A Pulp Podcast il fondatore del M5S ha detto di non avere la capacità di organizzare una nuova formazione. Pochi giorni dopo, a Roma, ha incontrato Andrea Stroppa e alcuni ex parlamentari cinque stelle. Tra intelligenza artificiale, battaglia per il simbolo e indiscrezioni su Elon Musk, il ritorno politico è possibile. Un partito finanziato dal miliardario, però, non è una notizia confermata.
«Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà». Il 21 settembre, ospite di Pulp Podcast, Beppe Grillo ha risposto così alla domanda se avrebbe fondato un nuovo partito. Ha aggiunto di poter fornire idee e stimoli. Otto giorni dopo, a Roma, ha incontrato Andrea Stroppa, referente italiano delle aziende di Elon Musk, mentre attorno a lui tornavano a comparire ex esponenti del Movimento 5 Stelle. È nello spazio tra quelle parole e quegli incontri che si colloca la domanda politica: Grillo sta preparando una nuova forza, o sta cercando un modo per tornare a contare senza guidarne una? Pulp Podcast, episodio del 21 settembre; Il Fatto Quotidiano, 29 settembre
Le due possibilità non sono necessariamente in contraddizione. Grillo non è mai stato il dirigente che costruisce sezioni, seleziona candidati e tiene insieme ogni giorno un’organizzazione. La sua forza è stata dare un nome a un malcontento, trasformarlo in linguaggio politico e attirare persone pronte a organizzarsi attorno a quell’intuizione. È accaduto con il Movimento fondato insieme a Gianroberto Casaleggio. Che possa accadere di nuovo, in un Paese e in una rete profondamente cambiati, resta invece tutto da dimostrare.
Dal divano di Pulp alla rottura con Conte
L’intervista con Fedez e Mr. Marra non è stata l’annuncio di una candidatura. È stata, piuttosto, la riapparizione pubblica di un fondatore che non accetta la versione della propria uscita dal M5S. Grillo ha detto di essere stato estromesso e ha definito il Movimento di oggi «un partito normale». Ha attaccato Giuseppe Conte con soprannomi e battute, ma dietro lo spettacolo c’è un’accusa precisa: secondo lui, la forza nata per cambiare la politica avrebbe finito per assomigliare ai partiti che contestava. ANSA, 21 settembre
È una critica che parla ancora a una parte della vecchia base cinque stelle. Il limite dei mandati, il rifiuto delle appartenenze tradizionali e l’idea di una partecipazione diretta erano segni distintivi del Movimento delle origini. Conte ha scelto un’altra strada: una struttura più riconoscibile, un’identità progressista e una collocazione nelle trattative per l’alleanza con il centrosinistra. Per Grillo questa evoluzione è la perdita dello «spirito» originario; per chi sostiene Conte è il passaggio necessario perché il M5S possa incidere stabilmente nella politica nazionale.
C’è però un punto che Grillo non può cancellare dal proprio racconto. La trasformazione del Movimento è avvenuta anche mentre lui ne era il fondatore e il garante. Le scelte di governo, le alleanze successive e il sostegno all’esecutivo Draghi non sono state vicende consumate tutte dopo la sua uscita. Conte glielo ha ricordato pubblicamente quando Grillo ha accusato i cinque stelle di essere stati cambiati dal potere. La nostalgia per il Movimento delle origini può essere un messaggio efficace; da sola non spiega quale alternativa praticabile Grillo proponga oggi. la Repubblica, 30 luglio 2026
Anche la scelta di Pulp Podcast racconta qualcosa del possibile ritorno. Grillo non ha convocato una conferenza stampa né un’assemblea di ex militanti: è andato in un luogo capace di parlare a un pubblico che non segue quotidianamente i partiti. È un terreno che conosce bene. Prima il blog, poi i comizi e i video permisero al primo M5S di aggirare i canali consueti della politica. Un podcast può riaprire una conversazione e misurarne l’attenzione. Non può, da solo, trasformare quell’attenzione in iscritti, candidati e voti.
Il pranzo con Stroppa: che cosa sappiamo
Il 29 settembre Grillo ha incontrato Andrea Stroppa all’hotel Forum di Roma, secondo le ricostruzioni del Fatto Quotidiano e di Repubblica. Stroppa è una figura vicina a Musk e rappresenta in Italia gli interessi delle sue aziende. Nello stesso contesto sono stati segnalati incontri con ex parlamentari del M5S. Il Fatto cita Elio Lannutti e Marco Bella: il primo non ha escluso un nuovo movimento, il secondo ha detto che un partito avrebbe senso se fosse in grado di offrire qualcosa agli italiani. Sono aperture, non adesioni a una formazione già costituita. Il Fatto Quotidiano; la Repubblica
Secondo il Fatto, nelle settimane precedenti Nina Monti, assistente di Grillo, avrebbe contattato alcuni ex cinque stelle per sondarne la disponibilità a partecipare a un eventuale progetto rivolto ai giovani e incentrato sull’intelligenza artificiale. Repubblica riferisce che si starebbe valutando anche la forma di un’associazione, anziché quella di un partito. Questa distinzione conta: un’associazione può organizzare iniziative, produrre proposte e riunire persone senza presentare liste alle elezioni. Una forza politica deve invece assumersi l’onere di un programma, una guida e una struttura territoriale.
Grillo, durante la permanenza romana, ha partecipato anche a un ricevimento per la nuova ambasciatrice cinese, dove era presente Massimo D’Alema. L’episodio mostra che il fondatore del M5S continua a muoversi in ambienti politici e diplomatici. Non dimostra un progetto comune con la Cina, così come il pranzo con Stroppa non equivale a un accordo con Musk. Accostare gli incontri può essere suggestivo; attribuire loro un significato geopolitico già definito andrebbe oltre le informazioni disponibili. Il Fatto Quotidiano
Musk finanzierà Grillo? La risposta, per ora, è che non lo sappiamo
L’ipotesi più esplosiva è quella di un sostegno economico di Elon Musk a una nuova iniziativa di Grillo. Circola nelle ricostruzioni giornalistiche, ma non risulta annunciato alcun finanziamento, né è stato presentato un progetto condiviso dai due. Stroppa può parlare con Grillo senza che ogni colloquio impegni Musk. E l’interesse che fonti vicine al fondatore attribuiscono all’imprenditore non costituisce una conferma pubblica da parte sua. Il Fatto Quotidiano; la Repubblica
Presentare già oggi il possibile soggetto come «il partito di Grillo pagato da Musk» vorrebbe dire trasformare una voce in un fatto. La notizia verificabile è più circoscritta e, politicamente, già rilevante: Grillo ha incontrato un uomo di riferimento del sistema Musk mentre attorno a lui si parla di un progetto su giovani e tecnologia.
Se in futuro emergesse un coinvolgimento diretto del miliardario, le domande diventerebbero inevitabili: quale forma avrebbe il sostegno? Con quali obiettivi? Con quale trasparenza? Musk controlla X e guida imprese attive in settori che dipendono anche da decisioni pubbliche, dalle infrastrutture digitali allo spazio. Per un movimento che rivendicasse autonomia e partecipazione dal basso, il rapporto con un proprietario di piattaforme globali non sarebbe un dettaglio da liquidare con uno slogan.
Qui si apre una tensione nelle idee dello stesso Grillo. In un intervento pubblicato ad agosto sul suo blog ha criticato la concentrazione dei dati e del potere nelle grandi piattaforme private, sostenendo che la sovranità digitale debba partire dal controllo delle persone sulle proprie informazioni. Come concilierebbe quella visione con un eventuale sostegno politico o economico di Musk? È una domanda di coerenza programmatica, non la prova che un accordo esista già. Beppe Grillo, “Democrazia in evoluzione”, agosto 2026
Un progetto per gli under 25 non nasce chiamandoli in causa
L’idea di rivolgersi ai più giovani con un’agenda sull’intelligenza artificiale ha una sua logica. Grillo ha costruito parte della propria identità politica anticipando temi che gli altri partiti trascuravano, dalla rete all’ambiente. Oggi l’IA offre un terreno altrettanto vasto: può cambiare il lavoro, la scuola, i servizi pubblici e il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Ma “giovani e intelligenza artificiale” non è ancora un programma politico. Un soggetto che ambisse a rappresentare gli under 25 dovrebbe dire che cosa propone per l’ingresso nel lavoro, i salari, la formazione, l’accesso alla casa e l’uso dei dati personali. Dovrebbe spiegare chi paga le infrastrutture digitali e chi controlla i sistemi impiegati nella pubblica amministrazione. Soprattutto, dovrebbe lasciare ai giovani un ruolo di direzione reale: non basta farne il pubblico di un progetto ideato da figure già note della politica.
Gli scritti recenti di Grillo offrono spunti, dalla sperimentazione delle politiche pubbliche alla necessità di una capacità tecnologica europea. Non chiariscono ancora quali proposte sarebbero condivise da un’eventuale nuova organizzazione, né con quali persone verrebbero tradotte in scelte di governo. Tra un laboratorio di idee e una lista elettorale c’è una distanza che nessuna ospitata può colmare da sola. Blog di Beppe Grillo
La guerra per il simbolo e l’ostacolo delle firme
Grillo e Conte non si contendono soltanto l’interpretazione del passato. È aperta anche la battaglia giudiziaria sull’uso del nome e del simbolo del Movimento 5 Stelle, rivendicati dal fondatore. L’udienza prevista per luglio è stata rinviata a gennaio 2027. L’esito non può essere anticipato, ma la controversia pesa sulla strategia di entrambi: un conto è creare un soggetto con un’identità nuova, un altro è sfidare Conte rivendicando il marchio che milioni di elettori già conoscono. la Repubblica, 30 luglio 2026
C’è poi il problema organizzativo. Una forza nata fuori dal Parlamento dovrebbe raccogliere le sottoscrizioni necessarie per presentare le liste. La riforma elettorale approvata dal Senato a settembre prevede un aumento delle firme richieste ai nuovi partiti, ma il testo deve ancora completare l’iter alla Camera: non sarebbe corretto descrivere quelle regole come già definitive. In ogni caso, anche con denaro e visibilità mediatica, raccogliere firme, selezionare candidati e costruire una presenza nazionale richiede tempo e persone. RaiNews, 15 settembre 2026
Questo spiega perché la via dell’associazione, citata nelle indiscrezioni, potrebbe essere più immediata. Consentirebbe a Grillo di riaprire uno spazio pubblico, aggregare temi e mettere pressione sul M5S senza assumere subito tutti gli impegni di una campagna elettorale. È una possibilità interpretativa, non una decisione annunciata dal fondatore.
Il vero rischio per Conte, e il limite di Grillo
Se Grillo arrivasse davvero alle politiche del 2027 con una lista autonoma, la prima conseguenza sarebbe una competizione per l’eredità del M5S. Anche una forza incapace di avvicinarsi ai risultati del vecchio Movimento potrebbe sottrarre a Conte una parte dei suoi elettori più legati all’identità originaria, complicando i rapporti nel campo progressista. Potrebbe però anche mobilitare persone che oggi non votano o prendere consensi altrove. Senza una lista, un programma e dati attendibili, quantificare l’effetto sarebbe arbitrario.
Il rischio politico per Conte esiste già prima delle urne: Grillo può contestargli pubblicamente il diritto di parlare a nome della creatura che ha fondato, mentre la causa sul simbolo resta aperta. Il limite di Grillo è altrettanto chiaro. La capacità di accendere un conflitto non coincide con quella di costruire una nuova maggioranza sociale. La sua critica al «partito normale» può trovare ascolto; deve però misurarsi con le responsabilità avute nella storia del M5S e con la domanda più difficile: che cosa farebbe, oggi, una forza grillina che il Movimento di Conte non può o non vuole fare?
Per ora abbiamo una sequenza di fatti: un ritorno pubblico a Pulp Podcast, parole dure contro Conte, contatti riferiti con ex cinque stelle, un incontro con Andrea Stroppa e indiscrezioni su un progetto per i giovani. Non abbiamo la nascita di un partito né la conferma dei soldi di Musk. Scambiare la possibilità per una decisione sarebbe prematuro. Ignorare che Grillo stia cercando di riaprire la partita politica lo sarebbe altrettanto.
Fonti
- Pulp Podcast, puntata con Beppe Grillo del 21 settembre 2026
- ANSA, le dichiarazioni di Grillo sul M5S e sull’ipotesi di un nuovo partito
- Il Fatto Quotidiano, gli incontri romani e i contatti con ex esponenti cinque stelle
- la Repubblica, il pranzo con Andrea Stroppa e l’ipotesi di un’associazione
- la Repubblica, la battaglia sul simbolo e il rinvio dell’udienza
- Beppe Grillo, “Democrazia in evoluzione”
- RaiNews, lo stato della riforma elettorale e le firme per i nuovi partiti
