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Strage di Crans Montana, nuova grana per Jessica Moretti: Zurich boccia la richiesta di indennità

Nuovo fronte nella vicenda giudiziaria legata alla strage di Capodanno al Le Constellation di Crans Montana. Al centro, questa volta, c’è la richiesta di un’indennità per infortunio sul lavoro presentata da Jessica Moretti, proprietaria del locale insieme al marito Jacques e tra gli imputati nell’inchiesta sul rogo che ha provocato 41 morti e 115 feriti. Secondo fonti vicine a Zurich, interpellate da Adnkronos, l’istanza presentata dalla donna sarebbe priva di fondamento. Una posizione netta che potrebbe aprire un nuovo capitolo nella già complessa vicenda: la compagnia assicurativa, infatti, starebbe valutando iniziative legali per tutelare i propri interessi.

L’assicurazione Zurich ritiene che la richiesta di indennità per infortunio presentata da Jessica Moretti, co-proprietaria del Constellation di Crans-Montana, il locale della strage di Capodanno 2026, sia priva di fondamento. La Moretti aveva presentato domanda di rimborso tentando di sfruttare una norma della legge svizzera che consente di ottenere una compensazione economica per la perdita di guadagno determinata da danni alla salute.

La richiesta dopo la tragedia

La domanda di Jessica Moretti riguarda un’indennità giornaliera collegata a un infortunio sul lavoro e sarebbe stata avanzata proprio in relazione alle conseguenze del devastante incendio scoppiato nel locale durante la notte di San Silvestro. La proprietaria, insieme al marito Jacques, è coinvolta nel procedimento giudiziario sulla tragedia. Per Zurich, però, i presupposti della richiesta non sarebbero sufficienti a giustificarne l’accoglimento. Da qui l’ipotesi di un’azione a tutela della compagnia.

La notte che sconvolse Crans Montana

Era la notte di Capodanno quando il Le Constellation si trasformò in una trappola di fuoco e fumo. Nel locale erano presenti circa 200 persone. Le fiamme, secondo la ricostruzione finora emersa, sarebbero partite da una candela pirotecnica fissata a una bottiglia di champagne e avrebbero raggiunto rapidamente il soffitto.

Nel caos, l’unica uscita di emergenza non sarebbe stata sufficiente a consentire un’evacuazione ordinata. Per cercare una via di fuga, diverse persone avrebbero infranto una vetrata, tentando di sottrarsi alla calca e al fumo. Il bilancio fu drammatico: 41 persone persero la vita e 115 rimasero ferite. Tra le vittime anche sei ragazzi italiani, tutti giovanissimi: Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, di età compresa tra i 15 e i 17 anni.

Sedici imputati, i gestori respingono le accuse

Nel procedimento sono coinvolte sedici persone. Tra queste ci sono Jacques e Jessica Moretti, chiamati a rispondere, secondo le accuse, di reati che comprendono l’omicidio colposo e l’incendio per negligenza. I due hanno sempre respinto gli addebiti. Durante le udienze hanno sostenuto di non essere consapevoli della pericolosità delle candele utilizzate quella sera, affermando di averle ritenute conformi alle regole e autorizzate dai vigili del fuoco.

Un caso che continua a far discutere

La posizione dei coniugi Moretti è tornata recentemente sotto i riflettori anche per una vicenda distinta dalla strage. Alla fine di agosto, Jacques Moretti è stato arrestato in relazione a una presunta aggressione domestica ai danni della moglie. Ora, con la contestata richiesta di indennità e la possibile reazione di Zurich, la vicenda di Crans Montana si arricchisce di un ulteriore capitolo, mentre sullo sfondo resta il procedimento per fare luce sulle responsabilità della tragedia.