Novant’anni e nessuna intenzione di fermarsi.Lino Banfi, uno dei volti più amati dello spettacolo italiano, celebra un traguardo importante guardando ancora al futuro. In un’intervista rilasciata aLeggo, l’attore ripercorre la sua lunga carriera, ricorda la moglie Lucia e anticipa nuovi progetti, tra cui un podcast e un libro dedicato alle espressioni che hanno reso inconfondibile la sua comicità.
Le celebrazioni saranno doppie. «Festeggerò sia oggi sia l’11 luglio», racconta Banfi, spiegando che all’anagrafe venne registrato due giorni dopo la nascita. Prima la festa in famiglia, poi quella a Termoli, luogo a cui era profondamente legato insieme alla moglie. Tra gli invitati, amici di una vita comeMara Venier,Renzo ArboreePio e Amedeo.
Nonostante i novant’anni, l’attore guarda avanti. Sta infatti lavorando a un nuovo progetto audio,“Parlando con le stelle”, che dovrebbe debuttare dopo l’estate. «Non ho alcuna intenzione di fermarmi. Anzi, adesso voglio andare ancora più veloce», scherza. «Ho messo il cambio automatico».

Il passaggio più emozionante dell’intervista è però dedicato aLucia, la moglie scomparsa nel 2023, che Banfi considera la vera artefice della sua carriera. «Se non ci fosse stata lei, oggi non sarei qui. Avrei mollato molto prima», confessa. Ricorda un momento particolarmente difficile, quando, oppresso dai debiti e scoraggiato, era arrivato perfino a voler bruciare il baule che custodiva fotografie, costumi e ricordi della sua vita artistica. Fu Lucia a impedirglielo. «Mi disse: “Non voglio passare la vita accanto a un marito triste. Tu vuoi fare l’attore, ci riuscirai e diventerai famoso”», racconta Banfi. «Lei era il bicchiere mezzo pieno. Io ero quello rotto».
L’attore ammette di essere stato pessimista per gran parte della vita, ma dice di aver trovato oggi un equilibrio diverso. «Finalmente ho fatto pace tra Pasquale Zagaria e Lino Banfi», osserva con ironia, riferendosi al dialogo immaginario tra l’uomo e il personaggio che lo ha reso celebre. Nel ripercorrere il proprio percorso artistico, Banfi ricorda anche le parole chePapa Francescogli rivolse durante uno dei loro incontri. «Mi diceva: “Tu dai un solletico al cuore delle persone con dolcezza. Hai una comicità pulita e la gente ti ama”». Un riconoscimento che l’attore considera tra i più preziosi ricevuti nella sua lunga carriera.
Guardando al futuro, Banfi coltiva ancora un desiderio. «Prima di morire vorrei scrivere il “Vocabolarietto Banfiota”, raccogliendo tutte le parole e le espressioni che hanno accompagnato i miei personaggi». E aggiunge quale vorrebbe fosse il ricordo lasciato al pubblico: «Spero che mi ricordino come uno che ha inventato una comicità assurda, ma piena di buoni sentimenti».

Dall’avanspettacolo aOronzo Canà, fino al successo diNonno Libero, Lino Banfi continua così a raccontarsi con la leggerezza che ha sempre contraddistinto il suo stile, dimostrando che l’ironia, quando nasce dalla gentilezza, non conosce età.

