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Caso Roggero, gioielliere verso il carcere di Bollate: presentata la domanda di grazia

Caso Roggero

Si avvicina il momento dell’ingresso in carcere per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto al suo negozio, avvenuto nell’aprile del 2021. Dopo la decisione della Corte di Cassazione, che nei giorni scorsi ha respinto il ricorso della difesa rendendo irrevocabile la sentenza, la Procura di Asti ha emesso l’ordine di esecuzione della pena.

Secondo quanto emerso, Roggero dovrebbe presentarsi nel carcere di Bollate, alle porte di Milano, struttura individuata per l’inizio della detenzione. La vicenda, che fin dall’inizio ha diviso l’opinione pubblica e alimentato un acceso dibattito sul tema della legittima difesa, continua nel frattempo a svilupparsi anche sul piano giudiziario e istituzionale.

Nella mattinata di venerdì la moglie del gioielliere, Mariangela Sandrone, ha depositato la domanda di grazia in favore del marito. Contestualmente, il collegio difensivo ha presentato un’istanza per ottenere il differimento dell’esecuzione della pena, chiedendo che la detenzione venga sospesa in attesa della decisione sulla richiesta di clemenza.

A confermarlo è stato Sergio Novani, che coordina il collegio difensivo insieme all’avvocato Stefano Marcolini. «Questa mattina è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone e, contestualmente, è stata presentata un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena», ha spiegato. L’obiettivo della difesa è che l’Ufficio di sorveglianza e il Tribunale di sorveglianza di Torino possano pronunciarsi prima che Roggero faccia ingresso in carcere. «Confidiamo che il provvedimento possa intervenire prima della carcerazione», ha aggiunto Novani.

Il legale ha inoltre ricordato il mancato via libera agli emendamenti parlamentari presentati nei mesi scorsi sul tema della legittima difesa, sostenendo che avrebbero potuto modificare l’esito della vicenda. «Pur ribadendo il profondo rammarico per la risposta negativa del Parlamento agli emendamenti a firma Ziello, riteniamo fosse necessario avviare questa procedura. Ora è una corsa contro il tempo», ha dichiarato.

La vicenda giudiziaria del gioielliere continua intanto a intrecciarsi con il confronto politico. Dopo la sentenza definitiva della Cassazione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria prevista dalla legge per la possibile concessione della grazia. Un’iniziativa che ha reso necessario un chiarimento istituzionale da parte del Quirinale. Nelle scorse ore il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha infatti ricevuto al Quirinale il Guardasigilli per ribadire un principio previsto dalla Costituzione: la grazia è una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato. Il presidente ha ricordato che il ruolo del ministro della Giustizia si limita all’istruttoria del procedimento, mentre l’eventuale decisione finale spetta unicamente al presidente della Repubblica, come stabilito dall’articolo 87 della Costituzione e confermato dalla sentenza n. 200 del 2006 della Corte costituzionale.

Mentre si attende la decisione dei giudici di sorveglianza sulla richiesta di rinvio della pena, il destino di Mario Roggero resta dunque appeso a una doppia partita: quella giudiziaria, con l’istanza presentata dalla difesa, e quella istituzionale legata all’eventuale concessione della grazia. Nel frattempo, salvo provvedimenti dell’ultima ora, il gioielliere è chiamato a iniziare l’esecuzione della condanna nel carcere di Bollate.