Ceuta sta vivendo la più grave emergenza migratoria degli ultimi cinque anni. Centinaia di persone hanno raggiunto l’enclave spagnola via mare o superando le recinzioni di confine, mentre il bilancio delle vittime continua a salire. Per fronteggiare la situazione, il governo di Madrid ha deciso di schierare anche l’esercito a supporto della Guardia Civil, impegnata nel controllo della frontiera con il Marocco.
Secondo fonti della Moncloa, i militari opereranno sotto il coordinamento del comando delle operazioni per rafforzare la sicurezza della città. Nelle ultime ore almeno nove migranti hanno perso la vita durante il tentativo di raggiungere Ceuta, mentre centinaia di persone sono riuscite a entrare nell’enclave e a disperdersi nelle strade.
La protesta dei residenti: “Ci sentiamo abbandonati”
La crisi ha provocato anche la reazione della popolazione locale. Decine di cittadini sono scesi in piazza denunciando una situazione ormai fuori controllo. «Ci sentiamo abbandonati e senza protezione. Migliaia di migranti sono in strada e vagano senza sapere dove andare», hanno dichiarato alcuni manifestanti.
Le autorità spagnole non hanno ancora fornito un numero ufficiale delle persone entrate nell’enclave, ma secondo la televisione pubblica Tve la colonna di migranti lungo la frontiera avrebbe ormai raggiunto i cinque chilometri. I residenti raccontano di essere preoccupati sia per la sicurezza sia per le condizioni umanitarie di molti migranti, diversi dei quali arrivano feriti dopo aver tentato la traversata a nuoto.
Cos’è Ceuta e perché è un punto strategico
Ceuta è una città autonoma spagnola situata sulla costa settentrionale del Marocco, affacciata sullo Stretto di Gibilterra. Insieme a Melilla rappresenta uno dei due territori spagnoli presenti nel continente africano e costituisce uno dei principali punti di accesso all’Unione europea per chi parte dal Nord Africa.
La sua posizione geografica la rende da anni uno dei principali obiettivi dei flussi migratori provenienti soprattutto da Marocco e Algeria. Per questo la Spagna ha realizzato un complesso sistema di sicurezza composto da alte recinzioni, barriere e altre infrastrutture di controllo lungo il confine.
Sul piano politico, Rabat continua a rivendicare la sovranità su Ceuta e Melilla, sostenendo che dovrebbero tornare sotto il controllo marocchino. Madrid respinge questa richiesta, ricordando che entrambe le enclavi appartenevano alla Corona spagnola ben prima della nascita del moderno Stato marocchino.
Perché è esplosa la crisi migratoria
L’attuale ondata migratoria è considerata la più grave dal 2021, quando le tensioni diplomatiche tra Spagna e Marocco provocarono un improvviso aumento degli arrivi.
A incidere questa volta è soprattutto una recente decisione della giustizia spagnola. La Corte Suprema ha infatti confermato il ricorso presentato da un cittadino algerino arrivato a Ceuta via mare senza superare recinzioni o altre barriere di confine. Secondo i giudici, in queste circostanze non possono essere applicate le procedure di respingimento immediato previste per chi entra superando le strutture di contenimento.
La sentenza crea un precedente che potrebbe essere richiamato da altri migranti arrivati con le stesse modalità, rendendo più difficile procedere ai rimpatri immediati.
Il peso della sentenza della Corte Suprema
Alla pressione migratoria si aggiunge un secondo pronunciamento della Corte Suprema, che ha annullato diversi articoli del Regolamento sugli stranieri approvato nel 2024.
Tra le norme cancellate figura anche quella che consentiva alle amministrazioni di rinviare l’assistenza immediata ai minori stranieri non accompagnati. La decisione impone ora obblighi più stringenti alle autorità e contribuisce a rendere ancora più complessa la gestione dell’emergenza, in una fase in cui Ceuta continua a registrare un afflusso eccezionale di migranti.

