Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inaugurato ad Amatrice il nuovo anno scolastico 2026/2027. Una presenza dal significato ancora più profondo per l’intera comunità, a dieci anni dal drammatico terremoto che ha colpito il territorio. Un ritorno a scuola e un nuovo sguardo al futuro, proprio in uno dei luoghi simbolo della ricostruzione, per ricordare le ferite del passato e guardare avanti. Un intervento, quello del presidente, per promuovere una scuola più inclusiva e aperta all’altro, che non si lasci guidare dalla paura del progresso, ma sappia sfruttare con consapevolezza e intelligenza le nuove tecnologie, in una società in continua e rapida trasformazione.
Il presidente Mattarella ad Amatrice per guardare al futuro attraverso l’istruzione
A dieci anni dal drammatico terremoto che, il 24 agosto 2016, colpì Amatrice provocando numerose vittime, feriti e sfollati, la città guarda avanti in modo propositivo verso il futuro, accogliendo la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un incontro volto ad inaugurare il nuovo anno scolastico 2026/2027 presso l’Istituto omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, con i collaboratori, i tanti giovani e le famiglie, per ripartire da uno dei luoghi più importanti per la comunità: la scuola. Il presidente ha deposto una corona d’alloro in memoria delle vittime del terremoto. Ad affiancare la sua presenza anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e Giorgio Cortellesi, sindaco di Amatrice.
I temi affrontati da Mattarella sono stati molteplici ed importanti, dalla scuola come luogo per guardare al futuro, alla cura verso i giovani al fine di arginare qualsiasi tipo di violenza di genere, considerando anche gli ultimi episodi di cronaca che li hanno visti protagonisti. Dall’istruzione, accompagnata dalle tante forme di inclusione e apertura verso il prossimo, all’intelligenza artificiale come nuovo strumento da utilizzare con razionalità. In merito a quest’ultima tematica, il presidente ha invitato i giovani a non avere paura del progresso, in un mondo in continua e rapida trasformazione, ma ad imparare ad utilizzare con consapevolezza e intelligenza i nuovi strumenti. Una tecnologia da conoscere e sfruttare nelle sue potenzialità, senza però dimenticare il valore insostituibile della componente umana, e del ruolo degli insegnanti.
Un totem multimediale per accrescere la consapevolezza tra i giovani
Nel corso della cerimonia è stato mostrato al presidente Mattarella il primo totem multimediale della Polizia rivolto agli studenti, nato con l’obiettivo di avvicinare i più giovani alle principali questioni legate alla sicurezza. Grazie a un sistema touchscreen, e alla possibilità di interagire con avatar che rappresentano gli agenti di Polizia, i ragazzi potranno muoversi all’interno di diverse aree tematiche dedicate alla sicurezza digitale e stradale, al bullismo e al cyberbullismo, con particolare attenzione alla prevenzione della violenza di genere, supportata da materiali informativi, quiz e prove interattive. Un progetto che parte dalla consapevolezza del passato per rivolgersi al futuro, promuovendo tra i giovani una maggiore conoscenza dei rischi e una più attenta consapevolezza.
Un’iniziativa apprezzata dal presidente Mattarella, ed anche valorizzata dal suo intervento sulle varie forme di violenza che si presentano sempre più di frequente tra i giovani. ‘’[…] La violenza si manifesta in molte forme: prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. […] Commesse, talvolta, queste violenze, da parte dei ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli, in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi all’indispensabile alleanza con gli insegnanti. Ci sono violenze più subdole che richiedono antenne sensibili: il bullismo che infierisce sul più debole, la diversità e la debolezza che diventano causa di umiliazione, il disinteresse di chi volta le spalle davanti ad atti di viltà travestiti da bravate.’’
La scuola come luogo di incontro, inclusione e crescita
Per il presidente Mattarella la scuola è anche un luogo di interazione, una realtà che non rappresenta soltanto formazione e conoscenza, ma anche aggregazione, confronto e crescita. Proprio tra i banchi di scuola si costruiscono le basi per il futuro, attraverso l’incontro con gli altri e la possibilità di coltivare idee, sogni e nuove prospettive. Un messaggio di fiducia e di ripartenza, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a guardare al domani senza dimenticare le proprie radici. ‘’[…] La scuola è la leva più importante, più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi, per i giovani nati in Italia figli di immigrati. La scuola prepara tutti, è aperta a tutti, così dispone l’articolo 34 della Costituzione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e non a lacerare, superando i muri della diffidenza e delle incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale’’.
Queste sono alcune delle parole pronunciate dal presidente Mattarella ad Amatrice rivolte ai presenti. Un discorso incentrato sull’inclusione e sull’importanza di costruire una comunità capace di accogliere, creare legami e non lasciare indietro nessuno. Un tema importante che si inserisce nel dibattito attuale sulla scuola e sull’integrazione, anche alla luce delle recenti dichiarazioni della premier Giorgia Meloni. Qualche giorno fa, dal palco di Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, Meloni ha annunciato l’arrivo in Consiglio dei Ministri di un provvedimento che, secondo quanto dichiarato, dovrebbe introdurre un numero massimo di studenti stranieri per classe, l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico di imparare l’italiano, e il divieto di burqa e niqab a scuola.
