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Trump e Meloni, tra i due torna il sereno. Ma quanto durerà?

A Washington, almeno a parole, il gelo sembra essere finito. Donald Trump è tornato a parlare in termini decisamente positivi di Giorgia Meloni, descrivendo il rapporto con la presidente del Consiglio italiana come “molto buono” e aggiungendo che lei gli è “sempre piaciuta”.

Una dichiarazione che, letta alla luce degli ultimi mesi, non passa certo inosservata. Il Trump di oggi sembra infatti molto distante da quello che, durante l’estate, aveva rivolto alla premier italiana critiche tutt’altro che diplomatiche. Il presidente americano era arrivato a sostenere che Meloni lo avesse quasi “implorato” per ottenere una fotografia insieme, salvo poi raccontare di aver accettato per compassione.

Non era stato un episodio isolato. I rapporti tra i due leader avevano attraversato una fase particolarmente complicata, soprattutto dopo le divergenze sulla guerra in Iran. Trump aveva espresso apertamente la propria irritazione nei confronti dell’Italia, arrivando ad accusare Meloni di non avere avuto il coraggio di sostenere Washington. Le tensioni, peraltro, erano iniziate ancora prima. A gennaio la premier aveva criticato pubblicamente alcune dichiarazioni di Trump sui militari alleati impegnati in Afghanistan, definendole non accettabili. Nei mesi successivi, le polemiche si erano moltiplicate fino ad arrivare all’episodio della fotografia e, a luglio, a un nuovo attacco social del presidente americano.

Poi, apparentemente, qualcosa è cambiato.

È possibile che nel frattempo il lavoro diplomatico abbia contribuito a riportare il rapporto su binari più tranquilli. E un elemento interessante arriva proprio dalle relazioni tra Stati Uniti ed Europa. Il G7 ha infatti dato il via libera all’utilizzo di 100 milioni di barili di petrolio e diesel, una misura richiesta dagli americani per contribuire a contenere i prezzi dell’energia. Trump, questa volta, ha apprezzato pubblicamente la decisione europea. Ha ridimensionato anche l’ipotesi di un blocco delle esportazioni americane di diesel verso l’Europa, sostenendo che quella possibilità non fosse mai stata realmente sul tavolo. E, soprattutto, ha parlato di una “buonissima relazione” con il Vecchio continente.

Il cambio di tono è evidente. E, come spesso accade con Trump, resta da capire quanto sia destinato a durare. Il punto non è soltanto il rapporto personale tra il presidente americano e la premier italiana. Le dichiarazioni di Trump mostrano quanto la diplomazia internazionale possa essere condizionata anche dalle dinamiche politiche del momento e dalla necessità di mantenere aperti i canali con gli alleati.

Per ora, dunque, Washington e Roma sembrano aver superato la fase più aspra. Ma il prossimo incontro diretto tra i due leader potrebbe essere un passaggio significativo per capire se il riavvicinamento sia ormai consolidato oppure se si tratti, semplicemente, dell’ennesimo cambio di tono di una presidenza abituata a modificare rapidamente registro.

Un’occasione potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Tra gli appuntamenti in calendario c’è il gala della National Italian American Foundation del 17 ottobre, ma soprattutto il G20 di Miami del 14 e 15 dicembre. Sarà quello, probabilmente, il momento più interessante per verificare sul campo se le parole pronunciate oggi alla Casa Bianca abbiano segnato davvero una nuova fase nei rapporti tra Trump e Meloni.