Il capo dello Stato ha emanato il provvedimento approvato dal governo dopo gli scontri. Il vicepremier rilancia sull’impiego dei 500 parà della Folgore, ma restano esclusi i nuovi poteri di polizia giudiziaria per i militari. Intanto arrivano altre decisioni sugli arrestati: carcere per due diciottenni, domiciliari per un ventunenne.
Sergio Mattarella ha firmato il nuovo decreto sicurezza, adottato dal governo dopo le devastazioni e i saccheggi del fine settimana a Milano e gli scontri in altre città. Il presidente della Repubblica ha emanato il decreto-legge intitolato «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile» e autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione.
Nella stessa giornata Matteo Salvini ha annunciato un presidio rafforzato delle piazze e delle stazioni milanesi, prospettando l’impiego di mezzi Lince e droni a supporto dei militari. Le sue parole riportano al centro una distinzione decisiva: il potenziamento del contingente e delle dotazioni non coincide con l’attribuzione ai soldati di nuovi poteri giudiziari, esclusi dal provvedimento durante la sua preparazione.
Parallelamente proseguono le indagini sui disordini del 17 e 18 ottobre. Le ultime ordinanze riguardano giovani maggiorenni e restituiscono situazioni differenti, per le quali la giudice ha disposto misure cautelari diverse.
Salvini: «Milano sarà presidiata, e anche le stazioni»
Dalla prefettura di Milano il vicepremier ha insistito sull’arrivo dei 500 paracadutisti della Folgore, presentandoli come una garanzia per il controllo della città.
«Milano sarà presidiata, e anche le stazioni», ha dichiarato. Secondo Salvini, i militari potranno contribuire a garantire l’ordine pubblico insieme alle forze dell’ordine e intervenire, quando necessario, «coi Lince, coi droni e con mezzi adeguati a intervenire velocemente».
Il leader della Lega ha richiamato l’esperienza professionale del personale destinato al capoluogo lombardo, sottolineando che si tratta di militari con missioni all’estero alle spalle. Ha aggiunto che agiranno nel rispetto della normativa vigente.
L’annuncio descrive dunque il ruolo e le dotazioni prospettati dal vicepremier. Non consente, da solo, di stabilire quanti mezzi saranno effettivamente utilizzati, dove saranno collocati e con quali modalità operative.
I mezzi non cambiano i poteri dei militari
Il punto più delicato riguarda proprio le competenze. Dal decreto è stata eliminata la previsione di nuovi poteri di polizia giudiziaria per i soldati, dopo le interlocuzioni con il Quirinale. Il rafforzamento dell’Esercito resta quindi legato al supporto alle autorità responsabili della sicurezza e alla vigilanza del territorio. La ricostruzione di Rai News sul provvedimento approvato dal governo.
L’impiego dei militari nelle città ha già una cornice normativa. Come ricorda il Servizio studi della Camera, nell’operazione Strade Sicure il personale opera con la qualifica di agente di pubblica sicurezza, a disposizione dei prefetti, per la vigilanza di obiettivi sensibili e per servizi di perlustrazione e pattugliamento in concorso con le forze di polizia.
Pubblica sicurezza e polizia giudiziaria sono funzioni distinte: la presenza di un veicolo protetto o di strumenti di osservazione non modifica questa distinzione. Per comprendere che cosa potranno fare i rinforzi a Milano occorre quindi guardare alle attribuzioni previste dalla legge e alle disposizioni operative, oltre che agli annunci politici. L’approfondimento della Camera sull’impiego delle Forze armate.
Che cosa significa la firma di Mattarella
L’emanazione arriva dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri del 20 ottobre. Tra le misure presentate dal governo figurano l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, il nuovo reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche, l’intervento sull’arresto in flagranza differita e l’inasprimento della risposta alle devastazioni.
La firma del capo dello Stato va distinta dall’entrata in vigore delle singole disposizioni: per la decorrenza e la formulazione definitiva occorre fare riferimento al testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Seguirà l’esame parlamentare per la conversione in legge, che deve avvenire entro sessanta giorni dalla pubblicazione.
La firma non equivale inoltre a un’adesione politica del presidente della Repubblica a tutte le scelte dell’esecutivo. È un passaggio istituzionale nel procedimento di adozione del decreto.
Le nuove fattispecie penali e gli eventuali aumenti di pena non potranno essere applicati retroattivamente alle condotte del fine settimana precedente: quei fatti saranno valutati sulla base delle norme applicabili al momento in cui sono avvenuti.
«Volevo provare emozioni»: le decisioni sull’assalto al Decathlon
Sul fronte giudiziario, la gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha disposto gli arresti domiciliari per un ventunenne milanese arrestato il 18 ottobre e accusato di avere partecipato all’assalto al Decathlon di piazza Cairoli.
«Volevo sentirmi vivo e provare emozioni», ha dichiarato il giovane durante l’interrogatorio. Secondo la ricostruzione riportata nell’ordinanza, sarebbe entrato nel negozio con un passamontagna e avrebbe portato via un accappatoio e una salvietta.
Nella scelta della misura la giudice ha considerato l’assenza di precedenti penali, la disponibilità di un’abitazione con i familiari e la necessità di consentire la prosecuzione di un percorso di cura.
Diversa la decisione per un diciottenne accusato di avere partecipato allo stesso assalto, per il quale è stata disposta la custodia in carcere. Il giovane ha spiegato di essere stato spinto dalla curiosità e dall’euforia, pur avendo riconosciuto il carattere potenzialmente violento della situazione.
La giudice ha valutato il rischio di reiterazione e l’assenza, nelle sue dichiarazioni, di una consapevole presa di distanza dai fatti. Un’eventuale alternativa al carcere potrà essere esaminata in presenza di un contesto familiare adeguato e di condizioni capaci di impedire nuovi contatti con le reti di convocazione dei disordini.
Un altro diciottenne in carcere per l’assalto a Foot Locker
Un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere riguarda un diciottenne accusato di resistenza pluriaggravata, devastazione e saccheggio in relazione all’assalto a un negozio Foot Locker.
Tra gli elementi considerati dalla gip figura il possesso di un coltello pieghevole di 15 centimetri, trovato nella tasca dei pantaloni. Secondo l’ordinanza, la collocazione lo rendeva prontamente utilizzabile e il giovane non avrebbe fornito una spiegazione del motivo per cui lo portasse con sé.
Anche la mancanza di un domicilio idoneo ha inciso sulla valutazione della possibilità di adottare una misura alternativa.
In base al bilancio riportato dall’ANSA nel pomeriggio del 22 ottobre, per gli arrestati maggiorenni dei disordini del sabato e della domenica risultano finora disposte sei custodie cautelari in carcere, tre arresti domiciliari e un obbligo di firma. Si tratta di provvedimenti cautelari, non di condanne definitive.
Il ruolo dei social e il rischio di nuove convocazioni
Nelle ordinanze torna il tema delle mobilitazioni attraverso le piattaforme digitali. La giudice considera le aggregazioni alimentate dai social un possibile «detonatore esponenziale di violenza», soprattutto quando favoriscono la partecipazione a nuove azioni distruttive.
È una valutazione che incide sul rischio di reiterazione dei singoli indagati. Non dimostra, da sola, l’esistenza di una regia unica degli scontri, né consente di assimilare chi manifesta pacificamente contro il carovita a chi assalta negozi o aggredisce gli agenti.
Milano affronta ora due passaggi paralleli: l’organizzazione del presidio rafforzato in vista di possibili nuove mobilitazioni e l’accertamento delle responsabilità individuali. Il primo dipenderà dalle disposizioni operative delle autorità di sicurezza; il secondo dalle prove raccolte nelle indagini e dal successivo confronto processuale.
Fonti
- ANSA, 22 ottobre 2026, ore 15:40 — Firma del decreto, dichiarazioni di Salvini e ordinanze sugli arrestati; lancio fornito alla redazione.
- Rai News — Gli aggiornamenti sulla firma, i rinforzi a Milano e le decisioni giudiziarie.
- Rai News — Il decreto approvato il 20 ottobre e lo stralcio dei nuovi poteri giudiziari per i militari.
- Camera dei deputati — Impiego delle Forze armate nella tutela dell’ordine pubblico.
