La storia del gioielliere Mario Roggero ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media, diventando uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi anni. La vicenda ha acceso un ampio dibattito sul tema della legittima difesa e sui suoi limiti. Nel corso del tempo, i diversi sviluppi processuali hanno continuato a mantenere alta l’attenzione sul caso, suscitando opinioni contrastanti. Oggi la Corte di Cassazione ha confermato la condanna.
L’attesa per una sentenza annunciata
Mario Roggero, gioielliere 72enne di Gallo di Grinzane, in provincia di Cuneo, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, e ferito un terzo, Alessandro Modica. Il 28 aprile 2021 il commerciante è stato vittima di una rapina nella sua gioielleria. Come documentato dalle telecamere di sorveglianza, al momento dell’assalto erano presenti anche la moglie e la figlia. Roggero ha infatti sempre sostenuto di aver agito per proteggere la propria famiglia, invocando la legittima difesa.
Una ricostruzione che, però, è stata sempre contestata dai giudici, secondo cui l’aggressione era ormai terminata e i rapinatori si trovavano già all’esterno del negozio al momento degli spari. Il 4 dicembre 2023 la Corte d’Assise di Asti lo ha condannato a 17 anni di reclusione, riconoscendo alcune attenuanti ma escludendo la legittima difesa. Il 3 dicembre 2025 la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la responsabilità penale di Roggero, riducendo però la pena a 14 anni e 9 mesi. Oggi, con la decisione della Corte di Cassazione, la condanna è diventata definitiva, confermando che nel caso specifico non ricorrevano i presupposti per il riconoscimento della legittima difesa.
La rapina
Non era la prima volta che il gioielliere di Cuneo si trovava ad affrontare una situazione simile: già nel 2015 era stato vittima di una rapina nella sua attività. Quella del 2021, però, avrebbe segnato una svolta decisiva nella sua vita, risultando fatale. Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza emerge che, durante l’assalto, i malviventi avevano il volto coperto e impugnavano un coltello e una pistola, che successivamente si sarebbe rivelata essere un’arma giocattolo. Dopo aver svuotato la cassaforte, i rapinatori sarebbero usciti dalla gioielleria dirigendosi verso l’auto parcheggiata. A quel punto Roggero li avrebbe inseguiti all’esterno e, con il suo revolver, avrebbe sparato tutti i colpi che aveva. Alessandro Modica viene colpito a una gamba, ma riesce a scendere dalla vettura e a fuggire. A perdere la vita sono Giuseppe Mazzarino, raggiunto dai colpi, e Andrea Spinelli. Dopo l’accaduto, Roggero rientra nella gioielleria e chiama il 112.
Il sostegno per Mario Roggero
È da diverso tempo che il 72enne attraverso i suoi canali social racconta la sua storia, chiedendo comprensione e sostegno, sottolineando ancora una volta come abbia agito solamente per difendere sé stesso e la sua famiglia. Oggi le porte del carcere si sono aperte per l’uomo, e la cifra da restituire alle famiglie delle vittime è ingente. La vicenda continua a dividere l’opinione pubblica: da una parte c’è chi ritiene corretta la decisione dei giudici, dall’altra chi considera quanto accaduto un’ingiustizia e si è schierato in difesa del gioielliere. Tra i sostenitori di Roggero anche alcuni personaggi pubblici, come Mario Giordano, che in passato avevano espresso vicinanza alla sua situazione.
Dopo la conferma della condanna, anche Matteo Salvini ha manifestato il proprio sostegno, arrivando a chiedere la concessione della grazia per il gioielliere. ‘’Io sto, in tanti siamo con Mario Roggero. Marito, padre, nonno, lavoratore per una vita che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione, a un furto, a una rapina, nel suo negozio, nel negozio di famiglia da una vita, con la moglie e con la figlia. Ecco, secondo la giustizia italiana ha esagerato. […] Non entro nel merito della sentenza, ritengo ingiusta questa condanna, e spero insieme a tantissimi di voi di far arrivare la voce ovunque per chiedere grazia per Roggero. Una grazia per un lavoratore onesto, tranquillo. perbene, per un marito, per un padre, per un nonno che a 72 anni non merita sicuramente il carcere.’’ Queste le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

