Venerdì 7 agosto, alle 16.30, nel Cortile di Palazzo della Corgna, la giornalista presenterà Mario Draghi. La speranza non è una strategia nell’ambito della rassegna “Incontri in Biblioteca”. Un ritorno simbolico nel luogo in cui il progetto del volume ha iniziato a prendere forma.
CITTÀ DELLA PIEVE – C’è un luogo cheMario Draghiha scelto negli anni per allontanarsi dai riflettori della politica e della finanza internazionale. ÈCittà della Pieve, tra le colline umbre, dove l’ex presidente della Banca centrale europea e del Consiglio dei ministri ama trascorrere parte del suo tempo, lontano dall’esposizione pubblica che ha accompagnato gran parte della sua carriera.
È proprio in questa città che,venerdì 7 agosto alle ore 16.30, nel suggestivoCortile di Palazzo della Corgna, si terrà la presentazione del volume“Mario Draghi. La speranza non è una strategia”, pubblicato da Santelli Editore. L’iniziativa, inserita nella rassegna“Incontri in Biblioteca”, sarà aperta dai saluti del sindacoFausto Risini, mentre a dialogare con l’autriceCristina La BellasaràLuca Marchegiani.

Quella di Città della Pieve non sarà una semplice tappa del percorso di presentazione del libro. Per l’autrice rappresenta infatti un ritorno dal valore simbolico: è proprio nella cittadina umbra che, anni fa, ha iniziato a prendere forma l’idea di dedicare una biografia a una delle personalità più influenti dell’Europa contemporanea. Oggi quel progetto torna nel luogo dove tutto ebbe inizio, chiudendo idealmente un cerchio.
“Mario Draghi. La speranza non è una strategia” di Cristina La Bella arriva a Città della Pieve
Negli ultimi anni la figura di Mario Draghi è stata raccontata soprattutto attraverso le grandi decisioni economiche e politiche che hanno segnato la storia dell’Italia e dell’Europa: dal celebre“Whatever it takes”, pronunciato nel pieno della crisi dell’euro, alla guida della Banca centrale europea, fino all’esperienza a Palazzo Chigi. Il volume di Cristina La Bella sceglie invece una prospettiva diversa. Senza rinunciare al rigore della ricostruzione storica, prova a restituire anche il volto meno conosciuto dell’uomo che si cela dietro il profilo istituzionale. Il libro, che ha ricevuto un ottimo riscontro di critica e pubblico, nasce da un lungo lavoro di ricerca condotto attraverso discorsi, interviste, monografie, fonti biografiche e documenti storici. Accanto ai principali passaggi della carriera – dagli studi con Federico Caffè agli anni trascorsi al MIT di Boston, dall’esperienza al Ministero del Tesoro fino alla guida della Banca d’Italia, della Banca centrale europea e del Governo – emergono episodi poco noti della vita di Draghi: il ragazzo rimasto orfano in giovane età, la disciplina nello studio, il rapporto con Franco Modigliani, la passione per la cucina, l’interesse per l’arte e la letteratura, il forte legame con la campagna umbra. Un mosaico che restituisce un ritratto più sfaccettato di una figura spesso identificata soltanto con il suo ruolo pubblico.
Il punto di partenza della ricerca è una frase pronunciata dallo stesso Draghi al termine della sua esperienza da presidente del Consiglio:«Anche il cuore dei banchieri centrali viene usato».Da quell’affermazione prende avvio un percorso che cerca di andare oltre l’immagine dell’algido tecnico, ricostruendo la vicenda umana di un protagonista che ha contribuito a segnare la storia dell’Italia e dell’Europa negli ultimi quarant’anni.

Esperienze, incontri e valori che hanno contribuito a formare il carattere dell’ex numero uno della Bce
Uno degli aspetti che distingue il volume è proprio l’approccio. Più che limitarsi a ripercorrere una carriera eccezionale, il libro prova a comprendere quali esperienze, incontri e valori abbiano contribuito a formare il carattere di Draghi. La prospettiva umanistica dell’autrice si intreccia così con la storia contemporanea, l’economia, la politica e la cultura, offrendo al lettore un racconto documentato ma al tempo stesso capace di avvicinare una figura spesso percepita come distante. Dalla sua pubblicazione,Mario Draghi. La speranza non è una strategiaè stato presentato in contesti culturali, istituzionali e universitari, suscitando interesse per l’originalità dell’impostazione e contribuendo ad alimentare il dibattito sulla figura dell’ex presidente della Bce e sul suo ruolo nella storia recente dell’Italia e dell’Europa.
L’incontro di Città della Pieve offrirà così l’occasione per riflettere non soltanto sul percorso umano e istituzionale di Mario Draghi, ma anche sul valore della ricerca biografica come strumento per comprendere i protagonisti del nostro tempo. In un’epoca in cui il dibattito pubblico è spesso dominato dalla velocità e dalla semplificazione, tornare ai documenti, alle fonti e ai contesti significa restituire profondità alla memoria e complessità alle persone.
L’ingresso all’incontro è libero.

