La chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto resta in vigore. La Corte d’Appello di Milano, sezione specializzata in materia d’impresa, ha respinto la richiesta presentata da Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria per sospendere gli effetti del decreto emesso lo scorso 27 luglio.
Il provvedimento aveva disposto la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico tarantino, fissando anche un termine di 90 giorni per procedere all’esecuzione. La scadenza è prevista quindi per la fine di ottobre, indicativamente intorno al 25. La decisione dei giudici milanesi arriva mentre resta aperto anche il fronte giudiziario davanti alla Corte di Cassazione. Ilva e Acciaierie d’Italia hanno infatti presentato ricorso contro il provvedimento, ma i tempi necessari per arrivare a una decisione della Suprema Corte potrebbero essere incompatibili con la scadenza fissata per la chiusura.
È proprio questa la ragione per cui le due società hanno scelto di rivolgersi nuovamente alla Corte d’Appello di Milano, chiedendo in via d’urgenza la sospensione dell’efficacia del decreto attraverso il ricorso previsto dall’articolo 373 del Codice di procedura civile. La richiesta, tuttavia, non è stata accolta. Per il momento, dunque, il calendario stabilito dal precedente provvedimento rimane confermato e l’area a caldo dell’ex Ilva dovrà essere chiusa entro il termine indicato dai giudici.

La vicenda riporta così al centro il futuro dello stabilimento di Taranto, uno dei principali nodi industriali e occupazionali del Paese. La decisione sulla chiusura dell’area a caldo si inserisce infatti in una controversia giudiziaria che coinvolge contemporaneamente le esigenze della produzione siderurgica, la continuità industriale e le questioni legate all’impatto dello stabilimento sul territorio. Il rigetto della sospensiva non chiude però il contenzioso. Il ricorso in Cassazione resta infatti pendente e potrebbe modificare il quadro successivamente. Nell’immediato, però, la decisione della Corte d’Appello di Milano lascia inalterato il provvedimento del 27 luglio: il termine per l’esecuzione della chiusura resta fissato a 90 giorni.
Per l’ex Ilva si apre quindi una fase particolarmente delicata. Da una parte il procedimento davanti alla Cassazione, dall’altra una scadenza ravvicinata che rende il futuro dell’area a caldo una questione non soltanto giudiziaria, ma anche industriale e politica.
