Nelle tv e sui giornali non si parla d’altro. Dopo che la Procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le indagini a carico di Andrea Sempio, il delitto di Garlasco del 2007 torna al centro del dibattito pubblico. E tanti ora si chiedono cosa ne sarà di Alberto Stasi e cosa accadrà allo stesso Sempio.
Il prossimo passo della Procura di Pavia sarà quello di presentare la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio con l’accusa di omicidio pluriaggravato. Secondo quanto riportato da «Il Corriere della sera», il procuratore aggiunto Stefano Civardi, le pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza stanno già lavorando al documento da presentare all’ufficio gip-gup del tribunale di Pavia. L’atto dovrà contenere tutte le possibili fonti di prova e anche i risultati delle consulenze tecniche ordinate dalla stessa Procura, le intercettazioni, le informative dei carabinieri, ogni cosa che possa servire a sostenere la nuova ricostruzione dei magistrati diretti da Fabio Napoleone.
“Sulla base di queste carte, e di quelle che presenterà la difesa Sempio, il giudice dovrà esprimersi sulla presenza di una «ragionevole previsione di condanna» (e non solo sui gravi indizi di colpevolezza) come richiede oggi la norma. A quel punto si scioglierà il nodo dell’eventuale rinvio a giudizio di Sempio. I tempi di questa udienza preliminare davanti al gup cadranno probabilmente nella prossima primavera”, si legge sul «Corriere». Toccherà agli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti preparare la memoria difensiva: avranno a disposizione una ventina di giorni per consultare e studiare le carte depositate dalla Procura. Non si esclude che l’indagato possa anche chiedere di essere sentito dai magistrati. Visto l’andamento degli ultimi mesi però è inverosimile che ciò accada.
I legali dovranno valutare con attenzione la possibilità di richiedere il rito abbreviato che oggi non è più possibile per i casi di omicidio ma che, visto che ci riferiamo a un fatto del 2007, sarà invece utilizzabile secondo le vecchie norme. In tal caso il processo si svolgerebbe a porte chiuse, senza audizioni di testimoni, ma solo tenendo conto delle carte raccolte. In caso di condanna l’imputato, scrive sempre «Il Corriere», Sempio potrebbe contare su uno sconto di un terzo. Si tratterebbe peraltro del medesimo rito scelto da Alberto Stasi ai tempi del primo processo.
Gli avvocati di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno intanto lavorando alla richiesta di revisione della condanna: “Una procedura complessa e molto articolata, va da sé riservata per casi straordinari. Però alla luce delle nuove risultanze delle indagini potrebbe avere un percorso più in discesa. Anche la procuratrice generale Francesca Nanni sta studiando il caso, e ora avrà la possibilità di acquisire i nuovi atti dell’indagine. Quanto emerso nelle ultime ore è particolarmente importante, perché l’ipotesi che sia stata tenuta nascosta, o comunque non messa a disposizione delle parti, una risultanza investigativa che avrebbe potuto portare alla caduta di un’accusa nei confronti di Stasi nel vecchio processo, non solo potrebbe costituire una «nuova prova» (elemento fondamentale richiesto dalle norme sulla revisione). Ma l’articolo 630 del codice di procedura penale prevede autonomamente alla lettera d che la revisione possa essere richiesta se dimostrato che la condanna è stata pronunciata in conseguenza di una falsità in atti o di un altro fatto previsto dalla legge come reato”, chiarisce Cesare Giuzzi su «Il Corriere». A 19 anni dalla morte di Chiara Poggi si cerca ancora la verità. Quella definitiva.
