Un nuovo fascicolo sull’uccisione dello scrittore e regista, assassinato all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. L’iniziativa nasce da un esposto dell’avvocato Stefano Maccioni, che segnala elementi raccolti negli ultimi mesi: «Ci auguriamo che arrivino finalmente le risposte che cerchiamo da anni».
A cinquantun anni dall’uccisione di Pier Paolo Pasolini, la Magistratura torna a occuparsi di uno dei delitti più controversi della storia italiana. La Procura di Roma ha avviato una nuova indagine sull’omicidio dello scrittore, poeta e regista, assassinato il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia. Il fascicolo è stato affidato alla pm Silvia Santucci e nasce da un esposto presentato dall’avvocato Stefano Maccioni, successivamente integrato con ulteriori elementi.
La decisione riporta al centro una vicenda che, a distanza di decenni, continua a suscitare interrogativi e richieste di approfondimento. La nuova attività investigativa non rappresenta, di per sé, una conclusione sulle responsabilità né anticipa quale direzione prenderanno gli accertamenti. Segna però un nuovo passaggio giudiziario in una storia che non ha mai smesso di alimentare il dibattito pubblico.
L’esposto e gli elementi sottoposti alla Procura
A spiegare le ragioni dell’iniziativa è lo stesso Maccioni, che in passato ha assistito Guido Mazzon, cugino di Pasolini, e che oggi rappresenta l’Ordine dei giornalisti del Lazio, il regista David Grieco e lo scrittore Giovanni Giovannetti. L’avvocato riferisce che l’istanza iniziale è stata depositata nel novembre 2025 e successivamente integrata nel maggio 2026. Alla base della richiesta ci sarebbero nuovi elementi raccolti dalla difesa e sottoposti all’attenzione della Procura. Maccioni ha accolto con soddisfazione la scelta di procedere con ulteriori accertamenti.
L’auspicio, ha spiegato, è che il lavoro degli inquirenti possa contribuire a chiarire aspetti della vicenda sui quali da molti anni vengono chieste risposte. Il legale ha inoltre rivolto un appello a chiunque sia in possesso di informazioni utili: chi finora ha scelto di non parlare, ha detto, dovrebbe trovare il coraggio di farsi avanti.
Un delitto che continua a interrogare l’Italia
Pasolini fu trovato morto all’Idroscalo di Ostia nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975. La sua uccisione segnò profondamente il mondo della cultura e della società italiana. Intellettuale scomodo, autore di opere letterarie e cinematografiche fondamentali, negli ultimi anni della sua vita aveva assunto posizioni sempre più radicali nel dibattito pubblico, intervenendo con durezza sulle trasformazioni del Paese e sui rapporti tra potere, società e cultura.
La sua morte è diventata nel tempo molto più di un fatto di cronaca nera: un caso giudiziario e storico sul quale si sono confrontati magistrati, giornalisti, scrittori e studiosi. Proprio la persistenza di domande e ricostruzioni differenti ha mantenuto viva l’attenzione sull’omicidio.

Il precedente del 2023
Non è la prima volta che viene chiesto alla magistratura di tornare sul caso. Nel 2023 la Procura di Roma aveva respinto una precedente istanza volta alla riapertura delle indagini. La nuova iniziativa si fonda, secondo quanto dichiarato dal legale, su ulteriori elementi raccolti e presentati negli ultimi mesi.
Ora spetterà agli inquirenti valutarne la rilevanza e stabilire quali approfondimenti siano necessari. Per il momento, il dato certo è l’apertura di un nuovo fascicolo: un passaggio che riporta l’omicidio di Pasolini all’attenzione della magistratura proprio nell’anniversario della sua morte e riaccende la richiesta di fare piena luce su una delle pagine più dolorose e discusse della storia culturale italiana.
