Christine Lagarde non ha ancora annunciato le proprie dimissioni dalla presidenza della Banca centrale europea. Ma il calendario scelto per il suo primo libro di memorie alimenta le ipotesi su un possibile addio anticipato. Lady First, scritto con il giornalista tedesco Marc Hujer, sarà pubblicato da Atlantic Books il 28 gennaio 2027. La data non è irrilevante: il mandato di Lagarde alla guida della Bce scade infatti il 31 ottobre dello stesso anno. Mancano dunque circa nove mesi alla conclusione naturale del suo incarico. La stessa Lagarde, nei mesi scorsi, ha lasciato aperta la possibilità di un’uscita anticipata, spiegando di voler eventualmente contribuire al dibattito politico francese in vista delle elezioni del 2027.
Il libro arriva così in un momento particolarmente delicato per l’Europa. La Bce si prepara alla riunione del 10 settembre, dalla quale è atteso un nuovo rialzo dei tassi, mentre l’inflazione dell’Eurozona è tornata a crescere anche per effetto dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle tensioni geopolitiche legate alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Lady First racconta una carriera costruita attraverso numerose “prime volte”: Lagarde è stata la prima donna ministra dell’Economia e delle Finanze in Francia, la prima donna alla guida del Fondo monetario internazionale e la prima donna presidente della Bce.
Il volume ripercorre l’infanzia a Le Havre, la famiglia, gli ostacoli incontrati nel percorso professionale e le grandi crisi economiche affrontate nel corso degli anni. Accanto alla sua voce compaiono anche quelle di alcune persone che hanno avuto un ruolo importante nella sua vita, tra cui Hillary Clinton, Nicolas Sarkozy, Dominique de Villepin, Bono, Mark Carney e la stilista Diane von Fürstenberg. Anche la copertina sembra raccontare qualcosa della protagonista: Lagarde appare in un elegante abito in tweed, coerente con quell’immagine di rigore e raffinatezza che ha accompagnato la sua lunga carriera internazionale.
Il libro, però, sta già producendo un effetto politico ben prima di arrivare nelle librerie. La prospettiva di una possibile uscita anticipata ha infatti accelerato la corsa alla successione alla Bce. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza c’è quello dello spagnolo Pablo Hernández de Cos, già governatore della Banca di Spagna e oggi presidente della Banca dei regolamenti internazionali. Seguono l’olandese Klaas Knot e il presidente della Bundesbank Joachim Nagel. Il punto non riguarda soltanto la successione personale di Lagarde. Un cambio al vertice della Bce avrebbe conseguenze sull’equilibrio complessivo dell’istituzione, proprio mentre l’Eurozona deve affrontare una fase complessa tra inflazione, crescita debole, costo dell’energia e tensioni sui mercati obbligazionari.

C’è poi la partita francese. Lagarde ha parlato della necessità di far sentire una “voce europea” nel dibattito politico del suo Paese. Un eventuale addio alla Bce potrebbe quindi permetterle di intervenire più direttamente nella campagna per le presidenziali del 2027, in uno scenario nel quale le forze anti-establishment e sovraniste conservano un peso significativo. E resta anche un’altra ipotesi: quella di un ruolo internazionale dopo Francoforte, compresa la possibilità di una candidatura alla guida del World Economic Forum. Per ora, dunque, nessun addio è stato annunciato. Ma un’autobiografia pubblicata nove mesi prima della scadenza del mandato, mentre già si discute dei possibili successori, è più di una semplice operazione editoriale. È un segnale che apre una stagione nuova per la Bce e per la stessa Lagarde.
La domanda, a questo punto, non è tanto se Christine Lagarde abbia già deciso quando lasciare Francoforte. È capire quale sarà la sua prossima destinazione.
