Si aggrava con il passare delle ore il bilancio del fortissimo terremoto che ha colpito la Colombia lunedì 10 agosto. Il Servicio Geológico Colombiano ha aggiornato a magnitudo 7.4 la potenza del sisma registrato alle 7.34 del mattino, ora locale, con epicentro nell’area di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó. La scossa è stata avvertita in una parte vastissima del Paese, da Cali a Bogotá, Medellín, Pereira e Manizales, provocando evacuazioni, crolli e danni alle infrastrutture.
Le notizie più preoccupanti arrivano da Cali, dove il sindaco Alejandro Eder ha riferito di almeno 20 strutture collassate e persone intrappolate sotto le macerie. Il primo cittadino ha chiesto rinforzi alle squadre specializzate di Bogotá e Medellín, mentre nella città è stato costituito un posto di comando unificato per coordinare gli interventi. Secondo quanto riferito da Blu Radio e ripreso dall’ANSA, ci sarebbero inoltre bambini intrappolati tra le macerie dell’ospedale universitario di Cali, alcune parti del quale sarebbero crollate. Quest’ultima informazione resta in attesa di ulteriori conferme ufficiali.
Almeno 20 strutture crollate a Cali
La situazione nella capitale del Valle del Cauca appare particolarmente difficile. Il sindaco Alejandro Eder ha fornito personalmente il primo bilancio dell’emergenza, parlando di una ventina di strutture collassate e della presenza di persone rimaste intrappolate.
“In questo momento abbiamo un rapporto preliminare di 20 strutture collassate con persone intrappolate“, ha dichiarato Eder, spiegando di avere chiesto ai sindaci di Bogotá e Medellín l’invio di squadre di soccorritori specializzati.
La macchina dell’emergenza è stata attivata in tutta la città. Le autorità hanno istituito un Puesto de Mando Unificado nella sede della Croce Rossa, dal quale vengono coordinate le segnalazioni provenienti dai diversi quartieri e l’impiego di vigili del fuoco, soccorritori e personale sanitario.
Alla popolazione è stato chiesto di non rientrare negli edifici nei quali siano comparse grosse crepe o altri segnali di cedimento strutturale e di raggiungere spazi aperti in attesa delle verifiche tecniche.
Paura all’ospedale universitario: segnalati bambini sotto le macerie
Particolarmente delicata è la situazione segnalata presso il policlinico universitario di Cali. Secondo Blu Radio, citata dall’ANSA, alcune porzioni della struttura sarebbero crollate durante il terremoto e tra le persone rimaste intrappolate potrebbero esserci anche dei bambini.
Le squadre di emergenza sono impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso. Al momento, tuttavia, dalle altre fonti colombiane consultate non emerge ancora una conferma ufficiale completa sul numero delle persone coinvolte né sulle loro condizioni.
Il dato certo fornito dalle autorità cittadine riguarda invece la presenza di persone intrappolate in diverse strutture crollate a Cali. È proprio per far fronte alla contemporaneità degli interventi che il sindaco Eder ha chiesto l’arrivo di ulteriori unità di ricerca e soccorso dalle altre grandi città colombiane.
Quibdó, la governatrice: “Ci sono feriti e gravi danni”
Un’altra delle situazioni più difficili viene segnalata a Quibdó, capoluogo del Chocó. La governatrice Nubia Carolina Córdoba-Curi ha confermato direttamente la presenza di feriti e danni importanti agli edifici.
“Abbiamo appena vissuto un grave evento sismico nel dipartimento del Chocó. Ci preoccupano le repliche“, ha dichiarato la governatrice. Nonostante l’epicentro sia stato individuato a San José del Palmar, ha spiegato Córdoba-Curi, a Quibdó vengono segnalati “feriti e gravi danni agli edifici”.
Le prime immagini provenienti dalla città mostrano pareti crollate, edifici lesionati e macerie finite sulle strade. Secondo Noticias Caracol, almeno un edificio sarebbe collassato e una persona sarebbe rimasta intrappolata sotto le macerie di un’abitazione. I soccorritori stanno cercando di raggiungere tutti i punti dai quali sono arrivate richieste di aiuto.
Le autorità locali hanno invitato gli abitanti a limitare gli spostamenti e a prestare particolare attenzione alle repliche, che potrebbero provocare ulteriori cedimenti nelle strutture già danneggiate dalla scossa principale.
San José del Palmar, nessun morto ma abitazioni gravemente danneggiate
Paradossalmente, dal comune individuato come epicentro del terremoto arrivano per il momento notizie meno drammatiche sul fronte delle vittime. Il sindaco di San José del Palmar, León Fabio Marín, ha riferito a Caracol Radio che nel municipio non risultano al momento né morti né feriti.
“È stato troppo forte e lungo. Ci sono molti danni materiali, abitazioni lesionate, ma grazie a Dio non ci sono state perdite di vite umane o feriti“, ha raccontato il sindaco.
La situazione resta comunque molto difficile sul piano materiale. San José del Palmar dispone di risorse limitate e il sindaco ha lanciato una richiesta di aiuto al governo nazionale per affrontare l’emergenza e verificare la stabilità delle abitazioni.
L’assenza di vittime nel municipio dell’epicentro non significa inoltre che il bilancio complessivo possa considerarsi stabilizzato. Il terremoto ha interessato un’area enorme e molte delle verifiche nei centri più piccoli e nelle zone rurali del Chocó sono ancora in corso.
Il sisma più forte avvertito nel Paese nell’ultimo decennio
Secondo il direttore generale del Servicio Geológico Colombiano, Julio Fierro Morales, quello del 10 agosto è stato il terremoto più forte avvertito in Colombia nell’ultimo decennio.
Il dato della magnitudo è stato rivisto nelle ore successive alla scossa. Il primo bollettino aveva indicato una magnitudo inferiore, ma le successive elaborazioni hanno portato il Servicio Geológico Colombiano a fissare l’evento a 7.4.
Anche la profondità è stata oggetto di successivi affinamenti, con valori compresi nei diversi aggiornamenti tra circa 82 e 96 chilometri. Si tratta quindi di un terremoto relativamente profondo, caratteristica che ha favorito la propagazione delle onde sismiche su una porzione molto ampia del territorio colombiano.
Il movimento è stato percepito distintamente a Bogotá, Cali, Medellín, Manizales, Pereira e in numerose altre città, facendo scattare evacuazioni precauzionali di uffici, abitazioni, centri commerciali ed edifici pubblici.
Le repliche dopo la scossa principale
Dopo il terremoto principale sono state registrate anche diverse repliche. Una delle più significative è stata localizzata nell’area di Nóvita, sempre nel Chocó, con una magnitudo intorno a 4.6-4.8.
È proprio la possibilità di nuove scosse a preoccupare maggiormente le autorità nelle città dove gli edifici hanno già subito lesioni. La governatrice del Chocó ha richiamato esplicitamente l’attenzione su questo rischio, mentre gli organismi di emergenza stanno invitando la popolazione a non avvicinarsi alle strutture visibilmente danneggiate.
In presenza di edifici già compromessi, infatti, anche una replica di intensità molto inferiore rispetto al terremoto principale può provocare nuovi cedimenti.
Danni negli aeroporti, voli sospesi in sei città
Il terremoto ha avuto conseguenze pesanti anche sul sistema dei trasporti. L’Aeronáutica Civil colombiana ha comunicato di aver rilevato danni in diversi aeroporti e di avere disposto verifiche strutturali prima della ripresa delle operazioni.
Secondo il primo rapporto, sono interessati gli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura. Le operazioni sono state sospese per ragioni di sicurezza in attesa delle ispezioni.
Particolarmente significativi i danni segnalati all’aeroporto internazionale Matecaña di Pereira, dove le immagini diffuse dai media colombiani mostrano parti della struttura lesionate e passeggeri evacuati dalla terminal.
La sospensione dei collegamenti aerei rischia inoltre di complicare la macchina dei soccorsi, soprattutto nelle aree occidentali della Colombia dove la conformazione del territorio rende più difficili gli spostamenti via terra.
Danni anche a Pereira e Manizales
Le conseguenze del terremoto non sono circoscritte a Chocó e Cali. Segnalazioni di danni importanti sono arrivate anche dall’Eje Cafetero, in particolare da Pereira e Manizales.
A Manizales sono state documentate lesioni anche alla cattedrale, mentre in altre zone della città sono in corso verifiche sulle strutture. A Pereira il sisma ha provocato danni sia agli edifici sia alle infrastrutture aeroportuali.
Il presidente colombiano ha convocato il Comitato nazionale per la gestione dei disastri, concentrando inizialmente l’attenzione proprio su San José del Palmar e sull’Eje Cafetero, indicati tra i territori con le maggiori conseguenze strutturali.
Escluso il rischio tsunami
Nonostante la forza del terremoto e la posizione del Chocó sul versante pacifico della Colombia, le autorità marittime hanno escluso una minaccia tsunami per le coste colombiane.
La Dirección General Marítima ha valutato i parametri del terremoto e non ha rilevato le condizioni necessarie per l’emissione di un’allerta tsunami. L’attenzione resta quindi concentrata sulle conseguenze terrestri del sisma, sulle strutture danneggiate e soprattutto sulla ricerca delle persone rimaste intrappolate.
Il bilancio è destinato a cambiare rapidamente. A diverse ore dalla scossa, Cali e Quibdó rappresentano i due fronti più preoccupanti dell’emergenza, mentre squadre tecniche e organismi di soccorso stanno ancora raggiungendo numerose località per stabilire l’effettiva estensione dei danni.

