Dopo l’arresto ai domiciliari diMario Adinolfinell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta“Scommessa Collettiva”, le persone che si ritengono truffate guardano con speranza all’evoluzione delle indagini. A raccontarlo èStefano Brustia, legale di alcune presunte vittime, intervistato daFanpage.
«I miei assistiti hanno accolto con sollievo il provvedimento della magistratura penale», spiega l’avvocato. «Temevano che Adinolfi potesse allontanarsi dall’Italia e soprattutto una sua fuga in Australia», aggiunge, ricordando che il giornalista possiede anche la cittadinanza australiana.
Brustia assiste una decina di persone che avrebbero investito somme ingenti nel sistema. «Parliamo di bonifici per svariate centinaia di migliaia di euro. Limitandomi ai casi di mia diretta conoscenza, ci avviciniamo al milione di euro», afferma. Una cifra che, secondo il legale, renderebbe credibile anche la stima di circa cinque milioni di euro formulata dalla Procura.
L’avvocato descrive un quadro molto eterogeneo delle presunte vittime. «Sono persone molto diverse tra loro, sarebbe potuto capitare a chiunque», racconta. «C’è chi è benestante e ha investito cifre importanti, ma c’è anche chi ha versato tutto quello che aveva:i risparmi di una vita, i soldi messi da parte per garantire un futuro migliore ai propri figli».
Secondo Brustia, molte di queste persone avrebbero riposto fiducia in Adinolfi anche per la sua notorietà pubblica. «Queste persone riponevano in lui una fiducia speciale, e quella fiducia è stata tradita nel modo più cinico», sostiene. Sul fronte civile, il legale spiega di aver già ottenuto due sequestri conservativi per un valore complessivo di circa 155 mila euro e ricorda che altri procedimenti si sono conclusi favorevolmente per alcune presunte vittime.
Ma uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il possibile ruolo degli istituti di credito. Brustia invita infatti gli inquirenti a verificare se siano stati rispettati tutti gli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio. «Perché le banche non hanno inviato segnalazioni dopo versamenti da decine di migliaia di euro in un solo giorno?», si chiede.
L’avvocato afferma di avere documentazione relativa a bonifici di importo elevato accompagnati da causali come“Scommessa Collettiva”,“quota SC”o“quota VIP”. «Parliamo di milioni di euro transitati sui conti di una persona fisica», osserva. E aggiunge: «Movimentazioni di questo tipo, associate a importi così considerevoli e ripetuti, avrebbero dovuto indurre l’istituto di credito a effettuare le segnalazioni previste dalla normativa antiriciclaggio».
Brustia precisa di non poter affermare che vi siano state omissioni da parte delle banche, ma auspica che anche questo aspetto venga approfondito dalla magistratura. «Porsi delle domande sui controlli operati dagli istituti di credito, a questo punto, non è solo lecito: è doveroso», conclude. L’inchiesta prosegue e sarà ora la Procura a chiarire le responsabilità penali e l’effettiva portata del presunto sistema.

