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Chi è Maricarmen, l’87enne sfrattata diventata il volto della protesta per la casa in Spagna

Viveva nella stessa abitazione dal 1956 e pagava circa 500 euro al mese. Dopo lo sfratto, il suo caso ha acceso una mobilitazione nazionale. Ora potrà rientrare nella sua casa con un nuovo contratto

«Ni una Maricarmen más», nessun’altra Maricarmen. In pochi giorni lo slogan è diventato il grido delle manifestazioni per il diritto alla casa in Spagna. Al centro della protesta c’è la vicenda di María del Carmen Abascal, conosciuta da tutti come Maricarmen, 87 anni, allontanata il 23 settembre dall’appartamento nel quartiere madrileno del Retiro dove abitava da settant’anni.

Una storia privata è così diventata una questione politica nazionale. Il 2 ottobre il Congresso spagnolo ha respinto due decreti in materia abitativa approvati dal governo guidato da Pedro Sánchez. A determinare il voto sono stati soprattutto i partiti di destra, insieme ai deputati di Junts, formazione indipendentista catalana che sostiene il governo dall’esterno ma ha scelto di non appoggiare i provvedimenti.

Le norme avrebbero prorogato alcune protezioni previste per le famiglie in condizioni di vulnerabilità, rafforzato le garanzie sulla durata dei contratti di locazione e introdotto ulteriori limiti per gli affitti temporanei.

Una casa abitata dal 1956

La vicenda di Maricarmen affonda le sue radici in un contratto di locazione molto più antico. L’appartamento era stato inizialmente affittato dal padre, per poi passare alla madre e infine alla figlia, nell’ambito del vecchio regime degli affitti a canone protetto.

Nel 2018 l’immobile è stato acquistato dalla società immobiliare Urbagestión. Fino a quel momento Maricarmen versava circa 500 euro al mese. La nuova proprietà le ha proposto un contratto da 2.650 euro mensili, una cifra che superava di gran lunga la sua pensione, pari a circa 1.300 euro.

Il contenzioso è arrivato davanti ai tribunali. Dopo anni di procedimenti, lo scorso marzo il Tribunal Supremo ha riconosciuto le ragioni della proprietà. La controversia ruotava anche attorno ai requisiti necessari per mantenere il vecchio regime contrattuale: tra questi figurava un livello di disabilità riconosciuto pari almeno al 65 per cento. A Maricarmen era stato invece attribuito un grado del 50 per cento.

Nel giugno scorso era intervenuto anche il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e culturali, chiedendo di sospendere lo sfratto fino all’individuazione di una soluzione abitativa adeguata. A sostegno dell’87enne si era mobilitato anche il sindacato degli inquilini.

Lo sfratto e le proteste

Nonostante le mobilitazioni, il 23 settembre l’ordine di sfratto è stato eseguito. Davanti all’edificio si sono radunate centinaia di persone nel tentativo di impedire l’operazione. Maricarmen è stata accompagnata fuori dall’abitazione e successivamente trasportata in ambulanza all’ospedale Gregorio Marañón.

Le immagini dell’intervento hanno rapidamente raggiunto il resto del Paese. Nella stessa serata, circa diecimila persone hanno manifestato a Madrid. Tre giorni più tardi un’altra manifestazione ha attraversato il centro della capitale scandendo lo slogan «Ni una Maricarmen más».

La protesta si è quindi allargata oltre Madrid, coinvolgendo almeno altre sedici città. A Puerta del Sol è stato organizzato anche un presidio permanente.

Il costo della casa continua a crescere

Il caso di Maricarmen si inserisce in una crisi abitativa che interessa soprattutto le grandi città spagnole. Nel secondo trimestre del 2026, secondo i dati riportati nel testo di partenza, i prezzi medi delle abitazioni in Spagna sono aumentati del 12,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Anche il mercato degli affitti ha registrato aumenti molto superiori alla crescita dei redditi. Tra il 2015 e il 2024, diverse elaborazioni sui dati del settore hanno stimato un incremento medio dei canoni superiore al 40 per cento. A Madrid, nell’arco di dieci anni, l’aumento sarebbe arrivato fino al 100 per cento.

A rendere più difficile la situazione contribuisce anche la disponibilità limitata di edilizia pubblica. Quando una persona perde la propria abitazione, le amministrazioni locali dispongono spesso di poche alternative immediate. Il problema degli sfratti finisce così per intrecciarsi con quello dell’offerta di alloggi accessibili e, inevitabilmente, con lo scontro politico sulle politiche abitative.

Le critiche e le contestazioni

La vicenda non è stata accompagnata soltanto da solidarietà. Sui social network alcuni utenti hanno messo in discussione il livello di disabilità di Maricarmen, facendo riferimento anche a fotografie e video circolati online. Alcuni di questi contenuti si sono però rivelati falsi o generati attraverso l’intelligenza artificiale. Il riconoscimento ufficiale della sua disabilità, pari al 50 per cento, non è invece in discussione.

Al centro delle polemiche è finita anche la soluzione proposta dal Comune: una sistemazione temporanea in una residenza per anziani, che Maricarmen avrebbe rifiutato. Durante la lunga trattativa erano state valutate anche altre possibilità per evitare lo sfratto. Dopo l’esplosione del caso, inoltre, il precedente proprietario dell’immobile ha rilasciato dichiarazioni critiche nei confronti dell’anziana.

Il ritorno a casa

La mobilitazione ha però contribuito a riaprire la trattativa. Il 28 settembre, dopo più di quattro ore di negoziati tra il Comune, i legali di Maricarmen, Urbagestión e il Sindicato de Inquilinas, è stato raggiunto un accordo. Una volta dimessa dall’ospedale, l’87enne potrà tornare nell’appartamento in cui ha vissuto per gran parte della sua vita. Il nuovo contratto avrà una durata di otto anni e stabilirà che il canone non potrà superare il 30 per cento dei suoi redditi netti. La somma dovrebbe quindi rimanere vicina ai circa 500 euro che Maricarmen pagava prima dello sfratto.

La soluzione trovata ha chiuso, almeno per ora, la vicenda personale dell’anziana. Non ha però fermato la mobilitazione. Il caso di Maricarmen è ormai diventato uno dei simboli del confronto nazionale sul costo degli affitti, sugli sfratti e sulla disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili.