È stata una delle notti più drammatiche degli ultimi mesi per l’Ucraina. Un massiccio attacco condotto dalla Russia con missili e droni ha colpito Kiev e diverse altre regioni del Paese, provocando almeno venti vittime e decine di feriti. Il bilancio, secondo le autorità ucraine, è destinato ad aggravarsi mentre proseguono le operazioni di ricerca tra le macerie.
L’offensiva è iniziata nella serata di martedì e si è protratta per circa undici ore. Le sirene antiaeree hanno risuonato in numerose città, mentre nella capitale le esplosioni si sono susseguite per tutta la notte, provocando incendi, crolli e gravi danni a edifici residenziali e strutture pubbliche.
Tra gli obiettivi colpiti figurano diversi palazzi e l’area antistante un pronto soccorso, dove si registrano anche feriti tra il personale sanitario. Le immagini diffuse nelle prime ore del mattino mostrano interi edifici sventrati e squadre di soccorso impegnate a scavare tra le macerie alla ricerca di eventuali superstiti.
Secondo il sindaco di Kiev, gli oltre ottanta feriti rappresentano uno dei bilanci più pesanti dall’inizio della guerra per la capitale ucraina. Decine di persone sono state ricoverate negli ospedali cittadini, mentre i vigili del fuoco continuano a domare gli incendi divampati in diversi quartieri.
«Continuano le operazioni di ricerca e salvataggio nei luoghi colpiti dall’attacco russo», hanno fatto sapere i servizi di emergenza ucraini. Anche il capo dell’amministrazione militare della capitale, Tymur Tkachenko, ha confermato che «gli impatti diretti sugli edifici residenziali sono stati molto significativi» e che dalle macerie vengono ancora recuperati i corpi delle vittime.
L’attacco era stato preceduto dall’allarme lanciato dal presidente ucrainoVolodymyr Zelensky, che aveva avvertito di informazioni d’intelligence su un’offensiva russa di vasta portata. Molti residenti hanno raggiunto i rifugi antiaerei prima dell’inizio dei bombardamenti, ma questo non è bastato a evitare un pesante tributo di vite umane.
Il ministro degli Esteri ucraino,Andriy Sybiha, ha chiesto una risposta più incisiva della comunità internazionale. «Non bastano le condanne: servono azioni concrete per fermare il terrorismo russo», ha dichiarato, sottolineando che il numero delle vittime potrebbe aumentare con il proseguimento dei soccorsi.
Da Mosca è arrivata la conferma dell’operazione militare. Il ministero della Difesa russo ha spiegato che le forze armate hanno effettuato un «attacco massiccio con armi di precisione a lungo raggio e droni», sostenendo di aver preso di mira esclusivamente infrastrutture militari ed energetiche nelle regioni di Kiev, Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy e Chernihiv.

