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IL MONDO DELLA CUCINA IN LUTTO

Addio a Nadia Santini, la prima chef donna italiana ad ottenere tre stelle Michelin

È scomparsa la prima donna italiana a conquistare il massimo riconoscimento della Guida Michelin. Alla guida del ristorante Dal Pescatore, nel Mantovano, aveva raggiunto tre stelle nel 1996. Nel 2013 il premio come miglior chef donna al mondo.

Il mondo dell’alta cucina italiana perde una delle sue figure più rappresentative. Nadia Santini è morta a 73 anni, lasciando un segno profondo nella storia della gastronomia nazionale e internazionale. È stata la prima chef donna italiana a ottenere le tre stelle Michelin, il massimo riconoscimento della celebre guida, grazie al lavoro svolto al ristorante Dal Pescatore di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. La notizia è stata comunicata dalla famiglia attraverso la pagina Instagram del ristorante. Santini si è spenta nella mattinata di lunedì 2 novembre, alle 9, circondata dagli affetti più cari.

«Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla Sensibilità, all’Empatia e all’Amore», si legge nel messaggio pubblicato dai familiari, che ricordano anche i valori trasmessi dalla chef: il rigore morale, l’etica del lavoro e la semplicità. Un saluto affettuoso, firmato dalla famiglia, che si chiude con un «Grazie Mamma».

Dal Vicentino alle vette della gastronomia internazionale

Nata a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, in una famiglia di agricoltori, Nadia Santini aveva costruito la propria carriera lontano dai riflettori, facendo della cucina il centro di un percorso professionale diventato un riferimento per il settore. Il suo nome è legato soprattutto a Dal Pescatore, ristorante di famiglia a Runate, dove nel 1996 arrivò il traguardo delle tre stelle Michelin. Un risultato che la rese la prima donna italiana a raggiungere il vertice della Guida Rossa e che contribuì a consolidare la reputazione internazionale del locale, tra i ristoranti italiani più longevi a mantenere il prestigioso riconoscimento.

Nel corso degli anni Santini ha ricevuto altri importanti attestati. Nel 2013 le è stato assegnato il premio Veuve Clicquot World’s Best Female Chef, nell’ambito dei World’s 50 Best Restaurants, che l’ha consacrata come miglior chef donna al mondo.

Nel 2022 è arrivato anche il riconoscimento di Chef Mentor della Guida Michelin, dedicato al suo contributo alla formazione e alla crescita delle nuove generazioni di cuochi.

Una cucina fatta di territorio, tecnica e sensibilità

La sua identità gastronomica si è espressa attraverso una cucina capace di valorizzare le tradizioni locali senza rinunciare alla ricerca e alla precisione tecnica. Tra i piatti più rappresentativi del suo repertorio figuravano gli agnoli in brodo, i tortelli di zucca, i risotti e le preparazioni a base di pesce d’acqua dolce: ricette legate alla cultura del territorio mantovano e alla sua storia culinaria.

Il suo percorso ha contribuito a dare visibilità internazionale alla cucina italiana e al ruolo delle donne ai vertici della ristorazione, in un ambiente a lungo caratterizzato da una forte presenza maschile.

Il cordoglio del Veneto

Tra i primi messaggi di cordoglio è arrivato quello del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha ricordato le origini vicentine della chef e il prestigio raggiunto dal suo lavoro.

Stefani ha sottolineato come Santini abbia portato il Veneto ai vertici della gastronomia mondiale, esprimendo vicinanza al marito Antonio e ai figli Giovanni e Alberto. Proprio sensibilità, empatia e amore, i valori richiamati dalla famiglia nel messaggio d’addio, rappresentano secondo il governatore una parte dell’eredità lasciata dalla chef alla comunità.

Nadia Santini lascia il marito Antonio e i figli Giovanni e Alberto. Con la sua scomparsa se ne va una protagonista della cucina italiana, capace di trasformare una tradizione familiare in un’esperienza riconosciuta e apprezzata ben oltre i confini nazionali.