Il presidente della Repubblica interviene sulle violenze dei giorni scorsi e richiama l’attenzione sul ruolo delle istituzioni locali. All’Assemblea nazionale delle Province d’Italia, a Imperia, il capo dello Stato chiede di superare l’incertezza sul futuro delle Province: «Occorre far uscire questa istituzione dal limbo». Appello anche per la sicurezza delle scuole e la lotta allo spopolamento dei territori.
La tutela della sicurezza dei cittadini, la solidarietà alle Forze dell’ordine e la necessità di restituire alle Province un ruolo definito nel sistema istituzionale italiano. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia inaugurale della 39ª Assemblea nazionale delle Province d’Italia, svoltasi a Imperia.
Il capo dello Stato ha condannato con fermezza gli episodi di violenza verificatisi nei giorni precedenti, sottolineando l’importanza di garantire la sicurezza anche nei centri più piccoli e nelle comunità lontane dalle grandi città. «È un servizio che passa dalla garanzia di sicurezza dei nostri comuni e dei nostri borghi dove ogni violenza è inaccettabile: alle forze dell’ordine va la piena solidarietà», ha dichiarato Mattarella.
Mattarella sulle violenze: «Occorre un’analisi intelligente e approfondita»
Nel suo intervento, il presidente ha evidenziato la necessità di comprendere la natura degli episodi violenti e di predisporre strumenti adeguati per prevenirli e contrastarli. Un compito che richiede attenzione e capacità di analisi, anche di fronte a fenomeni e protagonisti non immediatamente riconducibili a schemi già conosciuti. «Occorre un’analisi intelligente e approfondita», ha affermato, invocando anche «un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze» che possono provenire da «soggetti inediti».
Il quadro, ha osservato il capo dello Stato, pone «interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili». Un richiamo che accompagna la solidarietà alle Forze dell’ordine e l’esigenza di tutelare le comunità locali, garantendo condizioni di sicurezza in tutto il Paese.
Il futuro delle Province e la necessità di superare l’incertezza
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione delle Province italiane, istituzioni che negli ultimi anni hanno attraversato una fase di profonda trasformazione senza che il percorso di riforma arrivasse a una conclusione definitiva. Mattarella ha ricordato come, nell’ultimo decennio, questi enti abbiano vissuto una stagione complessa: dopo l’avvio di un progetto orientato a un nuovo modello organizzativo, il processo è stato interrotto, lasciando aperte questioni importanti sulle funzioni e sulle responsabilità delle amministrazioni provinciali. Il presidente è stato netto nel descrivere le conseguenze di questa situazione: «Il legislatore ha lasciato le Province nel guado».
Un’incertezza che, secondo il capo dello Stato, non può proseguire indefinitamente. La mancanza di un assetto chiaro rischia infatti di incidere sulla capacità degli enti di rispondere alle esigenze dei cittadini e dei territori. «A lungo la provincia è stata una dimensione di riferimento. Il vuoto prodotto rischia di assumere un rilievo sempre crescente incidendo sugli stessi diritti dei cittadini: occorre mettere fine alla transizione incompiuta, occorre far uscire questa istituzione dal limbo. Questo tema non può più essere rimandato o accantonato», ha ribadito Mattarella.
Dallo Stato unitario alla Costituzione: la storia dell’autonomia provinciale
Nel ricostruire il ruolo delle Province, il presidente della Repubblica ha richiamato le origini storiche di queste istituzioni e l’evoluzione del principio di autonomia territoriale. «Le Provincie italiane hanno una lunga storia che risale nella sostanza alla formazione dello Stato unitario. Una storia non lineare tra relativa autonomia e centralismo dello Stato con piena verticalizzazione del potere. Con la Repubblica avviene il rilancio del principio di autonomia degli enti territoriali, come garanzia di libertà, democrazia e pluralità di un nuovo modello sociale», ha spiegato. Il percorso, ha ricordato Mattarella, si è sviluppato attraverso passaggi significativi, tra cui il riordino del sistema degli enti locali del 1990 e la riforma costituzionale del 2001, che ha rafforzato il principio autonomistico.
«Le autonomie locali accrescono il loro ruolo attraverso alcune tappe. Il coordinamento del 1990 con una più ampia aderenza allo spirito della Costituzione. La riforma costituzionale del 2001, che ha rafforzato il principio di autonomia con la formula inequivoca che ben conosciamo», ha aggiunto.
Servizi ai cittadini, aree interne e piccoli Comuni
La questione delle Province, ha sottolineato il capo dello Stato, non riguarda soltanto l’organizzazione amministrativa, ma anche la qualità dei servizi offerti alla popolazione. Questi enti possono svolgere una funzione importante di raccordo tra i capoluoghi, i Comuni di dimensioni medie e piccole e le aree interne o montane, spesso più distanti dalle principali infrastrutture di trasporto.
Mattarella ha richiamato in particolare le necessità dei territori che dispongono di meno risorse e che hanno bisogno di sostegno e coordinamento per garantire lo svolgimento delle proprie funzioni. La definizione di un quadro istituzionale stabile diventa quindi, nella prospettiva del presidente, una condizione per evitare che le difficoltà organizzative si traducano in una riduzione dei servizi e delle opportunità per i cittadini.
Nel suo intervento a Imperia, Mattarella ha inoltre ricordato il significato storico dell’Unione delle Province d’Italia, soppressa durante la dittatura fascista e ricostituita a Firenze nel 1946. «Qui a Imperia finisce l’Italia», è stato detto durante l’incontro. Il presidente ha voluto rovesciare questa immagine: «Vorrei completare l’immagine: qui comincia l’Italia». Ha quindi ricordato che l’Upi è rinata nel dopoguerra ed è espressione di un’istituzione contemplata dalla Costituzione.
Scuole sicure e lotta allo spopolamento: una sfida nazionale
Tra le priorità indicate da Mattarella figurano anche l’edilizia scolastica e la salvaguardia delle comunità locali. Gli interventi per rendere gli edifici scolastici più moderni, accoglienti e sicuri, ha osservato, dovranno continuare anche dopo la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
Il presidente ha richiamato inoltre l’attenzione sul progressivo spopolamento di numerosi territori, sulla partenza dei giovani e sul rischio di abbandono dei borghi, fenomeni che richiedono una risposta coordinata da parte delle istituzioni.
«Siamo naturalmente ben consapevoli che» il piano per «ammodernare le nostre scuole e renderle sempre più accoglienti e sicure dovrà proseguire» oltre il Pnrr, ha affermato. E ha aggiunto che «contrastare lo spopolamento, ridurre la migrazione forzata dai giovani, valorizzare borghi e territori che rischiano l’abbandono è una grande missione nazionale a cui le istituzioni, nel loro insieme, devono dedicarsi, affermando il comune impegno a servizio ai cittadini».
Dalla sicurezza pubblica alla riorganizzazione delle autonomie locali, fino alla tutela delle scuole e delle aree più fragili, il messaggio di Mattarella richiama dunque la responsabilità condivisa delle istituzioni. L’obiettivo è garantire servizi, diritti e opportunità in tutto il territorio nazionale, senza lasciare indietro le comunità più periferiche.
