La difesa di Alberto Stasi potrebbe avere una nuova carta da giocare sul caso Garlasco. A rivelarlo è l’avvocata Giada Bocellari, intervenuta a Omnibus su La7, dove ha parlato di un elemento ancora non reso pubblico e, a suo dire, destinato a suscitare particolare clamore.
La dichiarazione arriva dopo le recenti rivelazioni sugli accertamenti effettuati nel 2007 sul pedale della bicicletta di Stasi. Dopo un primo risultato positivo, relativo al profilo genetico di Chiara Poggi, sarebbero infatti emersi altri due esami con esito negativo.
«Non riguarda le indagini del 2007»
Bocellari ha scelto di non entrare nei dettagli, spiegando che la difesa dispone oggi di ulteriori elementi utili alla propria ricostruzione. Uno, in particolare, sarebbe destinato a fare scalpore. «Ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi», ha spiegato l’avvocata, precisando che quello che considera più significativo «non riguarda le indagini del 2007». Una frase che lascia aperte diverse interpretazioni. Il riferimento, infatti, potrebbe essere agli sviluppi della nuova inchiesta sulla morte di Chiara Poggi, nella quale Andrea Sempio è indagato per omicidio. La difesa di Stasi, condannato in via definitiva nel 2015, preferisce però mantenere il massimo riserbo e non anticipare le proprie mosse.

Il caso dei test sul pedale
Al centro delle nuove discussioni ci sono proprio gli accertamenti genetici eseguiti all’epoca sul pedale della bicicletta. La scoperta dei due risultati negativi, successivi al primo esito positivo, ha riacceso il dibattito sulla gestione e sull’interpretazione di quelle analisi. La vicenda ha coinvolto anche il genetista Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi. Secondo quanto riferito dallo stesso Capra, i consulenti della difesa di Stasi sarebbero stati informati già nel settembre 2007 dell’esistenza dei due risultati negativi. Una circostanza che gli ex consulenti Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri contestano categoricamente.
Avato e Fabbri: «Non ne sapevamo nulla»
I due esperti hanno annunciato l’intenzione di tutelarsi nelle sedi competenti contro quelle che definiscono affermazioni false e lesive della loro attività professionale. Avato e Fabbri sostengono infatti di non essere mai stati messi a conoscenza, né nel 2007 né durante il successivo processo, dell’esistenza dei due test negativi. A loro giudizio, una conferma sarebbe rappresentata anche dal fatto che quei risultati non sarebbero comparsi nel fascicolo processuale né nelle consulenze successivamente acquisite.
I due consulenti hanno inoltre richiamato quanto riferito all’epoca dal professor Angelo Giarda, secondo cui i consulenti di Stasi avrebbero avuto a disposizione soltanto due tracciati: quello di Chiara Poggi, utilizzato come confronto, e il risultato positivo ottenuto dal pedale.
Nuove domande sul caso Garlasco
Il caso, dunque, torna a concentrarsi anche sulla storia degli accertamenti genetici del 2007, mentre la nuova indagine continua a riportare l’attenzione sulla vicenda che da quasi vent’anni ruota intorno all’omicidio di Chiara Poggi. Per ora, l’elemento annunciato dalla difesa di Stasi resta coperto dal riserbo. L’avvocata Bocellari non ha fornito ulteriori dettagli, limitandosi a sottolineare che, quando verrà reso noto, potrebbe avere un impatto significativo sul dibattito. E proprio quel misterioso elemento, che secondo la difesa non riguarda direttamente le indagini del 2007, potrebbe diventare uno dei prossimi punti di attenzione del caso.
