Dal 23 al 29 novembre Milano torna a celebrare il libro con la quindicesima edizione di BookCity. Il tema «Il senno sulla Luna» ispira sette giorni di incontri con grandi autori, riflessioni sul presente, percorsi nei quartieri e iniziative dedicate alle nuove generazioni. Dall’apertura con Colson Whitehead al gran finale con Samantha Harvey e Paolo Giordano, la manifestazione invita a riscoprire nella lettura uno strumento per orientarsi in un mondo sempre più complesso.
C’è un luogo immaginario in cui, secondo Ludovico Ariosto, finisce tutto ciò che gli uomini perdono sulla Terra, compreso il senno. È la Luna dell’Orlando Furioso, dove Astolfo intraprende un viaggio straordinario per recuperare la ragione smarrita da Orlando. Cinque secoli dopo, quell’immagine torna a parlare al presente e diventa la chiave narrativa di BookCity Milano 2026, la manifestazione che dal 23 al 29 novembre porterà libri, autori e lettori in ogni angolo del capoluogo lombardo.
Il titolo scelto per la quindicesima edizione è eloquente: «Il senno sulla Luna. Sette giorni di libri, ragioni e follie». Un invito a interrogarsi sul significato del pensiero critico in un’epoca attraversata da guerre, polarizzazioni, intolleranze e trasformazioni tecnologiche sempre più rapide. In questo scenario, leggere non significa soltanto evadere dalla realtà, ma trovare gli strumenti per comprenderla, metterne in discussione le certezze e recuperare uno sguardo autonomo sul mondo.
Con 1.360 appuntamenti, 2.487 protagonisti e 1.164 libri presentati in 443 sedi, BookCity conferma la propria vocazione: trasformare Milano in una grande rete culturale diffusa, dove la letteratura esce dalle librerie e dalle biblioteche per incontrare pubblici, generazioni e comunità differenti.
La Luna di Ariosto come bussola per capire il presente
Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e dalla Fondazione BookCity Milano, che riunisce Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Umberto ed Elisabetta Mauri, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori e Associazione Italiana Editori, la manifestazione affida il proprio filo conduttore allo scrittore Marco Balzano.
La scelta di ripartire dall’immaginario ariostesco non è soltanto un omaggio alla tradizione letteraria italiana. Il viaggio di Astolfo offre una metafora potente per raccontare il disorientamento contemporaneo: il rischio di perdere la capacità di distinguere i fatti dalle opinioni, di affidarsi a risposte immediate e di delegare agli automatismi tecnologici una parte crescente del proprio giudizio.
La proposta di BookCity è di segno opposto. I libri diventano occasioni per rallentare, ascoltare prospettive diverse e recuperare il valore del dubbio. La Luna, in questa prospettiva, non è una fuga dalla Terra, ma un punto d’osservazione privilegiato da cui tornare a guardarla con maggiore lucidità.
Colson Whitehead inaugura il festival, Samantha Harvey e Paolo Giordano lo concludono
Il programma si aprirà lunedì 23 novembre alle 20 al Teatro Dal Verme con uno degli appuntamenti internazionali più attesi: l’incontro con Colson Whitehead, due volte vincitore del Premio Pulitzer. Lo scrittore statunitense dialogherà con Francesco Costa, direttore de Il Post, in una serata condotta da Giovanna Zucconi. Nel corso dell’inaugurazione, il sindaco Giuseppe Sala consegnerà a Whitehead il Sigillo della Città, mentre Marco Balzano terrà una lectio magistralis dedicata al tema dell’edizione.
La chiusura è prevista domenica 29 novembre alle 20, nella Sala Grande del Teatro Franco Parenti, con l’incontro Dallo spazio profondo al cuore della Terra. A confrontarsi saranno la scrittrice britannica Samantha Harvey, vincitrice del Booker Prize 2024 con Orbital, e Paolo Giordano, scrittore e fisico.
Il loro dialogo unirà letteratura e scienza, osservazione del cosmo e attenzione per il nostro pianeta. Guardare la Terra dallo spazio significa, infatti, misurarsi con la sua fragilità e interrogarsi sul posto dell’essere umano nell’universo. Un finale che riprende idealmente la metafora lunare da cui prende le mosse l’intera manifestazione.
I libri del cuore, le lezioni d’autore e i classici da riscoprire
Tra le novità dell’edizione 2026 ci sono format pensati per rendere il confronto letterario più personale, accessibile e trasversale. Con «Quali libri porteresti sulla Luna?», coppie di ospiti saranno invitate a condividere le letture che hanno segnato il loro percorso, raccontando affinità, divergenze e passioni letterarie. Tra gli incontri previsti figurano quelli con Matteo Caccia e Giorgio Fontana, Ilaria Gaspari e Matteo Nucci, Matteo Malvaldi e Roberta Recchia, oltre agli appuntamenti in programma a Cremona e Pavia con Silvia Avallone e Filippo Nigro. Il recupero della lucidità passa anche dalle «Lezioni per recuperare il senno», quattro percorsi affidati a Marina Garcés, Barbara Mazzolai, Alessandro Bergonzoni e Christian Raimo. Relazioni umane, tecnologia, linguaggio e scuola diventano altrettanti terreni sui quali interrogarsi per comprendere le trasformazioni della società.
Al Castello Sforzesco, il ciclo «Quello che a scuola non dicono» affronta temi che riguardano direttamente la formazione delle nuove generazioni. Si parlerà di educazione sessuo-affettiva con Nicoletta Verna e Rosella Postorino e di educazione civica con Federica Manzon, Nicola Lagioia e Marco Balzano.
Un altro percorso è dedicato ai «Classici clandestini», iniziativa che mette in dialogo opere celebri e libri meno frequentati, restituendo spazio a titoli che meritano una nuova lettura. Francesca Giannone, Viola Ardone e Stefania Auci saranno tra le autrici coinvolte negli appuntamenti ad Ambrosius. Il programma comprende inoltre riscoperte legate ad Antonio Pennacchi e Giuseppe Berto. L’obiettivo è superare l’idea dei classici come patrimonio immobile: un libro del passato può tornare a parlare al presente proprio quando viene accostato a una storia diversa, capace di rivelarne significati inattesi.

Il 25 novembre, la letteratura contro la violenza sulle donne
Una parte significativa del calendario sarà dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre. Gli appuntamenti coinvolgeranno linguaggi e competenze differenti. Alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli sono previsti un incontro con la giurista Paola Di Nicola Travaglini e la partecipazione di Cinzia Spanò; al Teatro Franco Parenti, Silvia Romani e Federica Fracassi approfondiranno il rapporto tra il mito antico e le rappresentazioni della violenza. All’Università IULM interverrà la cantante Noemi, con una riflessione sul valore delle parole e sull’impegno civile. La scelta di inserire questi temi nel programma culturale sottolinea il ruolo della letteratura come spazio di consapevolezza: attraverso le storie, le parole e il confronto pubblico è possibile riconoscere stereotipi, interrogare modelli culturali e dare voce a esperienze spesso marginalizzate.
Da Daniel Pennac a Zerocalcare: una città attraversata da grandi voci
BookCity Milano 2026 riunisce un panorama internazionale che attraversa generi, lingue e tradizioni letterarie. Tra gli ospiti annunciati figurano Daniel Pennac, Edmund de Waal, Arturo Pérez-Reverte, Jan Brokken, Fernando Aramburu, David Goudreault, Alicia Giménez-Bartlett, Eshkol Nevo e Sheila Heti. Prosegue anche il dialogo con le Città Creative UNESCO della Letteratura, che quest’anno dedica un approfondimento a Lione, con la partecipazione di Jean Echenoz ed Emmanuelle Bayamack-Tam.
Nutrita la presenza italiana, con nomi come Donatella Di Pietrantonio, Gianrico Carofiglio, Dacia Maraini insieme a Vivian Lamarque, Mario Calabresi, Fabio Volo, Nicola Lagioia, Mauro Corona, Carlo Lucarelli, Donato Carrisi, Enrico Galiano, Walter Siti, Paolo Nori e Diego De Silva. La manifestazione allarga inoltre i propri confini oltre la narrativa, coinvolgendo fumetto, poesia, divulgazione scientifica e arti performative. Zerocalcare, Leo Ortolani, Milo Manara e Roberto Recchioni rappresentano il mondo del fumetto; Milo De Angelis e Patrizia Valduga saranno protagonisti degli appuntamenti poetici alla Casa degli Artisti.
Sul versante scientifico, il programma accoglie Samantha Cristoforetti, Telmo Pievani, Ersilia Vaudo e Massimo Polidoro. Presenze che confermano la vocazione interdisciplinare del festival: la conoscenza non appartiene a compartimenti stagni, ma nasce anche dall’incontro tra discipline apparentemente lontane.
Anniversari e memoria: dalla storia del giornalismo a Oriana Fallaci
La programmazione offre spazio anche alle ricorrenze storiche e culturali, trasformandole in occasioni per rileggere il passato alla luce del presente. Tra i temi annunciati figurano i 150 anni del Corriere della Sera, celebrati anche attraverso un docufilm interpretato da Neri Marcorè, e gli 80 anni dal voto alle donne in Italia. Il calendario comprende inoltre il centenario di Agip ed Eni, con Paolo Bricco e Ferruccio de Bortoli, e i cento anni dalla nascita di Allen Ginsberg, ricordato con Lino Guanciale. Non mancheranno il trentesimo anniversario de La gabbianella e il gatto di Luis Sepúlveda, il bicentenario di Carlo Collodi, riletto da Francesco Piccolo, e un omaggio a Oriana Fallaci a vent’anni dalla scomparsa.
Sono ricorrenze diverse, ma accomunate da una domanda: in che modo le opere, le idee e gli eventi del passato continuano a influenzare il nostro modo di leggere la società? BookCity prova a rispondere attraverso incontri che intrecciano memoria collettiva, biografie e trasformazioni culturali.
Giovani lettori, creator e bambini: la cultura comincia presto
Tra gli obiettivi della manifestazione c’è il coinvolgimento delle nuove generazioni, anche attraverso linguaggi e luoghi che appartengono alla loro quotidianità.
A BASE Milano torna BFF – Books Friends Forever, la due giorni gratuita curata da Antonio Prudenzano con ilLibraio.it. Il format mette in contatto le community digitali di lettori con autrici, autori e creator, creando occasioni di incontro dal vivo. Tra gli ospiti annunciati figurano Felicia Kingsley, Francesca Giannone, Megi Bulla, Tegamini, Valentina Ferraro e Cecilia Sala.
Per i più piccoli debutta invece BookCity Milano 0-6, progetto promosso con Fondazione Cariplo per avvicinare i bambini alla lettura fin dalla prima infanzia. Gli appuntamenti coinvolgeranno anche i musei e vedranno la partecipazione di Geronimo Stilton. L’idea è che il rapporto con le storie non debba cominciare quando si impara a leggere autonomamente. La voce, l’ascolto e la condivisione possono costruire fin dai primi anni un legame con i libri destinato a evolversi nel tempo.
Via Padova protagonista: il festival esce dai luoghi tradizionali
La dimensione urbana rimane uno degli elementi distintivi di BookCity. La manifestazione non si concentra esclusivamente nei grandi teatri o nelle istituzioni culturali, ma costruisce una rete di appuntamenti capace di coinvolgere quartieri, librerie indipendenti e realtà associative. Per il 2026, il focus territoriale è dedicato a Via Padova, area di Milano caratterizzata da una forte pluralità culturale e sociale. Le iniziative coinvolgeranno associazioni del territorio e comprenderanno passeggiate letterarie guidate dallo scrittore Gianni Biondillo.
Anche le librerie indipendenti avranno un ruolo centrale attraverso il format «Tutto quello che avreste sempre voluto chiedere a un autore», pensato per favorire un confronto diretto tra scrittori e pubblico. È una scelta che restituisce alla manifestazione una funzione ulteriore: non soltanto presentare novità editoriali, ma contribuire a creare relazioni tra le persone e i luoghi che abitano.
Oltre 1.300 eventi, anche negli ospedali e nelle carceri
I numeri raccontano la portata dell’iniziativa: 1.360 appuntamenti, 2.487 protagonisti, 1.164 libri e 443 sedi distribuite nei municipi milanesi. Il programma comprende anche attività negli istituti penitenziari, nelle strutture ospedaliere e nei centri di accoglienza, attraverso il progetto BookCity per il Sociale. La rete si estende inoltre alle province di Como, Cremona, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio, con Varese che entra per la prima volta nel perimetro territoriale della manifestazione.
Questa diffusione è parte integrante del progetto culturale: portare i libri fuori dai circuiti consueti significa riconoscere che l’accesso alla lettura non è soltanto una questione di offerta editoriale, ma anche di opportunità, relazioni e partecipazione.
Ritrovare il senno, una pagina alla volta
Dal viaggio fantastico di Astolfo alle sfide della contemporaneità, BookCity Milano 2026 costruisce il proprio racconto attorno a una convinzione: leggere può aiutare a recuperare il senso delle cose, soprattutto quando la realtà sembra procedere troppo velocemente per essere compresa. I grandi autori internazionali, le voci italiane, la scienza, la poesia, i fumetti e le iniziative nei quartieri compongono una mappa culturale che attraversa la città e raggiunge pubblici diversi.
Il senno, naturalmente, non si recupera con un singolo libro né in una settimana di incontri. Ma il festival offre un’occasione per rimettere al centro le domande, accettare la complessità e riconoscere nella lettura uno spazio di libertà. Dal 23 al 29 novembre, Milano proverà così a ritrovare la propria ampolla lunare: non per fuggire dalla Terra, ma per imparare a guardarla di nuovo con occhi più attenti.
