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Michael Jackson, 17 anni dopo: la morte che sconvolse il mondo e le polemiche che ancora lo accompagnano

Il 25 giugno 2009 il mondo della musica si fermò. Michael Jackson, il “Re del Pop”, moriva all’età di 50 anni nella sua casa di Los Angeles, proprio mentre si preparava a tornare sul palco conThis Is It, la serie di concerti che avrebbe dovuto segnare il suo grande ritorno. Quella che doveva essere una nuova pagina della sua carriera si trasformò invece nell’ultimo capitolo di una delle storie più straordinarie e controverse della musica contemporanea.

A diciassette anni dalla sua scomparsa, Michael Jackson continua a occupare un posto unico nell’immaginario collettivo. Nessun altro artista ha saputo rivoluzionare il pop con la stessa forza, trasformando ogni canzone, ogni videoclip e ogni esibizione in un evento destinato a lasciare il segno.

La sua storia inizia prestissimo. Ancora bambino conquista il pubblico insieme ai Jackson 5, ma è da solista che diventa un fenomeno senza precedenti. Album comeOff the Wall,Thriller,BadeDangerousridefiniscono gli standard dell’industria musicale, mentre videoclip comeThriller,Beat IteBillie Jeancambiano per sempre il modo di raccontare la musica attraverso le immagini.

E poi c’è il moonwalk. Quel passo all’indietro eseguito durante una storica esibizione televisiva nel 1983 diventa uno dei gesti più celebri della cultura pop. In pochi secondi Michael Jackson entra definitivamente nella leggenda, influenzando generazioni di ballerini e artisti in ogni parte del mondo.

Ma il successo planetario convive presto con una vita privata sempre più difficile. L’infanzia segnata da un padre estremamente severo, la pressione della celebrità, i problemi di salute e la costante esposizione mediatica trasformano Jackson in una delle persone più osservate del pianeta.

Negli anni il suo aspetto cambia profondamente. Le numerose operazioni di chirurgia estetica diventano oggetto di attenzione continua da parte dei media, mentre la vitiligine – malattia autoimmune di cui soffriva – contribuisce a modificare il colore della sua pelle, alimentando speculazioni e false credenze che accompagneranno il cantante fino alla fine della sua vita.

A segnare in modo ancora più profondo la sua immagine pubblica sono però le accuse di abusi su minori. Michael Jackson ha sempre respinto ogni contestazione. Nel 2005 fu assolto da tutte le imputazioni al termine di un processo molto seguito dall’opinione pubblica internazionale. Negli anni successivi nuove testimonianze, documentari e cause civili hanno continuato ad alimentare il dibattito, rendendo la sua figura una delle più discusse della storia dello spettacolo. Ancora oggi il confronto tra chi separa l’artista dall’uomo e chi ritiene impossibile farlo resta aperto.

Il 25 giugno 2009 arriva l’epilogo. Jackson viene colpito da un arresto cardiaco provocato da un’intossicazione acuta da propofol e da altri farmaci anestetici e sedativi. Trasportato d’urgenza al Ronald Reagan UCLA Medical Center, i medici non riescono a salvarlo.

Le indagini successive accertano le responsabilità del medico personale Conrad Murray, riconosciuto colpevole di omicidio colposo per aver somministrato il propofol senza adeguate condizioni di sicurezza. Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione il delicato rapporto tra celebrità, dipendenza dai farmaci e responsabilità professionale.

La morte di Michael Jackson provoca una reazione senza precedenti. Milioni di persone seguono le commemorazioni in televisione, le sue canzoni tornano ai primi posti delle classifiche mondiali e il documentarioThis Is It, realizzato con le immagini delle prove dello spettacolo che non avrebbe mai visto la luce, permette ai fan di assistere simbolicamente all’ultimo atto della sua carriera.

A distanza di diciassette anni il suo lascito continua a essere enorme.Thrillerresta l’album più venduto della storia della musica, il moonwalk continua a essere imitato in tutto il mondo e artisti appartenenti a generazioni diverse riconoscono in Michael Jackson una delle principali fonti di ispirazione. La sua eredità, però, non è soltanto artistica. Jackson rappresenta ancora oggi il simbolo delle contraddizioni della celebrità contemporanea: un talento capace di cambiare il linguaggio della musica pop, ma anche una figura rimasta al centro di polemiche che il tempo non ha cancellato.

Forse è proprio questa la ragione per cui, diciassette anni dopo la sua morte, il Re del Pop continua a far discutere. La sua storia non si esaurisce nei record di vendita, nei passi di danza o nei concerti memorabili. È il racconto di un artista che ha ridefinito il concetto stesso di star globale e che, ancora oggi, divide il pubblico tra ammirazione, dubbi e interrogativi destinati a restare aperti.