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Mattarella concede tre grazie: c’è anche Guido Gianni, il gioielliere che uccise due rapinatori

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di grazia individuale. Tra i beneficiari c’è anche Guido Gianni, il gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori durante un tentativo di rapina nella sua attività, nel 2008.

Il provvedimento non cancella la condanna, ma riduce la pena ancora da scontare. Per Gianni si tratta di una grazia parziale, che estingue tre anni e due mesi di reclusione. La decisione è stata assunta dal Capo dello Stato sulla base dell’articolo 87, comma 11, della Costituzione, dopo l’istruttoria prevista dalla legge e il parere favorevole del ministro della Giustizia.

Chi è Guido Gianni

Nato nel 1960, Guido Gianni era stato condannato per duplice omicidio e tentato omicidio, reati commessi nel corso della rapina avvenuta nel 2008 all’interno della sua gioielleria. La pena complessiva era stata fissata in 12 anni e 4 mesi di reclusione. Prima della decisione di Mattarella, Gianni aveva già scontato cinque anni e tre mesi. La grazia concessa dal presidente della Repubblica elimina altri tre anni e due mesi della pena. Di conseguenza, il periodo di detenzione ancora da scontare scende sotto i quattro anni.

Un dato che potrebbe avere conseguenze concrete anche sul regime di esecuzione della pena: rientrando nel limite previsto dalla legge, Gianni potrà eventualmente chiedere al Tribunale di sorveglianza l’affidamento in prova ai servizi sociali. La decisione sull’eventuale misura alternativa spetterà comunque al Tribunale.

Gli altri due provvedimenti

Gli altri due decreti firmati da Mattarella riguardano persone indicate dal Quirinale con le sole iniziali. Il primo riguarda A. A., nato nel 1972 e condannato a sette anni di carcere per reati legati agli stupefacenti e per altri delitti. In questo caso la grazia riguarda l’intera pena residua, pari a cinque anni, cinque mesi e dieci giorni. Nella decisione sono state considerate sia le valutazioni favorevoli delle autorità giudiziarie competenti sia le gravissime e irreversibili condizioni di salute del condannato, per le quali era già stato disposto il differimento dell’esecuzione della pena.

Il terzo decreto riguarda invece G. B., nato nel 1981 e condannato a dieci anni di reclusione per reati in materia di stupefacenti commessi tra il 2002 e il 2009. Anche in questo caso si tratta di una grazia parziale: Mattarella ha disposto l’estinzione di un anno e nove mesi della pena ancora da scontare.

Il percorso di reinserimento

Nel caso di G. B., il Quirinale ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza e del percorso intrapreso dal condannato. Secondo quanto riportato nella motivazione, G. B. avrebbe avviato e consolidato un processo di reinserimento sociale, lavorativo e familiare. Tra gli elementi considerati anche le condizioni di salute della figlia minorenne.

Anche per lui, la riduzione della pena porta il residuo entro il limite che consente di valutare l’eventuale affidamento in prova ai servizi sociali.

Che cos’è la grazia del presidente della Repubblica

La grazia è un provvedimento di clemenza individuale previsto dalla Costituzione e rientra tra le prerogative del presidente della Repubblica. Può riguardare, come in questi casi, la pena ancora da espiare, senza mettere in discussione l’esistenza della condanna. Nel caso di grazia parziale, una parte della pena viene estinta, mentre il restante periodo continua a essere sottoposto alle regole ordinarie dell’esecuzione penale. I tre provvedimenti firmati da Mattarella intervengono dunque su situazioni molto diverse: nel caso di Guido Gianni, sulla pena conseguente ai fatti avvenuti durante una rapina; negli altri due casi, rispettivamente sulle condizioni di salute del condannato e sul suo percorso di reinserimento.