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Caro carburante, continua la protesta dei camionisti: disagi su A1 e A30, mobilitazione in 5 regioni

Gli autotrasportatori tornano a mobilitarsi contro l’aumento dei costi del carburante. In Campania si registrano code e limitazioni al traffico su A1 e A30, mentre in Puglia i camion sfilano verso Bari. In Sicilia la protesta è al quinto giorno e in Basilicata e Calabria cresce la pressione sulle istituzioni.

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante prosegue nel Mezzogiorno e comincia a farsi sentire anche sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci. La situazione più critica, secondo le informazioni disponibili, riguarda la Campania, dove manifestazioni e mezzi in sosta stanno provocando rallentamenti e code lungo alcuni dei principali collegamenti autostradali. In altre regioni, dalla Puglia alla Basilicata, i camionisti chiedono interventi urgenti per contenere i costi e garantire la sostenibilità delle imprese.

Campania, traffico in difficoltà tra A1 e A30

La mobilitazione è iniziata intorno alla mezzanotte nell’area di Caianello e ha interessato diversi punti della rete stradale campana. Tra le zone coinvolte figurano gli svincoli di Napoli Nord e Caserta, oltre alle aree di Palma Campania, Sarno e Nocera-Pagani.

Nelle prime ore del mattino, intorno alle 3, è stata disposta la chiusura temporanea del collegamento tra l’autostrada A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Napoli. Sono state inoltre segnalate code in diversi tratti: circa due chilometri tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord, in direzione Roma, e altri due chilometri tra Napoli Nord e Caserta Nord, sempre verso la capitale. Sull’A30 si sono formati rallentamenti per circa tre chilometri tra Maddaloni e l’innesto con l’A1, in direzione Caserta. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia stradale e il personale di Autostrade per l’Italia.

Per limitare i disagi, agli automobilisti diretti da Napoli a Salerno viene suggerito un percorso alternativo attraverso l’A16 Napoli-Canosa e il successivo innesto sull’A30. Chi viaggia verso Roma sull’A1 può invece uscire a Caserta Sud, seguire le indicazioni per Maddaloni, percorrere la SS700 verso Capua e Santa Maria Capua Vetere e rientrare in autostrada a quest’ultima stazione. Per chi arriva da Bari lungo l’A16 ed è diretto a Roma, l’alternativa indicata prevede l’uscita a Benevento, il passaggio sulla SS372 Telesina e il rientro sull’A1 a Caianello.

Puglia, 35 camion in corteo verso Bari

La mobilitazione interessa anche la Puglia, dove da Altamura è partito un corteo composto da 35 motrici e circa cento partecipanti, diretto a Bari. L’obiettivo è ottenere un confronto con il presidente della Regione, Antonio Decaro. Per l’occasione è stato programmato un presidio davanti alla sede della Presidenza regionale, sul lungomare Nazario Sauro. I mezzi procedono in direzione del capoluogo occupando una sola corsia, mentre l’altra rimane disponibile per il traffico ordinario. La circolazione risulta quindi regolare, seppure con possibili rallentamenti. La manifestazione è stata autorizzata dalla Questura e si svolge con l’assistenza delle forze dell’ordine.

Sui camion compaiono messaggi rivolti alle istituzioni, tra cui lo slogan: «Voi bloccate il futuro. Noi blocchiamo il presente». A promuovere l’iniziativa è il Consorzio Acar, Altamura Consorzio autotrasportatori riuniti. Le richieste riguardano soprattutto il costo del gasolio, le difficoltà nell’ottenere liquidità e le ripercussioni economiche sulle aziende di trasporto. Secondo i promotori, la crisi del settore rischia di estendersi all’intera filiera, con effetti sulla distribuzione delle merci, sulle attività produttive e sui prezzi sostenuti da imprese e consumatori.

Sicilia, quinto giorno di mobilitazione: preoccupazione per i rifornimenti

Nell’isola la protesta è arrivata al quinto giorno e si segnalano scaffali vuoti in alcuni supermercati, con difficoltà nell’approvvigionamento di prodotti freschi come frutta, verdura e carne. Il Comitato autotrasportatori siciliani, attraverso il suo rappresentante Salvatore Bella, precisa tuttavia che la mobilitazione riguarda i porti dell’isola. Secondo quanto dichiarato, non sono in corso blocchi delle merci sullo Stretto di Messina, né interruzioni della circolazione stradale o presidi sulle principali arterie di collegamento. La situazione delle forniture resta uno degli aspetti più delicati della protesta, soprattutto per gli effetti che eventuali ritardi prolungati possono avere sulla disponibilità dei prodotti alimentari.

Basilicata, mezzi fermi ma nessun blocco stradale

Anche in Basilicata gli autotrasportatori mantengono alta l’attenzione sul rincaro del diesel. Sono stati segnalati mezzi in sosta e incolonnati alle porte di Potenza e nel Materano, in particolare lungo la statale 106 Jonica, tra Policoro e Scanzano Jonico, e sulla statale 653 Sinnica, nell’area di Tursi.

Si tratta di iniziative spontanee, nate attraverso il passaparola e finalizzate a richiamare l’attenzione delle istituzioni. Sulla Jonica la protesta è al quarto giorno. Nonostante i rallentamenti, il traffico continua a scorrere e non risultano interruzioni delle forniture alla rete commerciale regionale. La mobilitazione prosegue anche dopo l’annuncio della Regione Basilicata relativo a uno stanziamento di sette milioni di euro per i comparti maggiormente penalizzati dall’aumento dei prezzi dei carburanti. Tra i destinatari degli interventi figurano l’autotrasporto, la logistica e le imprese che sostengono costi rilevanti per lo spostamento dei mezzi e il trasporto delle merci. Oltre al prezzo del gasolio, le rivendicazioni riguardano i rimborsi delle accise e la richiesta di un maggiore coinvolgimento del settore nelle politiche di sviluppo economico.

Calabria, la protesta continua nonostante il vertice annunciato

In Calabria resta alta la tensione tra agricoltori e autotrasportatori. L’annuncio di un incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, previsto per martedì prossimo, non è bastato a fermare la mobilitazione.

I rappresentanti regionali di Fedralog e delle altre associazioni coinvolte chiedono provvedimenti concreti contro l’aumento dei costi energetici e di produzione, che starebbe mettendo in difficoltà numerose aziende. Senza risposte ritenute adeguate, la protesta proseguirà a tempo indeterminato. Le associazioni annunciano inoltre la possibilità di inviare una delegazione a Roma per portare le proprie richieste direttamente al governo. Il nodo resta quello della sostenibilità economica del trasporto su gomma: il prezzo del carburante, insieme agli altri costi operativi, pesa sui bilanci delle imprese e rischia di trasferirsi lungo tutta la catena distributiva. Gli autotrasportatori chiedono quindi misure capaci di alleggerire la pressione sui conti aziendali e di garantire la continuità di un servizio essenziale per l’economia.