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Sciopero degli autotrasportatori, dal leasing al gasolio: tutte le misure del decreto aiuti

Il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di misure per sostenere i settori colpiti dal caro carburante. Previsti il rinvio delle rate dei leasing dei camion, nuovi crediti d’imposta e contributi per agricoltura e pesca. Intanto il Garante degli scioperi avverte: i blocchi mettono a rischio gli approvvigionamenti.

Il governo interviene per sostenere autotrasportatori, agricoltori e pescatori, mentre la protesta dei camionisti continua a creare tensioni e difficoltà nella circolazione delle merci. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi, giovedì 22 ottobre, un decreto legge con misure urgenti per alleggerire i costi delle imprese, garantire maggiore liquidità e favorire il ritorno alla normalità nei territori interessati dai blocchi.

Il provvedimento comprende diverse forme di sostegno: dal rinvio dei pagamenti per i veicoli commerciali ai crediti d’imposta sul gasolio, fino ai contributi destinati alle aziende agricole e agli operatori della pesca. L’intervento punta a rispondere soprattutto alle difficoltà delle imprese più piccole, che hanno meno risorse per assorbire l’aumento dei costi e affrontare le interruzioni dell’attività.

Leasing dei camion sospesi fino a marzo 2027

Una delle principali novità riguarda i contratti di leasing per i mezzi utilizzati nell’autotrasporto. Le imprese potranno sospendere fino al 31 marzo 2027 il pagamento dei canoni relativi ai veicoli con rate in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027.

La misura serve a lasciare più liquidità nelle casse delle aziende in una fase di particolare difficoltà. È importante precisare, però, che le rate non vengono cancellate: il pagamento viene rinviato. Si tratta quindi di un sostegno finanziario temporaneo, pensato per consentire agli operatori di affrontare le spese correnti senza dover sostenere contemporaneamente tutti gli impegni legati ai mezzi.

Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha spiegato che l’intervento è rivolto in particolare alle piccole e medie imprese, comprese quelle che non possono beneficiare pienamente dei crediti d’imposta già previsti per determinate categorie di veicoli. Il problema riguarda soprattutto gli operatori con pochi camion e mezzi più vecchi, spesso Euro 3 ed Euro 4, che faticano a sostenere i costi necessari per rinnovare il parco veicoli. Anche il ministro Matteo Salvini aveva sottolineato, prima del Consiglio dei ministri, la necessità di intervenire a favore di queste imprese.

Crediti d’imposta: i primi pagamenti alle aziende

Sul fronte del carburante, il governo conferma le risorse già stanziate e accelera l’erogazione dei crediti d’imposta. Secondo quanto riferito da Rixi, sono stati messi a disposizione 480 milioni di euro per il periodo da marzo ad agosto, a cui si aggiungono altri 60 milioni per settembre e i primi giorni di ottobre.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato le procedure di pagamento e, secondo le indicazioni fornite dal viceministro, le prime 2.000 imprese dovrebbero vedere i crediti disponibili nel proprio cassetto fiscale entro la settimana successiva. Le aziende interessate per il periodo fino ad agosto sarebbero complessivamente circa 32.000, mentre a novembre dovrebbe aprirsi una nuova finestra per le richieste relative a ottobre.

Il decreto interviene anche sui contratti di trasporto, introducendo quello che Rixi ha definito il «metodo spagnolo». In presenza di accordi non scritti, una pratica che secondo il viceministro è ancora diffusa in alcune aree del paese, viene riconosciuta la possibilità di trasferire in fattura la variazione del costo del gasolio. L’obiettivo è ripartire l’aumento del carburante tra committente e trasportatore, evitando che l’intero rincaro ricada su chi effettua materialmente il servizio.

Agricoltura, 60 milioni per il carburante

Il decreto prevede risorse anche per le aziende agricole, alle prese con l’aumento dei costi di produzione. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato uno stanziamento di 60 milioni di euro per contribuire alle spese sostenute per l’acquisto di carburante nel periodo compreso tra il primo settembre e il 5 ottobre.

Il contributo a fondo perduto è calcolato sul 20 per cento delle spese ammissibili e può arrivare fino a 45 centesimi per litro, entro il limite delle risorse disponibili. Secondo il ministro, lo stanziamento dovrebbe consentire di sostenere l’acquisto di circa 121 milioni di litri di carburante. Le somme saranno erogate attraverso Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. L’intenzione dichiarata dal governo è rendere disponibili gli aiuti in tempi brevi, così da offrire alle imprese agricole un sostegno concreto dopo i rincari degli ultimi mesi.

Alla pesca fino a 10 milioni di euro

Un altro capitolo riguarda le imprese della pesca. Per queste attività è previsto un contributo a fondo perduto pari al 10 per cento delle spese sostenute per il carburante tra il primo giugno e il 15 ottobre 2026.

Il finanziamento complessivo non potrà superare i 10 milioni di euro per il 2026 e sarà concesso nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato. Il contributo, inoltre, non concorrerà alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap. Il decreto stabilisce tempi precisi per l’attuazione: entro cinque giorni dall’entrata in vigore dovranno essere definite le modalità per presentare la documentazione necessaria; il pagamento è previsto entro i successivi 30 giorni, tramite accredito sul conto corrente comunicato dal beneficiario.

Il governo chiede il ritorno alla normalità, il Garante avverte sui blocchi

L’approvazione degli aiuti arriva mentre restano aperte le tensioni legate alle proteste degli autotrasportatori. Rixi ha ribadito che le misure sono quelle concordate con le associazioni del settore e ha invitato a ripristinare la normalità in tutti i territori. Anche Giorgia Meloni ha rivendicato l’intervento del governo, affermando che l’esecutivo ascolta chi manifesta pacificamente e cerca di fornire risposte concrete attraverso risorse e nuovi strumenti di sostegno.

Il ministro Lollobrigida ha inoltre precisato che parlare di infiltrazioni criminali nelle manifestazioni non significa considerare delinquenti tutti i partecipanti. Ha citato episodi di ruote squarciate e di persone a cui sarebbe stato impedito di trasportare merci, sostenendo che lo Stato debba tutelare sia chi protesta pacificamente sia chi vuole continuare a lavorare. Nel frattempo, la Commissione di garanzia sugli scioperi ha espresso forte preoccupazione per i blocchi stradali che, secondo l’organismo, stanno compromettendo gli approvvigionamenti di beni essenziali. Il Garante ha avvertito che la prosecuzione di azioni in violazione delle regole può rappresentare un pericolo grave e imminente per la salute, la sicurezza e la libertà di circolazione dei cittadini. La Commissione sta valutando possibili interventi urgenti per favorire la ripresa delle consegne e sbloccare i rifornimenti destinati alle città.

Il decreto rappresenta dunque un tentativo di rispondere alle difficoltà economiche delle imprese coinvolte, ma resta da verificare quale sarà l’effetto concreto delle misure sui bilanci aziendali e sulla ripresa dei trasporti. Per le imprese, il rinvio dei pagamenti e i contributi possono offrire una boccata d’ossigeno; per cittadini e attività commerciali, la priorità rimane il ripristino di una circolazione regolare delle merci.