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Tragedia Rigopiano, ora l’Inail chiede il risarcimento danni al Governo

Tragedia Rigopiano

A oltre nove anni dalla tragedia dell’Hotel Rigopiano, una nuova iniziativa legale riporta al centro dell’attenzione uno dei disastri più gravi della storia recente italiana. L’Inail ha infatti avviato le procedure per ottenere il rimborso delle somme corrisposte ai familiari degli undici lavoratori morti e all’unico dipendente rimasto ferito nel crollo del resort, travolto da una valanga il 18 gennaio 2017.

L’importo richiesto ammonta a 2,7 milioni di euro, cifra che l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha erogato negli ultimi nove anni sotto forma di prestazioni assicurative.

La richiesta rivolta a Governo ed enti pubblici

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Centro, l’Inail di Pescara ha inviato un invito formale alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell’Interno, alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Pescara e al Comune di Farindola, proponendo un possibile accordo prima dell’eventuale avvio di un’azione civile davanti al tribunale.

L’iniziativa si basa sul diritto di surroga, che consente all’Istituto di rivalersi nei confronti dei soggetti eventualmente ritenuti responsabili per recuperare quanto già corrisposto agli aventi diritto.

Una richiesta da 2,7 milioni di euro

La somma complessiva richiesta corrisponde alle prestazioni economiche liquidate dall’Inail ai familiari delle vittime e al lavoratore sopravvissuto che riportò lesioni permanenti.

«Si chiede il pagamento in via di surroga, oltre interessi legali, rivalutazione monetaria e spese per il mio intervento», ha spiegato l’avvocata Manuela De Marzo, legale dell’Istituto.

L’eventuale azione giudiziaria rappresenterebbe un nuovo capitolo nella lunga vicenda processuale e risarcitoria legata alla tragedia di Rigopiano.

Gli undici lavoratori morti nella valanga

Tra le 29 vittime del disastro vi erano undici lavoratori della struttura ricettiva: Luana Biferi, Emanuele Bonifazi, Marinella Colangeli, Cecilia Martella, Linda Salzetta, Gabriele D’Angelo, Ilaria Di Biase, Alessandro Giancaterino, Alessandro Riccetti, Faye Dame e Roberto Del Rosso, imprenditore che aveva rilevato e trasformato l’albergo in resort nel 2007.

Tra gli undici superstiti figurava anche Fabio Salzetta, manutentore dell’hotel, che riportò un’inabilità temporanea e danni permanenti riconosciuti dall’Inail.

Una tragedia che continua ad avere conseguenze giudiziarie

La valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’Hotel Rigopiano provocò la morte di 29 persone, diventando una delle più gravi tragedie legate al maltempo nella storia italiana recente.

A distanza di anni, oltre ai procedimenti penali e civili già affrontati, restano aperti diversi aspetti risarcitori. La richiesta avanzata dall’Inail rappresenta uno di questi e punta a recuperare le somme già versate, qualora venga accertata la responsabilità delle amministrazioni chiamate in causa.

L’eventuale mancato accordo tra le parti potrebbe ora aprire una nuova fase giudiziaria davanti al tribunale competente.