzionali. Non si tratta, tuttavia, di una chiusura generalizzata delle attività cittadine, né gli annunci online consentono di prevedere automaticamente nuovi incidenti.
Perquisizioni in 18 città dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre
L’attività investigativa procede parallelamente alla preparazione delle piazze. Le perquisizioni di venerdì hanno interessato 18 città, da Arezzo a Verona, passando per Bari, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Padova e diversi centri lombardi.
Secondo quanto comunicato dalla Polizia, gli accertamenti riguardano persone identificate in relazione ai gravi disordini del fine settimana precedente. Le operazioni sono state effettuate su delega dell’autorità giudiziaria e di iniziativa.
Gli investigatori cercano elementi utili a ricostruire le singole condotte e i collegamenti tra i partecipanti. Una perquisizione è un atto d’indagine e non costituisce, da sola, un accertamento di colpevolezza. Il bilancio riportato dall’ANSA.
Il lavoro sulle comunicazioni digitali assume particolare rilievo: serve a distinguere il semplice passaparola sulle manifestazioni dall’eventuale organizzazione di aggressioni, danneggiamenti o saccheggi.
Padova, indagini sulle chat che progettavano assalti ai negozi
A Padova la Digos ha individuato conversazioni su Instagram nelle quali, secondo la ricostruzione della Questura, venivano programmati danneggiamenti, lanci di petardi contro la polizia e saccheggi di esercizi commerciali in occasione dei cortei del 24 ottobre.
Gli accertamenti hanno riguardato il titolare diciassettenne di un profilo e altri giovani coinvolti nelle conversazioni. Il questore ha disposto misure di prevenzione; per i minorenni sono stati convocati anche i genitori.
È un filone specifico, fondato sul contenuto delle chat esaminate dagli investigatori. Non permette di attribuire le stesse intenzioni a tutti coloro che intendono partecipare alle manifestazioni. La ricostruzione delle indagini padovane.
Piantedosi: verifiche su possibili reti nazionali
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervenendo a Treviso, ha sostenuto che le indagini stanno iniziando a chiarire la struttura degli episodi violenti.
A suo giudizio, tra i protagonisti dei disordini esisteva un coordinamento. Resta da accertare se fosse nato spontaneamente oppure se vi fossero soggetti capaci di orientarlo. Il ministro ha richiamato la possibilità di «una o più reti di dimensione nazionale», rimettendo gli accertamenti anche all’autorità giudiziaria.
La distinzione è importante: le comunicazioni tra partecipanti possono essere documentate dalle indagini; l’esistenza di una direzione unitaria e le sue eventuali responsabilità richiedono ulteriori riscontri.
Sulle manifestazioni del fine settimana, Piantedosi ha assicurato che sono stati rafforzati i dispositivi e che l’attenzione non riguarda soltanto Milano, ma anche altre città, a partire da Roma.
Salvini propone lo stop ai contributi per i genitori
Sul piano politico, Matteo Salvini rilancia l’inasprimento della risposta alle violenze minorili. Oltre a sostenere l’ampliamento degli istituti penali per minorenni, il vicepremier ha dichiarato che la Lega sta lavorando a una proposta per togliere bonus e contributi pubblici ai genitori dei minori responsabili di reati.
Si tratta di una proposta politica in preparazione, non di una misura già approvata o immediatamente applicabile. Le dichiarazioni non precisano quali prestazioni sarebbero interessate, con quali presupposti e attraverso quale procedimento. Le parole di Salvini riportate dall’ANSA.
Da Torino a Roma, situazioni diverse e allerta rafforzata
Il quadro nazionale resta articolato. A Torino l’attenzione riguarda la manifestazione contro il riarmo e i data center promossa dall’area antagonista, dopo gli incidenti della settimana precedente. Sono previsti servizi rafforzati e prescrizioni per prevenire il trasporto di oggetti pericolosi.
A Firenze commercianti e strutture ricettive valutano misure precauzionali per vetrine e dehors. La sindaca Sara Funaro ha richiamato la necessità di attenzione e fermezza. I luoghi di ritrovo circolati prima del nuovo comunicato del Movimento 1710 non possono però essere presentati come un programma rimasto immutato.
A Bologna vengono rafforzati i controlli e predisposti interventi per ridurre la disponibilità di oggetti e attrezzature che potrebbero essere danneggiati o utilizzati durante eventuali disordini.
A Roma sono previste iniziative diverse, con particolare attenzione ai possibili incroci tra convocazioni sui social e manifestazioni già organizzate. Il rischio di infiltrazioni viene considerato nella pianificazione della sicurezza, ma non equivale alla previsione certa di incidenti.
A Genova, dove una mobilitazione è prevista anche domenica 25 ottobre, l’attenzione comprende l’eventualità di arrivi dalla Francia. Nella ricostruzione disponibile non vengono però indicati segnali concreti che confermino quella presenza.
A complicare il quadro ci sono anche gli appelli di gruppi ultras e di estrema destra che dichiarano di voler “proteggere” le strade. Sono iniziative da tenere distinte dai servizi pubblici di sicurezza e che possono aumentare il rischio di contrapposizioni.
Il dato nuovo della vigilia resta quindi l’incertezza sui luoghi effettivi delle mobilitazioni. Le autorità preparano controlli e interventi in più città; il Movimento 1710 promette nuove indicazioni soltanto sabato pomeriggio. Partecipazione reale, percorsi e conseguenze sulla circolazione potranno essere definiti solo con l’evolversi della giornata.
Fonti
- Romina Marceca, Repubblica, Piazze blindate, la sfida del Movimento1710: “Cortei annullati, vi diremo noi dove e quando”, aggiornato il 23 ottobre 2026 alle 17:59 — testo fornito alla redazione.
- Rai News — Il nuovo programma annunciato dal Movimento 17 ottobre e gli aggiornamenti sulle indagini.
- ANSA — Perquisizioni della Digos in diciotto città e dichiarazioni di Piantedosi.
- Il Giorno — Presidi e dispositivo di sicurezza a Milano.
- Corriere delle Alpi — Le indagini sulle chat di Padova.
- ANSA — La proposta di Salvini sui contributi pubblici ai genitori.
