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Tragedia ferroviaria in Spagna, tre italiane disperse: gli audio choc prima dello schianto e i dubbi sui soccorsi

Sale l’angoscia per le connazionali di cui non si hanno notizie, mentre le registrazioni delle comunicazioni tra macchinisti e centro di controllo aprono nuovi interrogativi sulla dinamica dell’incidente. La Spagna piange decine di vittime e cresce la protesta contro il governo.

La Spagna fa i conti con una delle pagine più drammatiche della sua storia ferroviaria recente. Il bilancio provvisorio dello scontro tra due treni nei pressi di Toledo è pesantissimo: almeno 69 morti, un centinaio di feriti e 29 persone ancora disperse. Numeri che potrebbero cambiare con il proseguire delle ricerche e con l’identificazione delle vittime. Nel dramma sono coinvolti anche cittadini italiani: tre donne risultano irreperibili, mentre altri sei connazionali sono stati rintracciati e risultano vivi.

Accanto alle operazioni di soccorso, si fa sempre più urgente la necessità di chiarire che cosa sia accaduto nei minuti precedenti all’impatto. Alcune registrazioni dei colloqui tra i macchinisti e la centrale operativa, diffuse dai media spagnoli El País e Tve, stanno alimentando interrogativi sul funzionamento dei sistemi di sicurezza e sulle autorizzazioni impartite prima dello schianto. Tra le frasi finite sotto esame c’è un’indicazione precisa: «Riprenda la marcia normale».

Tre italiane ancora disperse: l’attesa delle famiglie

Il ministero degli Esteri italiano Antonio Tajani si è attivato subito dopo la notizia dell’incidente per verificare la presenza di connazionali a bordo dei convogli. Le prime informazioni parlavano di una sola cittadina coinvolta, ma gli accertamenti successivi hanno portato a tre il numero delle donne disperse, secondo quanto riferito dalle autorità spagnole e confermato dalla Farnesina. Una delle italiane di cui non si hanno notizie è originaria di Pistoia, pur vivendo stabilmente in Spagna. Sulla vicenda è intervenuto Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana, esprimendo vicinanza alla donna e ai suoi familiari e sottolineando l’angoscia di queste ore.

Gli altri sei italiani coinvolti sono stati individuati: cinque sono stati recuperati e risultano in condizioni stabili, mentre un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo. I connazionali messi in salvo provengono dalle province di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza e risultano iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.

Lo scontro tra i convogli e gli audio sotto esame

L’incidente è avvenuto lungo la linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. Un treno della compagnia statale Renfe si è scontrato con un convoglio Iryo, società alla quale partecipa anche Fs International e che si trovava fermo sui binari. L’impatto ha provocato il deragliamento di quattro vagoni, due dei quali sono precipitati lungo una scarpata. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura un possibile errore umano in un contesto caratterizzato da problemi al sistema di segnalamento e di comunicazione. La ricostruzione, ancora da verificare attraverso gli accertamenti tecnici, suggerisce che un convoglio possa aver ricevuto il via libera alla ripartenza mentre l’altro era ancora fermo sulla stessa linea.

Le registrazioni diffuse dai media spagnoli ricostruiscono una sequenza di comunicazioni particolarmente delicata. Alle 8.36, secondo quanto riportato, il treno che seguiva a circa 25 chilometri di distanza avrebbe ricevuto l’autorizzazione a procedere a velocità normale. In presenza di determinate anomalie, invece, il protocollo avrebbe previsto una marcia a vista, con velocità massima di 40 chilometri orari.

Alle 8.41, la macchinista del convoglio Iryo avrebbe segnalato difficoltà di connessione con il sistema automatico. Nonostante il problema, la comunicazione ricevuta sarebbe stata ancora quella di riprendere la marcia normale. Sette minuti più tardi, la conducente avrebbe riferito di non riuscire ad avviare il sistema LZB e di essere ancora ferma davanti al segnale d’ingresso di Urda. Dal centro di controllo sarebbe arrivata una risposta interlocutoria, senza che nelle registrazioni diffuse emerga un ordine esplicito di arresto rivolto all’altro treno.

Si tratta di elementi che dovranno essere confrontati con i dati tecnici e con le testimonianze. Le comunicazioni, da sole, non bastano a stabilire responsabilità definitive, ma potrebbero contribuire a ricostruire la catena di eventi che ha preceduto la collisione.

Sánchez: «Tutta la Spagna è in lutto». La protesta arriva a Madrid

Il dolore per le vittime si accompagna alla rabbia. Il premier Pedro Sánchez ha espresso il cordoglio del Paese, ricordando le vite spezzate e le famiglie travolte dalla tragedia.

Le dichiarazioni istituzionali non hanno però fermato le contestazioni. Nella serata di mercoledì, centinaia di persone si sono radunate davanti al ministero dei Trasporti a Madrid per chiedere le dimissioni del ministro Óscar Puente. Alla manifestazione, convocata dalla Falange spagnola della Jons e sostenuta anche da Democracia Nacional, hanno partecipato soprattutto giovani, con bandiere spagnole e simboli della Falange. La tensione è salita dopo l’accensione di bengala e gli scontri con le forze dell’ordine, intervenute per disperdere alcuni gruppi di manifestanti.

Mentre proseguono le ricerche dei dispersi, la priorità resta dare un nome alle vittime, assistere i feriti e restituire risposte alle famiglie. Solo l’inchiesta potrà stabilire se e in quale misura eventuali errori operativi o malfunzionamenti abbiano contribuito alla tragedia.