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Bambina di 4 anni muore a Palermo per sospetta difterite: disposta l’autopsia

Bimbo Ospedale

Una bambina di appena 4 anni è morta all’Ospedale dei Bambini “Giovanni Di Cristina” di Palermo dopo un rapido e drammatico peggioramento delle sue condizioni di salute. A provocare il decesso, secondo le prime ipotesi, sarebbe stata una sospetta difterite, inizialmente scambiata per una tonsillite. La piccola non era stata vaccinata per volontà dei genitori. La conferma definitiva della diagnosi è ora affidata agli accertamenti disposti dalla Procura di Palermo, che ha ordinato l’esame autoptico sulla salma per chiarire le cause della morte e ricostruire quanto accaduto.

La lotta per la vita della piccola Anna Rosa: le ipotesi sul decesso

Anna Rosa è il nome della bambina che, nella notte del 20 agosto, è tragicamente deceduta presso l’Ospedale dei Bambini “Giovanni Di Cristina” di Palermo. Tutto sarebbe iniziato alcuni giorni prima, quando la piccola ha iniziato a manifestare febbre, vomito e scarso appetito. Dopo il breve ricovero in ospedale, alla bambina è stata diagnosticata una tonsillite essudativa febbrile. Tuttavia, in poco tempo il rapido peggioramento: Anna Rosa è stata intubata e trasferita presso la rianimazione pediatrica dove i medici hanno fatto il possibile per poterle salvare la vita.

‘’Abbiamo fatto davvero di tutto per poterla salvare ma sono stati in queste 48 ore attorno alla bambina, diciamo, tutti i primari e tutti gli specialisti che abbiamo. La bambina è andata immediatamente in una fase di scompenso multiorgano e nell’arco di 48 ore, ahimè, non ce l’ha fatta.’’ Queste le parole di Domenico Cipolla, Direttore sanitario dell’Ospedale Civico di Palermo. La Procura ha ora disposto l’autopsia e tutti gli accertamenti necessari per fare piena luce sulla vicenda, e chiarire quanto accaduto. Si attende, inoltre, l’esito degli accertamenti dell’Istituto Superiore di Sanità. Secondo le prime analisi effettuate, tuttavia, l’ipotesi è che il decesso possa essere stato causato dalla difterite, una diagnosi che dovrà essere confermata dagli ulteriori esami.

Un altro caso in famiglia: ricoverato il cuginetto della bambina

Anna Rosa non era stata vaccinata contro la difterite per una scelta dei genitori che, avevano deciso di non sottoporla alla vaccinazione, a causa di un caso di autismo presente in famiglia che, secondo loro, sarebbe stato ricondotto alla somministrazione di un vaccino trivalente. In seguito a quanto accaduto, per i fratelli della piccola è stata disposta ed effettuata la vaccinazione immediata. Nel mentre, in famiglia si registra un altro sospetto di difterite con sintomi analoghi, seppur in forma più lieve, riscontrati nel cuginetto di 4 anni, anche lui attualmente ricoverato in ospedale, ma fortunatamente non in gravi condizioni poiché vaccinato.

Manuela Maggio: il dolore di una madre

Nel dolore di questa tragedia, a dire la sua è anche la mamma della piccola Anna Rosa, Manuela Maggio, che, con un duro sfogo su Facebook, si è difesa da tutti coloro che hanno accusato i genitori della bambina di aver scambiato la presunta difterite per una tonsillite. Maggio ha ricordato che la causa della morte della piccola non è ancora stata confermata, poiché sono in corso delle indagini, ma non contro loro in quanto genitori. La mamma, inoltre, si è scagliata duramente contro chi sta riportando notizie false, accusandoli di «fare like sul caso di mia figlia» e auspicando di non avere mai a che fare con medici che «hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori». Conclude, inoltre, invitando a fare silenzio.

Difterite, una malattia rara ma non sconosciuta: boom di vaccinazioni

In Italia la difterite è una malattia di cui non si sentiva parlare da moltissimi anni. Oggi, il caso di Anna Rosa ci spinge a informarci sempre di più e a valutare l’importanza dei vaccini. La difterite è una malattia infettiva acuta di origine batterica. L’infezione colpisce più frequentemente: la gola, il naso, la faringe, la laringe, la trachea e le tonsille. Il batterio si trasmette per via respiratoria, attraverso il contatto con oggetti contaminati o con ferite infette. Solitamente, i sintomi più frequenti sono: mal di gola, perdita dell’appetito e febbre. Tuttavia, il decorso può presentare complicanze e, nei casi più gravi, può portare alla comparsa di manifestazioni a livello cardiaco, come aritmie, insufficienza cardiaca, miocardite o arresto cardiaco.

Ciò che si raccomanda è la vaccinazione, da effettuare nel primo anno di vita, che prevede una schedula a tre dosi somministrate al terzo, al quinto e al dodicesimo mese, utilizzando un vaccino combinato definito esavalente. Con il caso della bambina di Palermo si stanno registrando tantissime vaccinazioni con il siero esavalente con in aumento richieste fino al 10%. Nel mentre, si cerca il paziente zero attraverso l’indagine epidemiologica.