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«In Egitto il suocero è il primo ad assaggiare»: le molestie di Mohamed Al-Fayed a Lady Diana nel libro di Charles Spencer

Nel volume Swan Song, arrivato in Italia con titolo di “Canto del cigno”, il fratello della principessa racconta un episodio inquietante che coinvolgerebbe il padre di Dodi Al-Fayed. E riapre i retroscena della relazione tra Diana e il produttore cinematografico, le polemiche con re Carlo e le ombre sul patriarca della famiglia egiziana.

A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, emergono nuovi particolari sul rapporto tra la principessa del Galles e la famiglia Al-Fayed. A raccontarli è Charles Spencer, fratello minore di Diana, che nel suo libro Swan Song (Canto del cigno) ripercorre gli ultimi anni di vita della sorella, soffermandosi anche sulla relazione con Dodi Al-Fayed e sul comportamento del padre di quest’ultimo, Mohamed, il magnate egiziano che per decenni è stato il proprietario dei grandi magazzini Harrods di Londra.

Tra le rivelazioni più inquietanti contenute nel volume c’è il racconto di un episodio che avrebbe coinvolto direttamente Diana. Secondo quanto riferito da Spencer, Mohamed Al-Fayed avrebbe avuto un comportamento inappropriato nei confronti della principessa, arrivando a toccarle e afferrarle il sedere in modo osceno, accompagnando il gesto con una frase volgare: «In Egitto il suocero è il primo ad assaggiare».

Un episodio che, nel racconto del fratello, contribuisce a spiegare la repulsione che Diana avrebbe provato nei confronti dell’imprenditore. Il passaggio assume un significato ancora più rilevante alla luce delle numerose accuse di abusi sessuali e aggressioni rivolte ad Al-Fayed da decine di donne, tra cui ex dipendenti delle sue attività, emerse pubblicamente dopo la sua morte, avvenuta nel 2023 all’età di 94 anni.

Il rapporto difficile con Mohamed Al-Fayed

Il ritratto che Charles Spencer restituisce del patriarca della famiglia Al-Fayed è ben lontano dall’immagine del potente imprenditore che aveva costruito il proprio prestigio tra il mondo degli affari, il jet set internazionale e la frequentazione dell’ambiente reale britannico.

L’uomo, padre di Dodi, aveva accolto con grande interesse la relazione tra il figlio e la principessa Diana, morta insieme a lui nell’incidente automobilistico di Parigi nella notte tra il 30 e il 31 agosto 1997. Ma, stando alla ricostruzione di Spencer, il rapporto tra Diana e il futuro suocero non sarebbe stato affatto sereno.

Il comportamento attribuito a Mohamed Al-Fayed nel libro restituisce uno spaccato di un ambiente nel quale la posizione sociale e il potere economico potevano contribuire a creare rapporti profondamente squilibrati. La vicenda si inserisce inoltre nel quadro delle accuse che, negli ultimi anni, hanno investito la figura dell’imprenditore, chiamando in causa la condotta tenuta nei confronti di numerose donne.

È importante distinguere le testimonianze e le ricostruzioni contenute nel volume dalle circostanze accertate in sede giudiziaria. Il racconto di Spencer rappresenta la sua testimonianza su un episodio specifico, che contribuisce a delineare il rapporto tra la sorella e l’uomo d’affari.

Diana e Dodi: una storia d’amore o una fuga passeggera?

Nel libro, Charles Spencer affronta anche uno degli aspetti più discussi degli ultimi mesi di vita della principessa: la natura della relazione con Dodi Al-Fayed. Per anni, la coppia è stata raccontata dalla stampa internazionale come protagonista di una travolgente storia d’amore, destinata forse a culminare nel matrimonio. Il fratello di Diana offre, invece, una lettura più cauta e decisamente meno romantica.

Secondo Spencer, quella vissuta tra la Costa Azzurra e Parigi sarebbe stata soprattutto una relazione estiva e passeggera. La principessa, sostiene il conte, avrebbe cercato attraverso la frequentazione di Dodi di suscitare la gelosia di un altro uomo al quale era ancora profondamente legata.

Nel libro non viene fatto esplicitamente il nome di questa persona. Il Mail on Sunday, nel riportare i contenuti del volume, ha tuttavia indicato il chirurgo cardiaco pakistano Hasnat Khan, con il quale Diana aveva avuto una relazione intensa e che lei chiamava affettuosamente «Mr. Wonderful».

Spencer si dice inoltre convinto che Diana e Dodi non sarebbero arrivati al matrimonio. Una ricostruzione che ridimensiona l’immagine di una coppia destinata a costruire un futuro insieme, senza tuttavia cancellare il ricordo della gentilezza che, secondo il conte, il produttore cinematografico avrebbe dimostrato nei confronti della principessa nelle sue ultime settimane di vita.

Le parole mai pronunciate al funerale di Diana

Il libro riporta anche Charles Spencer a uno dei momenti più dolorosi della sua vita: il funerale della sorella, celebrato il 6 settembre 1997 nell’Abbazia di Westminster. Il suo elogio funebre, diventato uno dei discorsi più celebri e commoventi della storia recente della monarchia britannica, rappresentò una dura presa di posizione nei confronti della famiglia reale e delle istituzioni che, secondo il conte, non avevano saputo proteggere Diana. Spencer rivela ora di aver inizialmente inserito nel testo un riferimento positivo a Dodi Al-Fayed, che morì insieme alla principessa nell’incidente di Parigi. Nella prima versione del discorso, racconta, aveva voluto ringraziarlo per aver reso felice Diana nelle ultime settimane della sua vita.

Poco prima di salire sul pulpito, tuttavia, decise di eliminare quel passaggio. All’epoca non conosceva personalmente Dodi e si era affidato alle testimonianze di chi lo descriveva come una brava persona. Oggi considera quella scelta un errore e ammette di essersi pentito di non aver pronunciato quelle parole.

Il ripensamento offre un elemento ulteriore per comprendere il modo in cui Spencer guarda oggi agli ultimi giorni della sorella: da una parte, i dubbi sulla natura della relazione; dall’altra, la gratitudine per la compagnia e l’affetto che Dodi le avrebbe garantito in un periodo particolarmente delicato.

Lo scontro con re Carlo e Buckingham Palace

Le rivelazioni sulla famiglia Al-Fayed si intrecciano con un’altra vicenda raccontata in Swan Song: il rapporto sempre più difficile tra Charles Spencer e l’ex cognato, re Carlo III. Il conte riferisce di una telefonata avvenuta dopo la morte di Diana, durante la quale l’allora principe di Galles avrebbe pronunciato una frase dura sulla memoria della principessa: «Puoi starne certo, la dimenticheremo molto presto».

Un’affermazione che, se confermata, restituirebbe il clima di tensione e dolore che seguì la tragedia del 1997. Buckingham Palace ha contestato la ricostruzione.

Con Swan Song, Charles Spencer riapre capitoli controversi della vita di Diana, intrecciando ricordi familiari, retroscena sentimentali e accuse che gettano nuove ombre su figure centrali della vicenda. Il racconto dell’episodio attribuito a Mohamed Al-Fayed rappresenta uno dei passaggi più delicati del volume, perché riporta l’attenzione sulla vulnerabilità della principessa anche al di fuori del rapporto con la famiglia reale.

A distanza di quasi tre decenni dalla sua morte, la figura di Diana continua a suscitare interesse non soltanto per il suo ruolo pubblico, ma anche per le contraddizioni e le fragilità della sua vita privata. Le testimonianze raccolte dal fratello aggiungono nuovi elementi a una storia ancora discussa, nella quale il confine tra memoria personale, ricostruzione giornalistica e controversia pubblica resta particolarmente sottile.