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Bryan Johnson, il volto della longevità racconta la malattia: «Il mio stomaco si sta divorando da solo»

Bryan Johnson

Per anni è diventato il simbolo della corsa all’eterna giovinezza. Ha investito milioni di dollari in esami, terapie sperimentali, diete rigorose e tecnologie all’avanguardia con un obiettivo dichiarato: rallentare l’invecchiamento e vivere il più a lungo possibile. Oggi, però,Bryan Johnsonracconta di dover affrontare una sfida completamente diversa.

L’imprenditore americano, fondatore del progettoBlueprinte protagonista del documentario NetflixDon’t Die: l’uomo che vuole vivere per sempre, ha annunciato sui social di essere affetto dagastrite autoimmune, una rara patologia in cui il sistema immunitario attacca progressivamente la mucosa dello stomaco. «Il mio stomaco si sta divorando da solo», ha scritto Johnson. «Il mio corpo ha iniziato a sviluppare un processo autoimmune che ha colpito prima la tiroide e poi la mucosa gastrica».

La diagnosi ha sorpreso molti dei suoi milioni di follower. Negli ultimi anni Johnson era diventato uno dei principali promotori del cosiddettobiohacking, l’insieme di pratiche con cui si cerca di ottimizzare il funzionamento dell’organismo attraverso alimentazione, attività fisica, monitoraggio costante dei parametri biologici e tecnologie sempre più sofisticate.

Il suo stile di vita, documentato quotidianamente sui social, comprende digiuno intermittente, allenamenti programmati, integrazione mirata, sonno rigidamente controllato e continui esami medici nel tentativo di rallentare il processo di invecchiamento.

La malattia annunciata dall’imprenditore è poco conosciuta ma non eccezionale. Come spiega alCorriere della Serail gastroenterologoVito Annese, direttore dell’Unità di Gastroenterologia dell’Irccs Policlinico San Donato, la gastrite autoimmune interessa circa il 2% della popolazione e spesso viene diagnosticata solo dopo molti anni. «Il sistema immunitario attacca le cellule dello stomaco, provocando un’infiammazione cronica e la progressiva distruzione della mucosa», spiega lo specialista.

La riduzione dell’acidità gastrica può compromettere l’assorbimento di ferro e vitamina B12, favorendo anemia, stanchezza, difficoltà respiratorie e, nei casi più avanzati, disturbi neurologici come formicolii agli arti. Si tratta di una patologia cronica per la quale non esiste una cura definitiva. Il trattamento punta soprattutto a controllare le conseguenze della malattia attraverso un’alimentazione adeguata, integrazione di vitamina B12, eventuali infusioni di ferro e controlli periodici.

Secondo Annese, la diagnosi non mette comunque a rischio il progetto di longevità dell’imprenditore. «La gastrite autoimmune non riduce l’aspettativa di vita», sottolinea il medico, ricordando però che la malattia richiede una sorveglianza costante, anche con gastroscopie periodiche, poiché rappresenta una condizione considerata precancerosa. L’esperto giudica positivamente la scelta di Johnson di condividere pubblicamente la propria esperienza, ma invita a evitare inutili allarmismi. «È giusto informare, ma senza fare terrorismo», osserva.

La vicenda aggiunge così un nuovo capitolo alla storia dell’imprenditore che più di ogni altro ha trasformato la longevità in un progetto scientifico e mediatico. Anche chi dedica risorse, tecnologia e disciplina alla ricerca di una vita sempre più lunga, infatti, non è immune dagli imprevisti della biologia.