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Mattarella ad Assisi: «Guerre insensate. San Francesco illumini la via della pace»

In occasione delle celebrazioni degli 800 anni dalla morte di San Francesco, nel 1226, la cittadina di Assisi ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha partecipato, nella Basilica Superiore, alla Santa messa, poi ha rivolto un messaggio al Paese, richiamando alla memoria la figura e gli insegnamenti del «poverello» sempre al fianco degli ultimi, degli emarginati.

Un evento quello di oggi che rappresenta l’apice delle celebrazioni dell’Anno Giubilare Francescano, iniziato il 7 gennaio scorso e che si concluderà lo stesso giorno del 2027. La santa messa è stata celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha dichiarato: «Francesco ci ricorda che la guerra non è un destino».

A ricevere Mattarella sono stati il sottosegretario Alfredo Mantovano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, con la Giunta, il sindaco di Assisi Valter Stoppini e il custode del Sacro Convento di Assisi fra Marco Moroni. Il presidente della Repubblica ha tenuto un toccante discorso alla Nazione: «Sono passati 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia insieme a un’altra grande santa, Caterina da Siena. La distanza temporale che ci separa da quell’evento, non ha in alcun modo ridotto il suo fascino e il suo carisma, che vive ben oltre i confini dell’Italia e della stessa Cristianità, di cui è figlio e figura eminente. Profeta di pace, di amore, di rispetto per il Creato, il suo insegnamento è patrimonio universale per le donne e gli uomini di tutti i tempi e di tutte le latitudini, credenti o non credenti, cristiani o fedeli di altre religioni».

A seguire Mattarella ha evidenziato la povertà di san Francesco, «così cercata e desiderata», ricordando «la rottura concreta con l’idolatria del denaro. La sua umiltà non aveva nulla di ingenuo, nasceva da una sete esigente di verità; la sua obbedienza non fu remissività, ma una faticosa, ponderata ricerca delle ragioni superiori dell’unità del popolo cristiano e della Chiesa. Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace».

Il Capo dello Stato ha affermato che «oggi terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo, e addirittura da alcune parti si tornano a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose: Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio. Non renderemmo giustizia al santo di Assisi se la sua figura fosse esaurita in quella di un ecologista, pacifista e operatore caritatevole ante litteram». Poi ha aggiunto: «In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza, come ha detto, giorni fa, Leone XIV l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza», ha evidenziato Mattarella.

La mattinata è stata segnata anche dalle parole del cardinale Zuppi, che, celebrando la messa ad Assisi, ha detto con fermezza: «In questa stagione siamo tentati e sedotti dalla cultura della potenza, volgare e invadente, ingannevole, frutto di enfasi mal riposte e di sfacciati ed enormi interessi economici, di nazionalismi che rovinano le nazioni, di campagne che creano il nemico invece di cercare quello che unisce». E ancora: «Francesco ci ricorda che la guerra non è un destino. Non c’è tempo da perdere, il divisore imbroglia e fa credere che troviamo la pace con le armi e non con il dialogo e il diritto». Presenti alle celebrazioni, oltre al Presidente Mattarella, anche Roberto Fico e Alessandra Todde, governatore della Campania e governatrice della Sardegna.

In mattinata il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha acceso la lampada votiva che illumina la tomba di San Francesco. Lo ha fatto a nome delle regioni, province e comuni del nostro Paese «Esprimiamo l’amore che tutti gli italiani hanno per te e imploriamo la tua costante protezione», ha dichiarato il primo cittadino rivolto a San Francesco. «Vigila, Francesco fratello santo, sul nostro popolo, illumina i governanti, veglia sulle sorti dell’Italia. Rafforza i vincoli di unità, solidarietà, fraternità. Benedici tutti i lavoratori e dona loro e alle famiglie prosperità e pace», ha concluso Stoppini visibilmente emozionato.