È morto all’età di 100 anni Giuseppe “Peppino” Mazzullo, l’attore e doppiatore che per oltre quattro decenni ha dato la propria voce a uno dei personaggi più celebri e riconoscibili della televisione italiana: Topo Gigio. Con la sua interpretazione, Mazzullo ha contribuito in maniera determinante a costruire la personalità e il modo di parlare del celebre pupazzo animato, accompagnandolo attraverso diverse generazioni di spettatori.
Il rapporto professionale tra Mazzullo e Topo Gigio ebbe inizio nel 1961, pochi anni dopo la nascita del personaggio ideato da Maria Perego. Prima di lui, la voce di Topo Gigio era stata affidata a Domenico Modugno, ma fu proprio Mazzullo a diventare, nel corso degli anni, l’interprete vocale maggiormente associato al personaggio. Il suo lavoro proseguì per più di quarant’anni, arrivando fino ai primi anni Duemila. In quel periodo, a seguito di un accordo siglato da Maria Perego con Mediaset, il doppiaggio del personaggio venne affidato a un’altra voce, segnando la conclusione di una collaborazione che aveva attraversato una parte importante della storia dello spettacolo italiano.
Topo Gigio aveva fatto il suo esordio televisivo nel 1961 all’interno di “Carosello”, storico programma pubblicitario della Rai. Il pupazzo comparve inizialmente in uno spot dedicato ai biscotti Pavesini, diventando rapidamente uno dei personaggi più amati dal pubblico. La sua presenza televisiva non si limitò però alla pubblicità: nel corso dei decenni Topo Gigio partecipò a numerosi programmi, produzioni cinematografiche e spettacoli, consolidando la propria popolarità sia tra i bambini sia tra gli adulti.
Il successo del personaggio fu legato anche alla sua particolare caratterizzazione. Topo Gigio era un piccolo topo dall’atteggiamento timido e affettuoso, capace di rivolgersi al pubblico con un linguaggio semplice e con una comicità basata soprattutto sull’innocenza e sull’imbarazzo. Tra le sue espressioni più celebri è rimasta “Ma cosa mi dici mai?”, frase che pronunciava soprattutto quando riceveva un complimento o si trovava al centro dell’attenzione. In quelle occasioni, il personaggio era solito nascondersi il volto con le mani, accentuando ulteriormente il suo carattere timido e tenero. Nel corso degli anni Topo Gigio riuscì a rimanere presente nell’immaginario collettivo anche mentre il panorama televisivo e dell’intrattenimento cambiava profondamente. Dopo le prime apparizioni in televisione, il personaggio arrivò al cinema, divenne protagonista di numerosi programmi e, successivamente, fu al centro anche di serie animate e nuovi contenuti destinati alle piattaforme contemporanee, compresi i podcast. Una longevità che ha permesso a Topo Gigio di mantenere un legame con il pubblico ben oltre l’epoca in cui era nato.

Giuseppe Mazzullo era nato a Messina il 6 giugno 1926. La sua formazione artistica maturò tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, quando frequentò prima l’Accademia d’arte cinematografica di Roma e successivamente l’Accademia d’arte drammatica di Milano. Un percorso che gli consentì di sviluppare una solida preparazione nel campo della recitazione e di avvicinarsi al mondo dello spettacolo in una fase particolarmente importante per il teatro e il cinema italiani. Mazzullo lavorò infatti anche come attore teatrale, attività che affiancò a quella di doppiatore. Sebbene la sua esperienza sul palcoscenico sia rimasta meno conosciuta dal grande pubblico rispetto alla lunga collaborazione con Topo Gigio, il teatro rappresentò una parte significativa della sua formazione e della sua attività professionale. La sua carriera fu quindi caratterizzata da un percorso articolato, sviluppato tra recitazione, teatro e doppiaggio.
Nei primi anni Duemila, dopo essere tornato nella sua città natale, Mazzullo decise inoltre di dedicarsi alla formazione delle nuove generazioni di artisti. A Messina fondò il Piccolissimo Teatro di Messina, realtà all’interno della quale diede vita alla “Scuola di teatro comico e drammatico”. Un progetto attraverso cui mise a disposizione la propria esperienza maturata in decenni di attività nel mondo dello spettacolo, contribuendo alla formazione di giovani interessati alla recitazione e al teatro.
La scomparsa di Giuseppe “Peppino” Mazzullo chiude dunque una lunga parabola artistica iniziata nel secondo dopoguerra e legata indissolubilmente a uno dei personaggi più popolari della cultura televisiva italiana. Per oltre quarant’anni la sua voce ha accompagnato Topo Gigio, contribuendo a renderne immediatamente riconoscibili il carattere, le battute e quel particolare tono delicato che lo ha reso celebre.
Con la morte di Mazzullo, avvenuta a un secolo dalla sua nascita, scompare una figura che ha attraversato diverse epoche dello spettacolo italiano. Il suo nome rimane soprattutto legato a Topo Gigio, ma il suo percorso professionale racconta anche la storia di un artista formatosi nel teatro e nel cinema e capace, attraverso il lavoro vocale, di lasciare un’impronta duratura nella memoria del pubblico.
