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Brennero sotto attacco hacker: violati i dati della società del tunnel, sospetti sulla rete criminale russa Everest

attacco hacker Brennero

BBT SE conferma un’intrusione informatica avvenuta a metà ottobre: isolati i sistemi coinvolti e avvisate le autorità. I sospetti si concentrano su Everest, una rete criminale di lingua russa specializzata in estorsioni digitali. Secondo la società, i lavori della galleria proseguono senza conseguenze, ma resta da accertare quali informazioni siano state compromesse.

Un attacco informatico ha colpito BBT SE, la società che realizza la Galleria di Base del Brennero, consentendo a persone non autorizzate di accedere a una parte dei suoi dati. L’intrusione risale a metà ottobre ed è diventata pubblica attraverso la stampa austriaca. La conferma dell’azienda chiarisce che la violazione è avvenuta, ma lascia aperte domande decisive: quali informazioni siano state raggiunte, se siano state copiate e fin dove gli aggressori siano riusciti a penetrare nei sistemi.

Sul caso emerge il nome di Everest, un gruppo del cybercrimine di lingua russa conosciuto per furti di dati ed estorsioni. L’attribuzione rimane però da consolidare. Nel frattempo BBT SE riferisce di aver isolato i sistemi interessati, coinvolto specialisti esterni e informato le autorità.

Il punto fermo, secondo quanto comunicato dalla società, è che l’incidente non ha avuto conseguenze sulla costruzione del tunnel. Una rassicurazione importante, che riguarda la continuità dei lavori e non esaurisce gli accertamenti sulla violazione.

L’intrusione a ottobre, la notizia emersa in Austria

A portare alla luce l’episodio è stata la Tiroler Tageszeitung. La conferma della società è stata ripresa il 6 novembre anche dall’emittente pubblica austriaca ORF.

La portavoce di BBT SE, Julia Gruber, ha descritto un attacco mirato attraverso il quale è stato ottenuto un accesso parziale a dati raggiungibili da internet. Dopo la scoperta sono scattate le misure di contenimento e l’analisi tecnica dell’accaduto.

La formulazione utilizzata dall’azienda richiede attenzione: dati raggiungibili attraverso internet non significa necessariamente dati pubblici, liberamente consultabili da chiunque. Può trattarsi di informazioni custodite in servizi che richiedono credenziali o altre forme di autorizzazione. Le comunicazioni disponibili non permettono di stabilire quale fosse il caso, né quale vulnerabilità o accesso sia stato sfruttato.

Non è stato reso pubblico un inventario delle informazioni coinvolte. Sarebbe quindi prematuro parlare di sottrazione di progetti, documenti tecnici, contratti o dati personali: sono categorie potenzialmente rilevanti in un’indagine di questo tipo, non contenuti di cui sia stata confermata la compromissione.

Perché i sospetti si concentrano su Everest

Secondo la ricostruzione del quotidiano austriaco Heute, Everest avrebbe inserito il Brenner Base Tunnel sulla propria piattaforma nel darknet già il 17 ottobre. È un elemento compatibile con la cronologia dell’intrusione riferita dalla società, ma una rivendicazione criminale deve essere confrontata con le tracce tecniche dell’attacco.

Everest appartiene al mondo delle estorsioni informatiche. In un’analisi pubblicata a febbraio, la società di sicurezza ZeroFox descrive una rete di lingua russa che combina attività legate al ransomware, compravendita di accessi alle reti e reclutamento di persone interne alle organizzazioni.

Il modello economico consiste nel trasformare l’intrusione in una leva di pressione: informazioni sottratte o accessi compromessi possono diventare strumenti per chiedere denaro.

La stessa ZeroFox segnala però una caratteristica rilevante: Everest avrebbe in più occasioni esagerato quantità e sensibilità dei dati rivendicati, arrivando, secondo le valutazioni degli analisti, anche a fabbricare alcune affermazioni. Il materiale diffuso dagli aggressori richiede dunque una verifica indipendente.

Nel caso BBT, l’intrusione è confermata dall’azienda; l’identità degli autori e l’estensione effettiva del danno restano oggetto di accertamento.

Il nodo dell’estorsione e le risposte ancora mancanti

BBT SE non ha fornito indicazioni su eventuali contatti con gli aggressori, negoziati o pagamenti. Il silenzio su questi aspetti non permette di dedurre che una trattativa sia in corso.

Resta inoltre da distinguere tra accesso non autorizzato, sottrazione di informazioni e cifratura dei sistemi. Sono eventi differenti, che possono verificarsi insieme oppure separatamente. La presenza del nome di una rete associata al ransomware non dimostra, da sola, che i file dell’azienda siano stati cifrati o che i dipendenti abbiano perso l’accesso ai propri strumenti.

Per valutare la gravità dell’episodio servirà conoscere almeno tre elementi: la natura dei dati raggiunti, l’eventuale copia all’esterno e la persistenza di accessi abusivi. Sono questi accertamenti a determinare il rischio concreto per la società e per gli eventuali soggetti coinvolti.

I cantieri proseguono: cosa significa la rassicurazione di BBT

L’azienda afferma che, sulla base delle conoscenze attuali, i processi operativi non risultano compromessi. Le fonti austriache riferiscono quindi che la costruzione della galleria non è stata interrotta dall’incidente.

È essenziale mantenere distinta la violazione dei sistemi informatici della società da un’eventuale interferenza con macchinari, impianti o attività di cantiere. Le informazioni rese pubbliche non documentano un sabotaggio delle lavorazioni, né consentono di parlare di pericoli per la circolazione ferroviaria: la galleria di base è ancora in costruzione.

Questo non ridimensiona automaticamente il danno informatico. Anche un incidente che non ferma un cantiere può avere conseguenze sulla riservatezza delle informazioni. Ma attribuirgli effetti fisici o operativi non accertati impedirebbe di capire che cosa sia realmente successo.

Un’opera strategica tra Italia e Austria

La rilevanza del bersaglio spiega l’attenzione intorno alla vicenda. La Galleria di Base del Brennero collegherà Innsbruck e Fortezza attraverso un percorso di 55 chilometri. Considerando il collegamento con la circonvallazione ferroviaria di Innsbruck, il sistema raggiungerà 64 chilometri di percorso sotterraneo.

Come illustra la documentazione ufficiale del progetto, l’opera comprende due gallerie ferroviarie principali, collegamenti trasversali e infrastrutture di servizio. La sua funzione è rafforzare il trasporto ferroviario attraverso le Alpi e favorire il trasferimento di traffico dalla strada alla rotaia.

Il progetto ha appena attraversato un aggiornamento importante. Il 20 ottobre 2026, BBT SE ha annunciato una nuova previsione di entrata in esercizio nel 2034, con costi pari a 11,7 miliardi di euro.

La società ha motivato la revisione con l’adeguamento della progettazione tecnologica e dei requisiti di sicurezza, oltre che con l’integrazione dell’attrezzaggio ferroviario. Non ci sono elementi per collegare questo aggiornamento di tempi e costi all’attacco informatico: le motivazioni pubblicate riguardano lo sviluppo tecnico dell’opera.

Gruppo di lingua russa non significa operazione del Cremlino

La provenienza linguistica attribuita a Everest va tenuta separata dalla responsabilità di uno Stato. Definire una rete criminale “di lingua russa” non dimostra un suo legame operativo con il governo russo, né stabilisce una finalità politica dell’attacco.

Per sostenere un’ipotesi di sabotaggio o di operazione statale servirebbero prove ulteriori rispetto al nome del gruppo e alla rilevanza dell’infrastruttura colpita.

Il caso del Brennero pone comunque una questione concreta: la protezione delle grandi opere comprende anche la sicurezza delle informazioni e dei sistemi utilizzati durante la costruzione. Per misurare quanto sia stata grave questa violazione occorrono ora risultati verificabili dell’indagine: quali dati sono stati esposti, quali difese sono state superate e quali interventi impediranno nuovi accessi.


Fonti