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TRA TENSIONI E DIVISIONI

Campo largo, scintille tra Conte e Renzi: la battaglia per le primarie è già cominciata

Il confronto sulla possibile alleanza tra le opposizioni si divide tra le tensioni sull’ingresso di Italia Viva e il nodo delle regole per scegliere il candidato premier. Intanto si prepara il calendario degli incontri programmatici: il primo terreno di convergenza potrebbe essere il lavoro, a partire dal salario minimo.

Il programma comune del centrosinistra deve ancora prendere forma, ma la competizione tra i suoi protagonisti è già cominciata. Nel campo largo, il confronto sulle prospettive della coalizione si intreccia con le ambizioni dei leader e, soprattutto, con la partita delle primarie. A rendere più acceso il dibattito sono le parole di Giuseppe Conte sulla presenza di Matteo Renzi nell’eventuale alleanza e la replica del leader di Italia Viva, che non intende accettare quello che considera un tentativo di delegittimazione politica. Renzi ha definito «stucchevole» la polemica sollevata dai Cinque Stelle, rivendicando la propria autonomia elettorale. «Io non sarò candidato nel listino di maggioranza per mia scelta», ha dichiarato, aggiungendo che un eventuale ritorno in Parlamento passerebbe dai voti raccolti direttamente, non dal sostegno di Pd o M5S. Poi l’affondo: è in Parlamento da oltre vent’anni, ha sottolineato, grazie ai consensi ottenuti e non a passaggi agevolati.

Primarie, il confronto sulle regole

La questione Renzi si intreccia con quella della selezione del candidato alla guida della coalizione. Anche su questo punto le posizioni non sono ancora allineate. Il Partito democratico sembrerebbe orientato verso una competizione a due, con il doppio turno come possibile alternativa. Il Movimento 5 Stelle preferirebbe invece una consultazione più ampia, aperta a una platea maggiore di candidati e con un solo turno.

I nomi che potrebbero entrare in campo sono diversi. Oltre a Elly Schlein e Giuseppe Conte, vengono indicati Alessandro Onorato per Progetto Civico, Franco Gabrielli per Più Uno, un esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, Riccardo Magi per +Europa e un candidato di Italia Viva. Non è escluso che possa essere lo stesso Renzi a scendere in campo, ma al momento dal suo partito non arrivano conferme.

È circolata anche l’ipotesi di una candidatura della storica Michela Ponzani in quota Avs, ma la diretta interessata ha smentito categoricamente. In un intervento sui social ha precisato di non essere interessata alle primarie e di non aver ricevuto alcuna proposta, rivendicando la volontà di concentrarsi sul proprio lavoro di ricerca.

Il programma parte dal lavoro e dal salario minimo

Mentre il confronto politico prosegue, i partiti devono definire il calendario dei tavoli tematici destinati a costruire una piattaforma condivisa. Gli incontri potrebbero partire già nel corso della settimana, forse tra martedì e mercoledì. Tra i primi argomenti sul tavolo dovrebbe esserci il lavoro, considerato uno dei dossier sui quali le opposizioni hanno già raggiunto una convergenza significativa.

Un’occasione concreta potrebbe arrivare mercoledì, quando la commissione competente della Camera tornerà a occuparsi di salario minimo. Nel campo largo si valuta l’ipotesi di aggiornare la proposta iniziale di nove euro lordi l’ora, portandola a dieci euro anche alla luce dell’aumento del costo della vita.

Dal Pd il responsabile organizzazione Igor Taruffi invita a valorizzare il lavoro parlamentare già svolto. «Non partiamo da zero», osserva, indicando come base per il confronto le proposte e le risoluzioni condivise negli ultimi anni. I temi vanno dal lavoro alla sanità pubblica, passando per la scuola. A questi si aggiungerà presto anche un progetto di legge sull’energia.

Ucraina, il dossier più delicato

Resta da affrontare il capitolo della politica estera, in particolare la guerra in Ucraina, che rappresenta uno dei punti più sensibili per l’intesa tra le diverse forze. Taruffi, tuttavia, non considera le distanze insuperabili: le posizioni, sostiene, non sarebbero così inconciliabili da impedire un accordo, anche se potrebbero servire tempi più lunghi. La sfida del campo largo si gioca dunque su due piani.

Da una parte la costruzione di un programma capace di tenere insieme sensibilità differenti; dall’altra la definizione delle regole e dei protagonisti della competizione per la leadership. I tavoli dovranno ancora cominciare, ma la contesa sulle primarie è già entrata nel vivo. E il confronto tra Conte e Renzi mostra quanto la strada verso una coalizione unita resti politicamente delicata.